Giornale di Critica dell'Architettura
Opinioni

Tra segreti di Stato... e di Pulcinella

di Paolo G.L. Ferrara - 7/6/2004


Charles Batteux, padre riconosciuto del concetto di “Belle Arti”, considerava il “piacere” quale loro fine ultimo e la “mimesi” l’unico principio in cui racchiuderle. Sappiamo che tra di esse non erano però comprese l’eloquenza e l’architettura, quest’ultima considerata pura funzione e, dunque, al di fuori del concetto di arte quale “puro diletto dell’uomo”.
Silvio Berlusconi, lo sappiamo, dice di essere, oltre che un abilissimo oratore, anche un urbanista e un intenditore d’arte di primo ordine. Quello che non sappiamo è se i lavori che sta effettuando nella sua tenuta in Sardegna -Villa Certosa- siano, o meno, adeguatamente supportati da lecite licenze edilizie.
Il tema è vecchio: l’abusivismo è praticato dagli italiani tanto quanto il sesso e risulterebbe oltremodo inutile stupirsi del problema, così come altrettanto inutile è cercare in Berlusconi il pretesto per farne un casus belli. Dunque, a prescindere da Berlusconi, il problema è in realtà molto più ampio visto che coinvolge il rapporto tra il comune cittadino e le istituzioni di governo, gli uni giustamente obbligati a rispettare le leggi, le altre autorizzate a rispettarle senza però essere soggette a controlli. Difatti se l’aggirare le leggi da parte del comune cittadino è spesso un segreto di Pulcinella, quello del presidente del Consiglio è un “segreto di Stato”.
I fatti sono recentissimi: l’esteta Berlusconi sta facendo costruire un teatro all’aperto (sulla falsa riga di quelli greci), un pontile d’attracco e sta facendo rivestire una cabina elettrica in stile nuraghe. Per tutte queste opere ci sono le licenze di legge. Lo stesso ministro Giovanardi ha dichiarato alla Camera dei Deputati che tutto è in regola e che si è trattato di problemi legati alla sicurezza del presidente: “Sulla costa c’è un attracco scoperto, concepito solo per i mesi estivi e il Cesis, la società che si occupa della sicurezza personale del Presidente, ha insistito fin dal 2001 perchè si individuasse un attracco fisso e coperto per garantire una via di fuga a mare sicura per lo sbarco e l’imbarco di personalità da tutelare”. Ma Berlusconi queste opere mica le voleva e solo “...in seguito all’aggravarsi della situazione internazionale e dopo reiterate richieste del Cesis, condivise dal ministro dell’Interno ha però dato il proprio assenso”.
Tutto in regola dunque, ma le carte sembrano contraddirsi: le opere autorizzate erano già in fase di esecuzione ancora prima che ci fosse il nullaosta. Vediamo. Il percorso di talassoterapia, composto da cinque piscine, era già magnificato da Renato Farina in un reportage dell’estate 2003; la licenza è datata 17 dicembre 2003. Per il Teatro, la domanda del 26 gennaio 2004 è stata accettata (concessione 387/04) il 4 maggio 2004; due giorni dopo i lavori, in stato avanzatissimo, erano già sulle pagine della Nuova Sardegna. Che avessimo un presidente operaio era risaputo, ma che fosse così veloce nell’eseguire...non me lo aspettavo.
Ma allora, se tutto è in regola, perché è tutto altrettanto “top secret”? L’avvocato Niccolò Ghedini, difensore di Berlusconi nei processi che lo riguardano, è l’unico a conoscere bene cosa dicono i due decreti secretati in quanto avvocato della società Idra, proprietaria di Villa Certosa. Ovviamente, anche Ghedini, intervistato da Gian Antonio Stella per il Corriere della Sera, non lascia trasparire nulla, tranne che, a proposito del divieto di costruire entro i 300 metri dalla costa, “...la proprietà rientra in un piano territoriale ambientale precedente. Quando entrò in vigore la legge sui 300 metri, nel 1989, prevedeva (articolo 10 bis, comma 2, lettera B) fossero esclusi i terreni per i quali erano state avviate opere di urbanizzazione. Quindi per la Certosa vale la legge precedente”.
Dunque, si tratterebbe di opere di urbanizzazione e non di architettura. Concetto astruso? Sì, abbastanza, soprattutto se teniamo presente che, come dice Gian Antonio Stella, “...certi lavori risultano fatti, in una zona come quella che secondo gli ambientalisti è coperta da vincoli rigidissimi, grazie a semplici autorizzazioni per pertinenze urbanistiche. Cioè? Opere di modeste dimensioni tali da non potere incidere in modo significativo sull’assetto del territorio.

Che dire? Può un teatro da 400 posti in struttura portante in cemento armato e gradonate in granito incidere significativamente sul territorio? A rigor di logica, sì, ma a rigor di avvocato, no: dice infatti l’Avv.Ghedini che in fondo si tratta solo di “...quattro pietre...”(?!). Peccato però che il Tar della Regione Sardegna abbia stabilito che la concessione edilizia è necessaria anche per opere dello stesso genere di quelle di Villa Certosa e che, dunque, non sia sufficiente l’autorizzazione: “La concessione edilizia è necessaria per ogni trasformazione del territorio attraverso l’esecuzione di opere comunque incidenti su aspetti urbanistici ed edilizi che abbiano perdurante rilievo ambientale ed estetico o anche solo funzionale pur quando si tratti di una stratificazione sul suolo di materiali attinti altrove, senza interventi in muratura”.
Se davvero, come dice Giovanardi, sono opere dovute a tutela della sicurezza del premier, cosa ne sarà quando Berlusconi avrà cessato la sua funzione pubblica? Verranno demolite o, magari, condonate?
C'è da chiedersi se sia lecito avere potere illimitato in nome del ruolo istituzionale: lo stesso Berlusconi ha infatti dichiarato di essere stato obbligato a secretare le opere perché ha ricevuto ben trentotto minacce (a tale proposito, Lazier mi ha detto che, se voglio, mi manderà un po’ di lettere anonime e mi farà qualche telefonata minatoria, così potrò costruirmi qualcosa di abusivo adducendo motivi di sicurezza. L’idea non è male...).
Il suo amicone George W. Bush gli ha detto di volere andare a vedere il “...bunker che ti stai costruendo”, il che sembra confermare le ipotesi che sono state fatte in questi giorni, facendo così luce sul segreto di Pulcinella: del resto, se il Presidente degli Stati Uniti vuole vedere il bunker, significa che di bunker si tratta...
Resta il dubbio sul teatro, che bunker non è, dunque non si capisce che tipo di segreti debbano essere coperti per renderlo inviolabile. Forse l’ipotesi più plausibile è che Berlusconi vi si voglia esibire con il suo fido Apicella, “parcheggiatore” napoletano: in effetti, quale migliore interprete per svelare quello che, come detto, sembra proprio un segreto di Pulcinella?
La notizia è di certo soggetta ad accuse di mistificazione politica, ma resta comunque il fatto che nel nostro Paese certe notizie non scalfiscono minimamente gli Ordini professionali: da quello degli architetti, o ingegneri, o geometri di Olbia non si è levata alcuna voce in merito. Eppure, ci sarà un progettista che ha eseguito disegni ed affini; ci sarà pure un direttore dei lavori, un responsabile per la sicurezza. Perché non lo/li si convoca per sapere come stanno i fatti, per verificare se tutto è stato fatto secondo la legge?
Chi ha firmato i progetti ai quali sono state concesse le licenze? E soprattutto, sapevano questi nostri colleghi della reale situazione? Ancora: perché il Consiglio Nazionale degli Architetti non ha mai pubblicato nella sua (ricchissima) rassegna stampa su internet nessun articolo che parli della vicenda? Eppure, di abusi o presunti tali, se ne parla spesso.
La Procura di Tempio Pausania aveva emesso un provvedimento di ispezione dei luoghi, affidandolo alla capitaneria di Porto. Poi è arrivato lo stop in nome della sicurezza nazionale. Il presidente della Regione Sardegna, Italo Masala, dichiara che "...le leggi regionali in materia di urbanistica non possono essere violate neppure in nome di presunti interessi di sicurezza nazionale", aggiungendo che le autorizzazioni sono direttamente state date da Decreto Ministeriale del Ministero delle Infrastrutture presieduto da Lunardi, smentendo di fatto Giovanardi che dichiarava a sua volta che l’ok al progetto era stato dato dall’Ufficio tutela del paesaggio della Regione Sardegna.
Capirci qualche cosa è impresa davvero ardua...ma si sa: siamo nella Seconda Repubblica e le cose rispetto la Prima sono cambiate. Innegabile: Luigi Cogodi, da assessore regionale all’Urbanistica durante la Prima Repubblica, fece demolire la villa portorotondina del ministro Dc Antonio Gava. Oggi, nella Seconda, non si può più...
Torniamo a Batteux. Berlusconi ne sposa il pensiero: secondo il francese l’arte non è forse fatta che per ingannare? l’arte non è forse qualcosa che non “serve”? l’architettura non forse esclusa dalle "arti" poiché, al contrario di queste, “serve” a difendersi dalla natura (e dagli attentati...)? Bene, visto e considerato che la costruzione architettonica (alla faccia di Platone, Malaspina di Sannazaro e Kant) non rientra nelle “belle arti”, perché mai avrebbe dovuto chiedere autorizzazioni all’ufficio di tutela del paesaggio?
Chissà se molto presto leggeremo qualcosa di nuovo in merito alla nuova teoria architettonica nel sistema delle arti moderne...

(Paolo G.L. Ferrara - 7/6/2004)

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Commenti
1 COMMENTI relativi a questo articolo

Commento 744 di Gaetano Puglielli del 15/06/2004


Comentare un articolo così caustico e drammaticamente vero è una impresa ardua. Resta il fatto che a noi, addetti ai lavori, non puo non rimanere sulla lingua quel senso di amaro e tutte quelle parole che forse sarebbe meglio non venissero fuori per evitare denunce per oltraggio al comune senso del pudore.
Un articolo divertente, con una vena satirica degna di un Pasquino dei nostri tempi......... ma quante voci dovranno mai alzarsi, quanti messaggi dovremo posare sulla statua romana di Pasquino per fare in modo che tutto ciò non resti lettera morta?
Bravo Paolo..... ci vediamo nel nostro purgatorio universitario dove almeno possiamo sperare di formare quella coscienza che ad altri sembra proprio mancare completamente

Tutti i commenti di Gaetano Puglielli

15/6/2004 - Paolo GL Ferrara risponde a Gaetano Puglielli

Caro Gaetano, chissà se, con il tuo paragone a Pasquino, non abbia dato un'idea al nostro premier: ripristinare -come tradizione- la pena capitale per punire i colpevoli di "pasquinate". Se così sarà, bè...mi avrai sulla coscienza!

 

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