Giornale di Critica dell'Architettura
Opinioni

Elezioni Ordine di Milano: protesta del CoDiArch

di la Redazione - 22/11/2005




Raccomandata a/r anticipata via Fax
Gent.ma
Arch. Daniela Volpi
Presidente Ordine Architetti PPC
della provincia di Milano
via Solferino, 19
20121 MILANO


e per conoscenza:
Prof. Arch. Raffaele Sirica
Presidente CNAPPC
via di S. Maria dell'Anima, 10
00186 ROMA

On.le
Prof. Roberto Castelli
Ministro della Giustizia
via Arenula, 70
00186 ROMA


Spett.le
Autorità Garante della
Concorrenza e del Mercato
P.zza G. Verdi 6/a
00198 ROMA

Oggetto: elezioni per il rinnovo del Consiglio dell'Ordine degli Architetti PPC della provincia di Milano 2005/2009.


Oggi 21 novembre attorno alle ore 15,00, col collega Tomaso Gray, anch'egli come me candidato alle elezioni per il rinnovo del Consiglio dell'Ordine, ci siamo presentati al seggio di via Solferino, 19 per votare.
Nell'attesa mi sono reso immediatamente conto che l'ambiente elettorale, derivante dalle norme previste dal nuovo regolamento elettorale (DPR 8 luglio 2005 n°169), emanato sentito il parere degli Ordini, non garantisce in alcun modo i diritti di chi si candida contro il Consiglio uscente.
Il terzo turno elettorale, infatti, dura dieci giorni, anche se non è necessario alcun quorum per eleggere il Consiglio. Tale lungo periodo è demandato all'esclusivo controllo del Consiglio uscente, anche se quest'ultimo si ricandida per un nuovo mandato.
A meno di organizzare un controllo puntuale e continuo da parte degli altri candidati durante tutti e dieci i giorni consecutivamente, le procedure elettorali svolte all'interno dell'Ordine non garantiscono a mio avviso alcuna trasparenza.
Lo stesso discorso vale per quanto riguarda le procedure non visibili che ruotano attorno al voto. Quanto avviene all'interno dell'Ordine durante il periodo elettorale è impossibile da controllare. L'organizzazione di riunioni interne, seminari, convegni o quant'altro posti in essere durante le votazioni, sembrano infatti avvantaggiare esclusivamente il Consiglio uscente.

Per questi ed altri motivi sono stato costretto a prolungare la mia permanenza al seggio nella giornata di oggi.
Sarò inoltre costretto, con gli altri colleghi riuniti nella Lista Co.di.Arch., ad organizzare turni per presidiare in modo permanente il seggio di Milano fin da domani, per controllare quanto avviene all'interno dello stesso seggio, visto che non mi sento personalmente tutelato da quanto si svolge in questi giorni di votazioni all'interno dell'Ordine.

Mi preme chiarire che, con la presente, non intendo contestare in alcun modo la buona fede delle singole persone incaricate di controllare il seggio elettorale o di operare all'interno dell'Ordine, ma esclusivamente il sistema elettorale posto, com'è per decreto, sotto l'esclusivo controllo del Consiglio uscente che si candida per un nuovo mandato.

Quando oggi mi sono trovato al seggio per garantire i miei diritti di candidato mi sono sentito immerso in un ambiente ostile, che manifestava un malcelato fastidio per il mio sacrosanto diritto di osservare e criticare le procedure poste in essere.
Ho dovuto subire battute sulla mia presunta diffidenza, sono stato costretto a dare spiegazioni sulle mie legittime richieste di pari opportunità e addirittura mi sono sentito apostrofare da una collega, che immagino collabori con l'Ordine, con la frase "volete vedere il marcio dove non c'è", semplicemente perchè chiedevo il nome di chi avesse poco prima affermato all'interno del seggio, in mia presenza e mentre chiedevo di conoscere il numero di votanti delle ore 17,00, come, lei stessa, avesse fatto delle telefonate “per la segreteria dell'Ordine” agli iscritti che non sapevano nulla delle elezioni.
Inoltre ho assistito alla richiesta di chiarimenti da parte di un iscritto che intendeva votare poco prima, dichiarando di non avere informazioni chiare su come votare e dove e come trovare indicazioni sui candidati. Ho avuto la conferma che il modo di disporre la propaganda elettorale ai seggi e le spiegazioni richieste e fornite dai componenti nominati al seggio non possono essere in alcun modo neutrali.
Ho fatto quindi rilevare l'accaduto alla Presidente di seggio che ha convenuto con me sulle difficoltà di informare in modo asettico gli iscritti direttamente al seggio, in quel modo.
Una tale confusione, in un ambiente tutto di parte com'è l'Ordine, non garantisce quindi pari opportunità a chi si candida contro il Consiglio uscente.
Di fronte a questa sgradevolissima sensazione di partecipare ad un'elezione in un contesto ostile, dove qualunque osservazione legittima da parte di un candidato, non appartenente al Consiglio uscente, viene considerata per principio aggressiva, non posso che contestare.
Spero nei prossimi giorni di non trovarmi più nelle condizioni di dovermi scusare con Segretarie, Presidenti di seggio, Scrutatori o di dover essere apostrofato per il mio sacrosanto diritto di vedere tutelati i miei diritti di candidato.
Oggi ho visto molte persone che votavano mentre erano chiamate per altre funzioni ed altre riunioni all'interno dell'Ordine. Questo mi costringe ovviamente a diffidare di qualunque incontro, qualunque seminario, qualunque riunione o convegno, e chiunque presti servizio in commissioni dell'Ordine o quant'altro durante le votazioni, perchè queste persone vicine al Consiglio uscente non possono garantire un ambiente equilibrato che offra pari condizioni a tutti i candidati.
Ribadisco quanto affermato il giorno 8 novembre: queste sono elezioni determinanti per il nostro futuro. Sono elezioni difficilissime, anche perchè il nostro futuro è minacciato da una proposta di riforma delle professioni già presentata in Parlamento e voluta anche da Codesto Consiglio uscente, che non tiene conto né delle istanze dell'Autorità Antitrust, nè dei risultati delle indagini della Commissione Europea per la Concorrenza.
La nostra proposta, sintetizzata nel programma della Lista Co.Di.Arch., non è certamente uno scherzo, né un'assurda posizione “abolizionista” come qualcuno vorrebbe insinuare, è frutto di un lungo e serissimo lavoro che ha richiesto anni di impegno.
Sappiamo che i poteri degli Ordini incidono sulla concorrenza professionale e le elezioni non sono secondarie nei processi di controllo del mercato professionale, quindi è importantissimo che queste elezioni garantiscano piena trasparenza e pari opportunità a tutti i candidati.
Non ho personalmente alcuna intenzione di ipotecare il mio e l'altrui futuro professionale solo perchè una procedura anticoncorrenziale come quella elettorale, voluta sentito il parere degli Ordini, non consente a tutti gli iscritti pari opportunità offrendo ambienti di voto che, senza controllo, non danno alcuna garanzia di imparzialità.


Cordiali saluti.
Giovanni Loi


(la Redazione - 22/11/2005)

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Commento 1018 di Francesca Provantini del 19/01/2006


Sono un'architetto e conosco bene la situazione all'interno dell'ordine di Milano e a livello nazionale.
la situazione è critica e difficile, occorre fare in modo che nel prossimo futuro lo stato in cui versa il mondo dell'architettura e del mondo del lavoro in Italia cambi e molto in fretta se non vogliamo retrocedere sempre di più rispetto agli altri paesi europei e non; e se non vogliamo abbandonare il nostro paese nelle mani dei nostri colleghi europei, più avvantaggiati.
complimenti a chi, come il collega Giovanni loi, il CO.DI.ARCH. e la rivista su cui sto scrivendo, si batte da anni per smuovere le coscienze degli architetti un po' troppo sonnacchiose, e per ottenere risultati concreti.
credo che noi architetti dobbiamo smetterla di sentirci impotenti e con questa scusa non fare mai niente al di là del nostro piccolo interesse personale.
basta con tutte quelle scuse che impediscono ad ognuno di noi di credere che la realtà possa cambiare, semplicemente per il fatto che è costituita da noi stessi.

....a proposito di questo:

"Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle
che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno
di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza
per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette
almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o
della pioggia incessante.
Lentamente muore
chi abbandona un progetto
prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono
qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo
di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una splendida felicita'."

Pablo Neruda


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