Giornale di Critica dell'Architettura
Opinioni

A proposito di politica

di Leandro Janni - 4/3/2007


I cambiamenti climatici, già in corso, e con gli effetti ormai ben noti a tutti, rappresentano le conseguenze naturali degli sconvolgimenti operati da una crescita senza limiti e, al tempo stesso, le conseguenze sociali di una spoliazione che ha colpito i paesi del Terzo e Quarto Mondo e, tout court, i più poveri e gli indifesi.
In Italia, le politiche economiche e sociali della sostenibilità, dopo alcuni tentativi iniziali ma significativi dei governi dell’Ulivo, hanno registrato battute d’arresto o gravi passi indietro durante il quinquennio berlusconiano.
Le proposte ecologiste possono essere il cardine di un cambiamento e di un nuovo orientamento: una grande occasione per il rilancio dell’economia e della stessa società e delle sue speranze, che non è certo concessa alle tradizionali politiche che vedono nell’ormai abusata catena lineare – ricerca, innovazione tecnologica, prodotto, mercato – la risposta alla crisi, l’antidoto al declino.
Nel merito delle priorità sottese alle scelte politiche, la rivoluzione energetica, che riguarderà almeno i primi cinquant’anni del XXI secolo, reclama che l’Italia (e con essa la nostra Sicilia) recuperi il molto terreno perduto, ponendo da subito al primo posto l’uso efficiente dell’energia – il “risparmio energetico” – e le fonti di energia rinnovabile. L’impegno economico, tecnologico, amministrativo e organizzativo richiesto rende queste priorità incompatibili con un rilancio dell’energia nucleare. E comunque, se il nucleare è da respingere per motivi preminentemente economici e di sicurezza, un ampliamento del ricorso al carbone è incompatibile con il conseguimento della riduzione di CO2 prevista da Kyoto, considerato il grave ritardo accumulato dall’Italia.
La difesa del suolo, la ristrutturazione e riqualificazione urbana contro il degrado e per delle periferie vivibili, il recupero e la rivitalizzazione dei centri storici, più in generale “la manutenzione creativa del Paese” configurano settori nei quali favorire l’innovazione tecnologica dei cantieri e dei processi, offrendo nuove, importanti opportunità di lavoro.
Le città, dove si incrociano i temi della mobilità, delle tecnologie avanzate, delle produzioni dematerializzate, delle risorse umane, della cultura e dell’arte, costituiscono un segmento importante da cui ripartire per un’economia moderna in una società sostenibile. Queste priorità pongono l’esigenza di una transizione della società “dalla quantità alla qualità”, su un terreno più squisitamente politico.
Per costruire l’alternativa politico-culturale della società sostenibile, è necessario che questa prospettiva diventi l’asse strategico di un grande partito di governo. Le battaglie dei movimenti ambientalisti e delle liste verdi hanno certamente rappresentato, in questi anni, un efficace azione di pungolo all’interno dei processi sociali. Ma, l’ecologismo non può essere soltanto una componente culturale e politica della società. Esso deve diventare elemento ispiratore delle idee-forza e delle politiche della sostenibilità nel governo del Paese. Deve contare, essere protagonista nel progetto del Partito Democratico.


(Leandro Janni - 4/3/2007)

Per condividere l'articolo:

[Torna su]
[Torna alla PrimaPagina]

Altri articoli di
Leandro Janni
Invia un commento
Torna alla PrimaPagina

Commenti




<