Giornale di Critica dell'Architettura

1 commenti di Alberto Alessi

Commento 608 del 28/01/2004
relativo all'articolo Domus 866: il Solid sea e la Solid architecture
di Paolo G.L. Ferrara


Caro Ferrara,
sono anch'io un lettore di Domus, ho da poco ricevuto la "nuova" rivista e la trovo francamente sconcertante.
Non perchè Boeri - che non avevo mai sentito nominare prima - non possa essere un direttore come un altro qualunque architetto, come lei giustamente fa notare nella sua risposta al lettore Malatesta: ma perchè mi sembra che da Domus ci si potesse aspettare qualcosa di molto, ma molto di più innovativo.
Questa mi sembra una via di mezzo, un "vorrei ma non posso", un miscuglio di vecchie Domus e di un po' di Abitare: e anche un po' di Casabella.
Se Domus deve -o vuole- invece diventare seriamente una rivista teorica, perchè non manifestarlo esplicitamente?
Poche immagini, molti testi -ma allora di vero approfondimento (non osservazioni agiografiche come quelle di Cino Zucchi su un architetto molto discutibile come Gino Valle, neanche fosse stato Frank Lloyd Wright )- e soprattutto meno ammiccamenti alla cronaca da quotidiano, come con quel paradossale e, mi permetta la parola un po' forte, cinico servizio sui poveri emigranti annegati davanti a Porto Palo.
Cosa c'entra con l'architettura la necessità di acciuffare e farla pagare a chi specula sull'orribile miseria che costringe tanti disperati a lasciare il proprio paese?
Non intervengo poi in merito alla questione della deontologia, ma certo se Boeri pensa di fare una rivista soprattutto con e per le sue conoscenze (i suoi clienti?) che, da quanto scrive Malatesta, sembrerebbero davvero molte e molto influenti, come potrà avere il coraggio di fare vere critiche
E se Domus diventa una rivista teorica, chi ci farà allora vedere bene l'architettura che si fa nel mondo?
Non vorrei essere al posto di Boeri, parafrasando non so più chi, mi verrebbe da dire che "Domus è troppo importante per farla fare a un architetto". Il precedente direttore Sudjic lo era solo per titolo di studio e ha fatto una rivista che per rimane ancora validissima.
La ringrazio dell'attenzione e continuerò a leggerLa, la sua franchezza e il suo equilibrio mi sembrano segno di una coerenza assolutamente rara nelle riviste e nei siti Internet, non solo d'architettura.
Cordiali saluti,
Alberto Alessi
PS
Tengo a precisare di non essere parente - neanche alla lontana -
di un ben più famoso Alessi.

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