Giornale di Critica dell'Architettura

2 commenti di Alessio Blanco

Commento 537 del 01/12/2003
relativo all'articolo Compriamo la Farnsworth House di Mies
di Guidu Antonietti


Farnsworth House, ovvero un'abitazione che Edith Farnsworth non sentì mai casa sua.
Ferita e delusa da Mies, una profonda amarezza riecheggia ancora nelle sue parole:
"Le grandi riviste patinate hanno limato i loro termini e le loro frasi con tale pazienza che le anime semplici, lì convenute per dare uno sguardo, si aspettavano di vedere la scatola di vetro tanto leggera da galleggiare nell'aria o nell'acqua, ormeggiata alle sue colonne, con il suo spazio mistico all'interno. Così la cultura si propaga attraverso proclami, e se ne trae l'impressione che, se la casa avesse avuto la forma di uno svettante banano invece che di un rettangolo a giacitura orizzontale, il proclama sarebbe stato altrettanto perentorio... La disaffezione che sento oggi dev'essere iniziata sulla riva ombreggiata del fiume, troppo presto abbandonata dagli aironi che sono volati via più a monte, alla ricerca della loro perduta tranquillità".

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Commento 521 del 27/11/2003
relativo all'articolo Compriamo la Farnsworth House di Mies
di Guidu Antonietti


"Vidi una volta i proprietari d'una tale dimora vacillare sull'orlo dello smarrimento dei sensi a causa di tutto quel biancore e leggerezza e sottigliezza e pulizia e nudità e levigatezza. Bramavano disperatamente un antidoto, qualcosa che desse intimità e colore. Tentarono di sommergere i sofà, rigorosamente candidi, sotto una valanga di cuscini di seta dai colori più ribelli e festosi immaginabili, dal magenta al rosa al verde tropicale. Ma l'architetto tornò (torna sempre, come un assassino sul luogo del delitto) e implacabile li redarguì, li svillaneggiò e fece sparire quelle care cosine multicolori." Tom Wolfe, Maledetti Architetti, 1981
Da architetti progettiamo l'abitazione come espressione architettonica dello spazio ma siamo incapaci di cogliere gli aspetti del micro-territorio domestico. D'altra parte nelle facoltà di architettura ci hanno sempre insegnato a progettare abitazioni, non case.
E' evidente che l'essenza della casa ci allontana dalle proprietà fisiche dell'abitazione. La casa è uno stato mentale che integra immagini e ricordi, identità e intimità, desideri e paure, passato e presente.
Ci sono solo tre parole per descrivere questo scontro ancora aperto: HOME VERSUS HOUSE
E di sicuro la Farnsworth House di Mies, come dice il termine, è solo una HOUSE

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