Giornale di Critica dell'Architettura

2 commenti di Antonello Marotta

Commento 8754 del 20/07/2010
relativo all'articolo Addio Giannino Cusano
di La redazione


Sono molto dispiaciuto per la scomparsa di Cusano, mi unisco al cordoglio.
Mi fa piacere ricordare il suo libro La finestra e la comunicazione architettonica, nella Universale di Zevi, edizione Dedalo. E’ stato un libro che ho particolarmente apprezzato: intelligente, colto, coraggioso.
Credo che una parte del pensiero di un intellettuale rimanga tra i suoi scritti, pronto a rivivere nel pensiero di un altro.

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Commento 1613 del 13/01/2007
relativo all'articolo Unduetre
di Brunetto De Batté


Vorrei ringraziare Brunetto De Batté per aver colto la serietà del lavoro recentemente pubblicato: "Arie Italiane, Motivi dell’architettura italiana recente" (collana IT Revolution diretta da Antonino Saggio, Edilstampa 2006). Siamo particolrmente lieti che il professor De Battè abbiamo sottolineato il nostro sforzo di operare attarverso categorie critiche che offrano al lettore delle chiavi possibili per interpretare un panorama certamente di non immediata comprensione.


Siamo anche lieti della recensione apparsa recentemente su "Edilizia e Territorio | Il Sole 24 Ore" ad opera di Prestinenza Puglisi, che ringraziamo per aver posto l’attenzione al nostro lavoro su un giornale di cosi ampia diffusione.

Questi contributi ci offrono l’occasione per ribadire alcuni concetti.

Il libro è stato certamente un lavoro complesso, su una scena in movimento, non ancora storicizzata. Il risultato condotto da Paola Ruotolo, Giovanni Bartolozzi, Italia Rossi, Antonia Marmo, Rosetta Angelini e da chi scrive è stata una ricognizione durata più di due anni, da cui emerge una forte vitalità di intenti e realizzazioni di ottima qualità della nuova scena italiana, promuovendo ben 50 progetti, calibrati in base al taglio della collana che si interroga sul ruolo che "La rivoluzione Informatica" ha avuto nell'operatività dei progettisti italiani.
Abbiamo, nel nostro lavoro, inteso evidenziare un terreno fertile, vitale, fatto di realizzazioni ma anche di concorsi, evitando facili entusiasmi e semplificazioni, tra chi propone un modello felice e acritico del nostro tempo e chi piange per la perdita dei valori consolidati. Una scena in crescita in cui abbiamo offerto una serie di prospettive, di tematiche concettuali, di architetti che con grandi difficoltà stanno combattendo una battaglia per emergere, in un periodo storico e in un contesto certamente non facile. Il mio testo, in particolare, vuole sottolineare che l’architettura italiana riparte da una serie di tracce vitali interne, includendone altre, che derivano da incontri, viaggi, reti, appunto una stratigrafia contemporanea.
Non crediamo, che vi sia un carattere ideologico preconcetto dietro questo libro, ma semmai il contrario. Le inevitabili esclusioni nascono esattamente da questo processo di ricerca di categorie critiche di analisi e di indirizzo della ricerca progettuale. Crediamo anche che il fatto che libro edito con generosità da Edilstampa sia uno dei progetti del gruppo Nitro sia un punto di forza. Tra noi il dibattito è stato intenso, vitale e prolungato ed è riuscito ad offrire al pubblico un contributo dal quale, naturalmente, andare ancora avanti.

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