Giornale di Critica dell'Architettura

1 commenti di Chiara Giovannetti

Commento 772 del 08/09/2004
relativo all'articolo Terragni virtuale compagno di banco
di Paolo G.L. Ferrara


DA UN ANELLLO dell’INGRANAGGIO…
Esprimo qui il mio commento come quello di un piccolo ingranaggio del complesso meccanismo che ha portato il corso CAAD 2004 del prof. Antonino Saggio all'elaborazione delle ricerche finali relative alla mostra Terragni Futuro.
Non nascondo una profonda soddisfazione relativa a questo risultato, sia personale che per tutto l'insieme e le modalità innovative con cui è stato raggiunto.
Prima d'ora avevo "incontrato" Terragni forse solo un paio di volte nei corsi di storia dell’architettura, ma l'approccio era stato sicuramente molto superficiale, relegato a definizioni e catalogazioni di sorta inerenti al nuovo stile e ai rapporti con la storia.
In questo caso le cose sono andate in modo diverso.
Entrare in contatto con Giuseppe Terragni uomo e architetto a 360° ha fatto sì che potesse emergere quella sorta di "testamento architettonico" ancora aperto alla sperimentazione e che a noi studenti venisse offerta l’occasione di raccogliere questa pesante eredità.
Abbiamo potuto osservare come temi provenienti dal quel passato fossero attualissimi ancora oggi (e opere come L'Asilo Sant'Elia ne sono la conferma) e soprattutto come questi, uniti alle questioni emerse dal dibattito sull'Information Technology lasciassero delle vie ancora del tutto aperte.
E stato questo uno degli aspetti importanti: raccogliere i temi emersi da quella ricerca e, partendo dai risultati raggiunti dalle opere di Terragni, tentare di portarle avanti utilizzando quegli strumenti tipici del nostro tempo e del nostro fare architettura.
In questo modo questioni legate al dibattito moderno (l'interattività , i sistemi gerarchici, il movimento e il morphing) hanno trovato spunti forti e diversissimi all'interno dell' intera opera dell'architetto comasco analizzando anche progetti meno noti portando a sperimentazioni e studi nuovi.
Così ci si è trovati, per esempio nel nostro caso, a tentare di sviluppare il tema del movimento tanto caro ai grandi nomi della architettura contemporanea partendo però dall'analisi della Casa Giuliani Frigerio fino ad arrivare ad una personale interpretazione che stravolgesse le intenzioni progettuali di Terragni.
E' difficile relegare a poche righe il lavoro di un intenso semestre ma una delle tante possibilità legate alla nuova comunicazione è che tutto è a portata di un click: http://xoomer.virgilio.it/gac2
Chiara Giovannetti

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