Giornale di Critica dell'Architettura

1 commenti di Emanuela Villa

Commento 1028 del 01/02/2006
relativo all'articolo Acqua al mio mulino
di Silvio Carta


Gentile Silvio Carta,
mi ritengo facente parte del club dei ragazzini (e ragazzine!) che, pur avendo da sempre avuto le idee chiare, sono incappati nell’equivoco di Ingegneria Edile-Architettura. Con la sola differenza che ho avuto la fortuna di avere degli insegnanti che, capito come “funzionava” la sottoscritta, hanno saputo ascoltarmi e consigliarmi con il cuore in mano. Ed ora mi ritrovo a studiare Architettura al Politecnico, a studiare qualcosa che mi appassiona veramente, e ad avere gli occhi che brillano. E poco importa se la professione che ho intrapreso non sarà rose e fiori, sono preparata a ciò che mi aspetta!
Intanto ammiro gli ingegneri come mai prima, proprio perché mi sono resa conto dei “bocconi che ingoiano” e della difficoltà vera del loro studio!
Sono convinta, però, che non sia del tutto persa la speranza per chi, a differenza mia, ha continuato gli studi ingegneristici: anche nella razionalità dell’ingegnere c’è posto per l’Arte, l’importante è non lasciare sopire del tutto la fiammella della passione, e coltivarla, e darle spazio.
Cari Saluti.


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