Giornale di Critica dell'Architettura

1 commenti di Filippo Lanzafame

Commento 9135 del 11/11/2010
relativo all'articolo Il linguaggio dell'architettura
di Sandro Lazier


11/11/2010 Filippo Lanzafame
In risposta all'articolo di Sandro Lazier " Il linguaggio dell'architettura", espongo quanto segue, lasciando al discente le relative considerazioni.
Si progetta e costruisce una architettura per la necessità dell'uomo di svolgere le funzioni della sua esistenza, tali funzioni non si svolgono nel corpo materico del muro, pavimento, solaio, ecc., ma nella parte non occupata dai corpi ovvero nel vuoto ovvero nello spazio. Inoltre si progetta e costruisce in un luogo antropico e naturale, di una città, territorio.
Quindi ecco che il protagonosta del progetto di una qualunque architettura è il rapporto UOMO-SPAZIO-LUOGO, all'uomo, allo spazio vuoto ed al luogo, ovvero ai bisogni, esigenze ed aspettative dell'uomo, alla sua funzione di abitare quello spazio vuoto in quel luogo, dobbiamo pensare per organizzare e articolare i nostri volumi-superfici-materia-luce-ecc. che definiscono lo spazio vuoto che sarà occupato dall'uomo, che si inseriscono nel luogo e che allo stesso tempo ne costruiscono la componente fisica e/o naturale (a seconda del tipo di intervento). Quindi i volumi, le superfici, i materiali, la luce, il cielo, ecc., le funzioni, la forma, la struttura, ecc., che determinano lo spazio vuoto, il luogo fisico e naturale, sono gli strumenti dell'architettura bisogna solo (e non è facilissimo ! ) saperli comporre in modo sapiente, ragionevole, armonico, sistemico, misurato, ecc., ovvero con arte e tecnica insieme, atti a formare giusti rapporti, equilibri, tensioni, ecc., a formare un tutt'uno integrato, un equilibrio tale che se si toglie o aggiunge qualcosa si rovina tutto (o quasi).
Ciò detto, non è giusto parlare male dei volumi, delle superfici, della luce, delle funzioni, della forma, ecc., come lei ha fatto nel suo articolo, perchè questi elementi come dimostrato sopra sono ciò che determinano conformano lo spazio (il vuoto), elementi che debbono solo essere il risultato di scelte giuste derivate e guidate dall'analisi del luogo. Inoltre è bene parlando di una architettura non scordarsi mai dell'uomo e del luogo oltrechè dello spazio e volumi, superfici, materia luce, ecc. ma soprattutto se si ha l'accortezza di citarli di non parlarne male sono un tutt'uno ! non è che scegliendo lo spazio e denigrando e dimenticando gli altri approcci che si fa buona architettura, anzi mancano ancora da citare anche le normative, i vincoli, gli impianti, ecc., tutto è materiale per l'architetto deve saperli comporre magari con l'aiuto della geometria, con l'aiuto delle norme traducendo quelle che pongono dei vincoli in potenzialità, ecc.

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