Giornale di Critica dell'Architettura

1 commenti di Laura Masiero

Commento 191 del 27/09/2002
relativo all'articolo IUAV occupato
di Studenti IUAV


Carissimi,
non sono daccordo con la posizione di enricogbotta.
Mi sembra un commento presuntuoso e un p˛ sopra le righe.
Quello che sta succendendo allo IUAV Ŕ il risultato di anni di malcontenti che sembravano assopiti dopo l'ultima occupazione da parte della "pantera", in quanto qualcosa quell'occupazione aveva ottenuto.
La veritÓ Ŕ lo IUAV sta correndo una gara con le altre facoltÓ che si basa sull'offerta didattica, sulla nascita di nuove facoltÓ (vedi design e arti, scienze del teatro ecc.). Per far ci˛ sta impiegando mezzi e risorse togliendole alla "vecchia" facoltÓ di architettura, in particolare agli studenti del vecchio ordinamento (ord.min. 1993) che da quest'anno sono stati soppiantati nei finanziamenti dalle nuove matricole, dimenticando che i "vecchi" sono quasi 9000 persone!! che pagano le tasse!!!

Sul discorso delle tasse che sostiene il sig. Botta non sono assolutamente daccordo.
Si torna al vecchio problema della meritocrazia: TUTTI hanno il diritto di studiare e di essere messi nelle condizioni di farlo...questo si chiama DIRITTO ALLO STUDIO.
Non mi sembra giusto fare di tutta l'erba un fascio, Ŕ vero, di studenti lavativi ce ne sono molti, ma nulla impedisce anche a loro di studiare con i loro tempi e come preferiscono, se no l'universitÓ si chiamerebbe scuola dell'obbligo, si farebbe l'appello ogni giorno, si chiamerebbero i genitori per i colloqui ma siccome chi frequenta l'universitÓ maggiorenne lo Ŕ giÓ, le tasse le paga, ha tutto il diritto di gestire la sua vita universitaria come vuole.
Allo IUAV fondi ce ne sono ma vengono spesi male e non certamente per il bene della didattica e delle strutture, e nonostante questo gli studenti che escono dallo iuav sono ancora tra i pi¨ "bravi".
Io non sono persona da occuapazioni, ma non posso che appoggiare questi ragazzi che stanno lottando, nel bene o nel male, per rendere migliore la mia facoltÓ.

Sul fatto che "ognuno Ŕ sempre libero di scegliere un'altra facoltÓ" e per il resto , un no comment credo che basti, mi trovo pienamente daccordo con Emilio Zola.

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