Giornale di Critica dell'Architettura

2 commenti di Pepito Sbazzeguti

Commento 499 del 15/11/2003
relativo all'articolo Don Camillo e l'architettura moderna
di Ugo Rosa


Chiedo scusa alla gentile redazione se prendo ancora la parola sul tema innescato da Ugo Rosa. Chiedo venia, so che lo scambio polemico è assai disturbante, anche perché il mio contraddittore è assai abile, come s'è letto, nel darsi la zappa sui piedi. Con metodi retorici degni del miglior Emilio Fede, storpia nomi, s'arrampica sugli specchi di passati mai conosciuti, sfotte chi studia e lavora anche per far giganti i Meier sulle cui spalle lui s'arrampica e ancora una volta nulla ci dice sulle cose che dovremmo comprendere e ammirare.
Lasciamo Rosa Ugo alle sue vestali e, grati, incassiamo: audace colpo dei soliti ignoti...

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Commento 497 del 14/11/2003
relativo all'articolo Don Camillo e l'architettura moderna
di Ugo Rosa


Ho letto l'articolo segnalato dal Rosa e non l'ho trovato così scandaloso come egli tendeziosamente fa credere. Molti giudizi sono tranquillamente condivisibili, senza che suscitino gli eccessi biliari che il recensore sparge nelle sue righe. Piuttosto egli, di grazia, dovrebbe suggerirci per quale motivo stracciarsi le vesti per la chiesa meieriana: solo perché, appunto, griffata Meier e non Cenci? Se v'è un genio da celebrare è quello italico che ha fatto "star su" le pareti incurvate rendendole muro e non latta anglo-americana e se di chiesa "d'avanguardia" vogliamo parlare meglio rivolgersi altrove, ché qui troviamo navate e presbiterio: post-Concilio sì, ma quello di Trento...

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14/11/2003 - Ugo Rosa risponde

La mia prima reazione è stata di carattere estetico: “Ad uno che si firma Pepito Sbazzeguti non si risponde”. Poi ho letto il testo ed è sopraggiunta qualcosa che potrei definire tenerezza (sono fatto così, mi affeziono). Mi sono allora creato un alibi improbabile: “Si chiama sul serio Pepito Sbazzeguti. Devo solidarizzare, in fondo siamo tutti figli di Dio (è la mia formazione cattolica che emerge)”. Ho scelto così questa seconda ipotesi e, perciò, solidarizzo. Solidarizzo con solidarietà. Solidarizzo senza se e senza ma. Se solidarizzo, solidarizzo. Epperò, porca miseria…”Il genio italico”…eccheccazzo, o pepito sgazzabuti, ma tu sei un comico nato e coi comici mica si solidarizza, si ride.
Tuttavia Dio ti conservi (come sopra). Perché se non ci fosse chi ancora scrive del “Genio Italico” e con l’indignazione per la “latta anglo-americana” rinnova il bel pensiero della “perfida Albione” (mimetizzato perché, si sa, “il nemico ci ascolta”) se non ci fosse chi ancora sponsorizza i prodotti autarchici (il Condinsalata, l’Italia, la Boviolina) se non ci fosse chi ancora teletrasmette dispacci di guerra per certificare che l’ardito ha da annoverare tra le sue caratteristiche: una mente italica, cuore di dinamo, polmoni pneumatici e fegato di leopardo, allora non ci sarebbero neppure don camilli da prendere per il culo.
Il Rosa (suo, affezionatissimo e grato)

P.S.
Cari saluti al Maresciallo Badoglio e Signora.

P.P.S
Avevo appena finito di scrivere questa breve risposta al sig. Pepito Sbazzeguti e stavo per spedirla che un mio collega di studio, passando dietro la mia scrivania si ferma incuriosito, la legge e mi fa, con aria soddisfatta: “Devi riscriverla”. Lo guardo interdetto “Cosa?” “La tua risposta…devi riscriverla” “…e perché mai?” “Perché mentre tu chissà da piccolo che minchia facevi io mi sono visto tutti i film di Don Camillo e devo rivelarti che Pepito Sbazzeguti è lo pseudonimo utilizzato una volta da Peppone per poter incassare, insieme a Don Camillo, una favolosa vincita al totocalcio.”
Detto questo se ne va sghignazzando e mi lascia lì come un fesso. Ritorna tutto pimpante e soddisfatto dopo dieci minuti: “Forza picciotto, fammi vedere come l’hai riscritta che te la correggo”. Fa lo spiritoso.” Non l’ho riscritta” gli dico e lui “Ma sei fesso?”. “No, non credo” e aggiungo le immortali parole con cui il grande Capannelle in “I soliti ignoti” rispose a chi gli aveva chiesto come cazzo era vestito: “Sono sportivo” (ecco il film che ho visto, da piccolo, al posto dell’altro! Quando si dice la sfortuna…).
Perciò, se vuole, il caro Pepito-Peppone per questa volta può incassare tranquillamente.
A buon rendere.

Nota della Redazione:per chiarezza crediamo sia importante, a questo punto, linkare l'articolo citato Il Foglio” del Sabato 01.11.2003“.