Giornale di Critica dell'Architettura

1 commenti di Renzo Marrruci

Commento 7151 del 23/04/2009
relativo all'articolo 'Ed io che sono Carletto l'ho fatta nel letto...'
di la Redazione


Il "nuovo" in sè non vuole dire niente rispetto ad un sistema che vive.
La risposta ad un problema se è tale risolve e allora è il nuovo, contiene cioè li elementi che servivano alla vita e allasua funzione per andare avanti, migliorando l'uomo. Il nuovo in sè può essere sbagliato e non risolvere ma aggravare, come spesso succede oggi. Imposto da chi crede senza capire ,distrugge anzichè costruire eppure magari crede di costruire...Il nuovo può avere forme e aspetti accattivanti, esere ben pubblicizzato ma una volta realizzato essere controproducente in fatto di educazione e affezzione, di tutto ciò che serve alla vita per progredire e anzi induce alla regressione perchè sradica e non promuove nuove forme di vita accettabili ecc... Il nuovo in sè non basta, non è sufficiente, deve poter aderire, essere necessario al proseguimento della realtà e migliorarla... Un architetto serio a questo deve tendere... è un dovere morale...
Due scarpe nuove non sono migliori se sono di un numero o di fattura diversa dal tuo piede... Camminar non queste scarpe peggiora la sos
tanza della tua vita. Scusa il paragone che mi è venuto ma calza...
Leggere la città è come aderire sempre alla necessità e risolverla... e questo esprime l'idea del Nuovo, seriamente ed autenticamente nella continuità del mondo, e quindi della città che ne una espressione prima
ria.

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