Giornale di Critica dell'Architettura

3 commenti di Rosario Ferraro

Commento 7209 del 18/05/2009
relativo all'articolo La ricostruzione a L'Aquila non è roba da Archista
di Vito Corte


Maledetti (super)architetti! Ma solo per parafrasare il fortunato titolo di un libro di Tom Wolfe che qualche anno fa ha diviso e, in un certo senso, scandalizzato il mondo dell'architetura. Potenza dei ricorsi storici, a dire il vero poco "ri" e molti "corsì". L'articolo di Vito Corte è chiaro e, credo, condiviso dalla grande maggiranza dei "mestieranti" dell'architettura, eccetto le Stars, è ovvio.
Ma, un passaggio, sempre che abbia ben capito, colpisce nel segno ed è quello in cui si dichiara il rapporto, spesso insano, tra architettura e politica, o meglio nell'articolo viene citato come esempio infelice "l'archietto-politico", roba da bestiario, e sono d'accordo con Vito Corte. Ma ....... Ma se l'architettura è una casta, prechè lo è, non c'è dubbio, quella che sta in alto tende sempre a sopraffare la sottostante, e cosi via. Il terremoto è una sciagura, la ricostruzione una pastura, mi si dia licenza è scappata la rima, e da che mondo e mondo il leone lascia gli avanzi agli ...... a quelli meno .... a quelli più .... insomma, a queli che praticano male l'arte della caccia.
A proposito, quello che avviene quotidianamente nelle nostre città o all'interno delle amministrazioni, o nei concorsi di architettura, (tralasciamo gli Ordini Professionali, non è il caso) non sono forse compromessi politici? Non sono sopprusi?
Oggi alcuni architetti "guru" mettono in guardia dalle minacce dello starsystem e dagli effetti speciali. Non compiono peccato di invidia o magari l'hanno compiuto nei tempi andati? A scanzo di equivoci, e perchè non voglio siano interpretate male le mie parole, dico che lo scorso luglio sul Corriere della Sera è apparso un articolo di Rem Khoolas che lapidava le archistars (lui non lo è mai stato!?) e a dirittura lo scorso febbraio alle Lecture di Berlino ha rincarato la dose (che Disciplino) sembrava quasi un avvertimento messiatico: "memento mori" (vedi F. Irace, "L'archistar è in Crisi", Il sole24ore di febbraio).
In conclusione speriamo che questa volta a L'Aquila politici, amministratori ed architetti si passino la mano sulla coscienza e non ci stupiscano ancora una volta con effetti speciali.
Grazie per la pazienza

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Commento 6565 del 01/12/2008
relativo all'articolo Ricercatori di verità
di Ugo Rosa


Forse meglio un amaro, magari un amaro Averna invece che un Jack Daniel’s, avresti anche fatto omaggio al campanile e aiutato la digestione. Il valore di un uomo lo sancisce il tempo e la storia, anche se può sonare retorico. Non sono un accademico, sono solo un architetto che da studente, in facoltà ha conosciuto Ugo Rosa come assistente di un ottimo Prof. Architetto e l'altro come assistente di chi? Non ricordo!
Ugo vai avanti, continua a scrivere e la lavorare come sai fare. E' difficle che cambi qualcosa e chi veramente capisce di architettura saprà sicuramente discernere, in fin dei conti siamo o no della terra del Gattopardo........... meglio omettere.
Complimeti per il coraggio e per quello che hai scritto.

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Commento 6001 del 04/02/2008
relativo all'articolo Oltre gli incerti confini. Il territorio urbano di
di Leandro Janni


Bellissimo! Ottimo! Eserciziozio di stile.
Oramai e una costante, arrivo in ritardo. L'età! Ma mi spieghi per favore il finale? Tra un rimando e l'altro ho perso il filo. Palermo è tutto quello che hai detto e anche oltre, come Trapani, Messina e Roccalumera.
Forse non avrò beckground culturale così elevato, ma vorrei capire il messaggio. Per amore della felicissima città.


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