Giornale di Critica dell'Architettura

1 commenti di Alessandro Giugno

Commento 5327 del 21/05/2007
relativo all'articolo God bless the child
di Ugo Rosa


Anche io provo lo stesso rammarico di cui parla il collega Pippins, ma purtroppo non riesco a smaltire il tutto in cantere, per il semplice motivo che attualmente non ho cantieri aperti.
Sporcarsi le scarpe ....facile a dirsi. E' uno dei sogni ricorrenti di molti "giovani" architetti siciliani, che non sono figli di e a cui viene negata la possibilità di confrontarsi con gli aspetti della professione legati alla progettazione (nel senso nobile del termine) e del cantiere. Quei giovani trentacinquenni che si agitano tra la ristrutturazione del cesso della zia e la pratica di sanatoria edilizia, aspettando che qualcuno si accorga di quanto sono bravi e gli consenta di progettare il villino a mare o gli conferisca l'incarico per la realizzazione della scuola.
Continuare ad avere ostinatamente ed eroicamente sguardi vispi e critici , anche se lescarpe sono pulite, è compito assai arduo in Sicilia, a volte si vorrebbe essere ciechi. Eppure c'è chi continua a credere. Mi creda, se così non fosse molti di noi avrebbero virato verso lidi più comodi.

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