Giornale di Critica dell'Architettura

1 commenti di Andrea Florio

Commento 6318 del 23/07/2008
relativo all'articolo Quando gli architetti attentano all'Architettura.
di Andrea Tartaglia


Non conosco l'architettura di Grassi sono solo pienamente d'accordo col principio che un architetto deve saper motivare le sue scelte fino in fondo.
In realtà si tratta di esplicitare le motivazioni funzionali, spaziali, statiche, comunicative di quanto si costruisce. Cio' deve essere sempre chiaro (razionale?) nella testa di chi progetta e quindi si puo' tentare di trasmetterlo ad altri, se uno ne ha voglia e capacità.
Non è scontato che le due condizioni esistano sempre, anzi.
Se l'architettura si riduce al "mi piace - non mi piace" è ben misera cosa.
Chi vuole può conoscere il mio pensiero e il mio approccio progettuale nell'articolo "CASE VERE,CASE FALSE" pubblicato sul mio blog :
www.andreaflorio.org
Sarei felice di proseguire il dialogo, dopo trent'anni di cantiere e di duro mestiere credo di essere arrivato a interessanti sintesi personali, ma soprattutto alla conclusione sconsolata che di Architettura in Italia si capisce veramente ben poco.
L'architettura è SEMPRE comunicazione di funzioni, pratiche o statiche, brutte o sottili.
In questo delta che va dal massimo della funzionalità al massimo dell' estetica si esplica il "gioco", che quando diventa complesso e ambiguo può assurgere a poesia, cioè aspirare ad essere arte.

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