Giornale di Critica dell'Architettura

1 commenti di Pirazzoli

Commento 2089 del 11/03/2007
relativo all'articolo Gehry, dunque.
di Ugo Rosa


Perdonate l’intromissione,
non conosco personalmente Ugo Rosa,
nel senso che non l’ho mai visto negli occhi né gli ho stretto la mano;
il suo scritto “Pensiline” l’ho avuto per caso,
questo “Gehry, dunque” me l’ha mandato lui,
per gentilezza sua.
Tutto quello che ho da dire,
è che sono completamente d’accordo con quel che Rosa
in entrambi i testi scrive,
nulla escluso.
Senza offesa,
trovo i suoi ragionamenti assai affini a quel che cerco di fare,
per come ci riesco nella presente condizione;
trovo la sua scrittura bella colta e piena,
per me incomparabile con quella dominante
nelle riviste di architettura italiane,
che del resto ho per caso smesso di leggere ormai da più di dieci anni,
magari per mia intrinseca distanza dall' "iperattualità"
Dunque aggiungo una postilla sulla questione “provincialismo”,
perché quelli che “prendono appunti”
e s’incantano al primo ragionamento sulla “fluidità etc.”
non sono solo architetti/ingegneri Ignoranti/FashionVictims
ma pure parecchi committenti,
cioè politici a vario livello,
co-responsabili di quel singolare paesaggio
da ExBelPaese
che è l’Italia di oggi
sotto gli occhi di tutti.

Argomento a piacere:
chissà come mai più volte mi è capitato,
all’Estero,
di pranzare con degli amministratori pubblici (cioè politici)
anche di provincia,
assieme a colleghi architetti
e di constatare che,
ma è giusto per esempio,
tutti conoscevano luoghi, nomi e lavori
di più di un artista contemporaneo
tanto da poterne discutere con discernimento?

Un saluto!
Giacomo Pirazzoli


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