Giornale di Critica dell'Architettura
16 Articoli di Ugo Rosa

Je te veux
(per Loos)


di Ugo Rosa - 2/4/2018

Come scrive Kierkegaard: “…alla base della certezza del passato v’è questa incertezza che lo caratterizza nello stesso modo dell’avvenire, questa possibilità da cui il passato non potrebbe mai risultare con necessità” (Briciole di filosofia) e ogni storico (ma anche ogni critico, ammesso che si possa essere una cosa senza l’altra…) scommette, su questo, la sua stessa esistenza.
Se il passato fosse dato una volta per tutte non ci sarebbe storia né critica possibile....(continua)
[Torna su]


OcchioPinOcchio


di Ugo Rosa - 8/1/2018

“La pubblicità sarebbe un po’ incongrua in un mondo che non fosse visibile: se si potesse rimanere non visti e lontano dagli sguardi le nostre difficoltà sarebbero differenti da quelle che sono…”Venite a vedere” è l’invito pubblico più generalizzato...il mondo visibile, una volta iniziata l’esperienza visiva, prende possesso di tutta l’esistenza.”
F. J.E. Woobridge, Saggio sulla natura
...(continua)
[Torna su]


Merchants’ National Bank
(1914)


di Ugo Rosa - 25/11/2017

Che cos’è un predecessore?
Il trionfo dell’inesistenza.
Un tenue, lontanissimo bagliore che viene salutato e valutato, come la stella cometa, solo in funzione di ciò che annuncia.
Svolto quel compito, puramente introduttivo, non gli resta che sparire.
Per il predecessore la massima “Form follows function”, di cui Louis Sullivan, autore di quest’opera, fece il suo motto, assume il tono del sarcasmo.
La funzione infatti, cannibalizza in lui la forma e la riduce a un teschi...(continua)
[Torna su]


Il Palazzo di Cnosso


di Ugo Rosa - 28/10/2017

Giace agonizzante sulle primissime pagine dei testi di storia dell’architettura.
Il passante lo vede così, abbandonato sulla sabbia e compassionevolmente lo rigetta nel mare inquinato che definiamo la “eredità culturale dell’Occidente”, come farebbe con un orca arenata.
Che vada a crepare altrove.
Ma come quei sacchetti di plastica che i secoli non riescono a dissolvere e in cui s’impigliano pesci e nuotatori, la bestia si arena di nuovo .
La sua struttura chimica è troppo de...(continua)
[Torna su]


Preludio


di Ugo Rosa - 18/10/2017

La scrittura degli architetti percorre, in questo momento, strade che non mi interessano.
D’altra parte quel che scrivo io non può, mi pare, interessar loro.
Questo disinteresse speculare configura l’inutilità di ciò che mi accingo a fare: scrivere intorno a cose d’architettura per lettori che, presumibilmente, saranno architetti.
Perché, allora, lo faccio?
Perché le cose inutili mi piacciono.
Sono, anzi, disposto a confessare di averci dedicato la vita.
Non ha del ...(continua)
[Torna su]


Hopeless Monster (Night at the museum)


di Ugo Rosa - 8/11/2010

Nel bell’unanimismo (oppure nel circospetto glissare…) che abbraccia quest’ultima scenografia della Hadid c’è qualcosa di sinistro.
Da ogni parte è esaltato il suo rango di opera d’arte ed è in funzione di questo che all’edificio è volentieri perdonato ciò che a un’architettura non si dovrebbe perdonare: il fatto cioè che, troppo occupata a cantare, lei per prima, le sue lodi, finisce per dimenticare la minuscola verità che non è per questo che un’architettura viene al mondo. ...(continua)
[Torna su]


Ricercatori di verità


di Ugo Rosa - 21/11/2008

Domenica 16 novembre ero a pranzo da mia sorella.
C’erano: mia zia, le mie cugine, mia madre, l’altra mia sorella, mio figlio piccolo e mia moglie. Abbiamo mangiato: anelli al forno (senza le melanzane perché a una delle mie cugine non piacciono) involtini alla palermitana, insalata, una torta al cioccolato, pistacchio e nocciola e dei deliziosi tranci alla ricotta e alla mousse di pistacchio.
Avevo appena finito la torta che sento la suoneria del cellulare.
E’ un amico: “Capisco ...(continua)
[Torna su]


God bless the child


di Ugo Rosa - 25/4/2007

Questa è la prima volta che sono invitato a far parte di una giuria che assegna un premio all’architetto e la cosa, in effetti, ha sorpreso anche me. Ma viviamo tempi strani e, come si dice, “Anything can happen…”. In questo caso si trattava, come ciascuno verificherà sfogliando le pagine seguenti, di un premio destinato a (più o meno) giovani architetti che, negli ultimi anni, hanno progettato o costruito qualcosa in Sicilia. ...(continua)
[Torna su]


Gehry, dunque.


di Ugo Rosa - 7/3/2007

Come si conviene a chi davvero ama capire le cose e soprattutto "farle capire", Ugo Rosa ha risposto all'articolo di Paolo GL Ferrara, approfondendo i temi che lo hanno portato ad aprire la questione dalle pagine virtuali di Arch'it.
...(continua)
[Torna su]


Abitare?


di Ugo Rosa - 18/8/2006

Pioviggina.
Due ragazzini camminano per strada. Tredici o quattordici anni uno, cinque o sei l’altro. Figli di emigranti, probabilmente nordafricani. Gli abiti che indossano sono vistosi, desolanti nella loro allegria televisiva. Enormi scarpe da ginnastica scovate chissà dove, pantaloni troppo grandi e troppo colorati. Il più piccolo si tiene avvinghiato alla gamba del più grande che gli copre la testa con un lembo della giacca. Da sotto quel riparo, lo vedo, gua...(continua)
[Torna su]


Il professore protesta


di Ugo Rosa - 21/9/2005

Una volta, durante uno spettacolo di varietà di successo nel quale si confrontavano vaste categorie umane tra loro frontalmente contrapposte (per esempio: colti vs ignoranti grassi vs magri e, nel caso di cui vorrei dire, cornuti vs cornificatori) Paolo Bonolis, il tenutario della trasmissione, poneva domande di cultura generale ad un individuo che se ne stava ammollo dentro un cilindro di plexiglas, con la maschera da sommozzatore, le mutande a righe e una canottiera con sopra scritto “cornuto”...(continua)
[Torna su]


Riso amaro


di Ugo Rosa - 2/5/2005

A leggere l’ultimo numero di Casabella dedicato alle donne in architettura, mi viene voglia di riesumare la Kollontaj, comprarmi una copia nuova di zecca dell’autobiografia di Angela Davis, stampigliarmi sulla maglietta la scritta “Io sono mia” e organizzare subito uno di quei bellissimi collettivi di una volta in cui si discuteva del femminile e si faceva autocoscienza. In un delirio di contrizione autodistruttiva mi sento perfino di andarmi a leggere tre pagine di seguito di Luce Irigaray…inso...(continua)
[Torna su]


Vati e gagà


di Ugo Rosa - 28/9/2004

“…e la città restò assediata tanto che la testa di un asino era venduta per ottanta sicli d’argento…”
(4° Re 6,24)

“Chi non ha la capacità ogni tanto di smettere di pensare a se stesso non arriverà mai a provare piacere per un opera d’arte, né potrà, tanto meno, crearne una.”
Heinrich Wolfflin


Di vati e di gagà questo paese ne ha sempre prodotti. Ma è anche prodigo di pupattoli alla forfora che brillantemente assommano nella loro singola e venerabi...(continua)
[Torna su]


Dess(e)ins de voyage


di Ugo Rosa - 28/1/2004

Esce per le edizioni della Biblioteca del Cenide un libro di disegni, Dess(e)ins de voyage, a cura di Domenico Cogliandro. Pubblichiamo la postfazione di Ugo Rosa....(continua)
[Torna su]


Don Camillo e l'architettura moderna


di Ugo Rosa - 12/11/2003

Karl Krauss diceva che il giornalismo è non avere un pensiero ma saperlo esprimere. Se ce ne fosse stato bisogno quest’aforisma sarebbe stato provato al di là di ogni ragionevole dubbio da un bel paginone pubblicato da “Il Foglio” del Sabato 01.11.2003. Un tale (don?) Camillo Langone vi scrive con sicurezza sovrana di architettura religiosa moderna esprimendo giudizi capitali senza minimamente preoccuparsi di quello che dice. Le parole gli cadono dalla penna come cenere dalla sigaretta: lui non ...(continua)
[Torna su]


Coppe e medaglie: a Cesare quel che è di Cesare


di Ugo Rosa - 9/5/2003

Riceviamo e pubblichiamo l'opinione di Ugo Rosa sulla questione Medaglia d'oro della Triennale. Leggere Rosa è sempre piacevole e divertente, ma soprattutto ci porta a riflettere sui nodi centrali dell'argomento in questione: perchè Nicolin vincitore?
Hanno dato una medaglia al professor Nicolin.
Una medaglia al valor critico.
D’oro.
La cosa sta bene a tutti. Quando piove sul bagnato nessuno ci fa caso. I problemi nascono quando piove dove non ha mai piovuto. Allora si...(continua)
[Torna su]