Giornale di Critica dell'Architettura
8 Articoli di Vilma Torselli

Bravo Eisenman. Anzi, no


di Vilma Torselli - 9/7/2005

Il Memoriale dell’Olocausto di Berlino, progettato da Peter Eisenman, è l’ultimo in ordine di tempo, ma certo non sarà l’ultimo quanto a realizzazione (presto prendera' il via un nuovo Museo dell'Olocausto a Ferrara) eretto a celebrare l’olocausto per antonomasia, quello del popolo ebraico. Fra tutte le etnie europee oggetto di massacri e repressioni sanguinarie nella storia recente, dai ceceni sterminati o deportati da Stalin, ai rom eliminati da Hitler, ai serbo-croati vittime di un’insensata ...(continua)
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Decostruttivismo: a chi deve parlare e a chi no


di Vilma Torselli - 22/4/2005

“[…]E una volta che un discorso sia scritto, rotola da per tutto, nelle mani di coloro che se ne intendono e così pure nelle mani di coloro ai quali non importa nulla, e non sa a chi deve parlare e a chi no. E se gli recano offesa e a torto lo oltraggiano, ha sempre bisogno dell’aiuto del padre, perché non è capace di difendersi e di aiutarsi da solo.” (Platone, Fedro)

Jacques Derrida è comunemente noto come il filosofo della decostruzione, termine riduttivo e forse im...(continua)
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Public Art e Architettura


di Vilma Torselli - 27/11/2004

“Separate alla nascita, arte visiva e architettura sono gemelle per molti versi identiche. Il loro seme comune è progettare un pensiero visualizzato, anche se la realizzazione si prevede in  calcestruzzo, in mosaico o attraverso un poster.” (Angela Vettese)
 Forse mai come oggi arte visiva ed architettura, due discipline che da sempre si confrontano, si respingono e si attraggono,  cercano di ricomporsi come le due metà di un discorso interrotto....(continua)
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Christo Javacheff e il fantasma dell'architettura


di Vilma Torselli - 14/3/2004

“La memoria vivente è immemoriale,
non sorge dalla mente, non vi si sprofonda.
Si aggiunge all’esistente come un’aureola
di nebbia al capo. È già sfumata, è dubbio
che ritorni. Non ha sempre memoria
di sé”.
(Eugenio Montale)

La memoria è assenza, si genera nel confronto con il nulla, possiamo ricordare solo ciò che non c’è più ed autoingannarci costruendo il ricordo in funzione consolatoria per colmare l’assenza, la mancanza, il vuoto: ripristina...(continua)
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Tradimento e tradizione


di Vilma Torselli - 13/2/2004

"[……..] Tradimento e tradizione hanno la stessa origine etimologica, vengono dallo stesso ceppo, esprimono varianti di uno stesso segno. Tradere, verbo latino che sta per "consegnare". Gesù fu tradito da Giuda, che lo consegnò ai suoi giudici. Ma l'intera verità del nostro mondo giudaico-cristiano ci è stata consegnata fra mille tradimenti, e riposa (si fa per dire) nel corpo della tradizione. La morale della fedeltà, quella che prescrive non già di cercare e capire ma di vivere i...(continua)
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Gehry, Oldenburg e l'archiscultura


di Vilma Torselli - 27/1/2004

Pochi architetti hanno avuto come Gehry l’onore delle cronache, dell’attualità e finanche del gossip (per la storia c’è tempo), come si conviene ad un personaggio che si fa amare o odiare, con il potere di scatenare tra i suoi estimatori e detrattori un tifo da stadio che di quello stesso ha i toni vivaci, la passionalità e talvolta l’ineleganza.
Su Gehry è stato detto tutto, di più, di troppo e, paradossalmente, si potrebbe, di quel tutto, dire anche il contrario...(continua)
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La modernità, tramite tra passato e futuro


di Vilma Torselli - 19/1/2004

...che tra il tradizionale e il nuovo, o tra ordine e avventura, non esiste una reale opposizione, e che quello che chiamiamo tradizione oggi è una tessitura di secoli di avventura." (Jorge Luis Borges)

La posizione dell’architettura italiana e dell’Italia in generale nei confronti della modernità e di tutto ciò che essa comporta è nel complesso caratterizzata da indifferenza, disattenzione e talvolta ostile resistenza. ...(continua)
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La Carta del Restauro


di Vilma Torselli - 4/1/2004

" Il concetto di restauro si è profondamente modificato […] al centro ora è il concetto di memoria, la forma a priori comune a ogni uomo che dà valore alle tracce del passato e permette di identificare ciò che un patrimonio culturale rappresenta. La memoria va oltre il rapporto tra estetica e documentazione e implica la scelta: l’operazione che ci permette di distinguere ciò che merita di essere conservato da ciò che invece può essere dimenticato".
Sono parole di Giuseppe Cristinelli...(continua)
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