Giornale di Critica dell'Architettura
Storia e Critica

Architettura negata: cosa faremo

di Paolo G.L. Ferrara - 17/5/2002


Solitamente è a conclusione di un convegno che si tirano le somme, ma nel caso di quello di Sciacca crediamo che sia fondamentale dare un seguito a quanto discusso.
Dobbiamo continuare seguendo da vicino le vicende dell'architettura siciliana negata: non facendolo, il convegno "Conversazione di architettura in Sicilia" -conclusosi l'11 maggio scorso- sarebbe da considerarsi episodio senza peso.
Ne siamo consapevoli: se le parole restano tali, sono inutili, pretesto per passare due giorni di relax, tra sole, mare e cibo.
L'importanza dell'argomento discusso a Sciacca impone che si continui quanto iniziato, agendo. D'altronde, l'obiettivo con cui abbiamo organizzato il tutto -unitamente all'In/Arch Sicilia- era chiaro sin dall'inizio: cercare delle verità. Dunque, il difficile inizia proprio a conclusione della due giorni di Sciacca. Dobbiamo dare delle risposte all'impegno preso con i lettori e con il pubblico che ha partecipato alla manifestazione.
Dunque, cosa faremo? Iniziamo con il censire le opere incompiute, gli scempi abusivi e non, partendo dal Teatro Popolare di Sciacca, architettura incompiuta e i cui lavori sono fermi da venti anni. Partiamo da questa opera perché il Sindaco di Sciacca, Avv. Ignazio Cucchiara, mostrando senso di responsabilità nei confronti del pubblico presente, ha relazionato sui problemi che hanno impedito la prosecuzione dei lavori e sulle iniziative che stanno per essere prese a breve dalla Regione Sicilia.
Il Presidente della Regione Sicilia, On. Cuffaro, pochi giorni prima dell'apertura del Convegno di Sciacca, ha comunicato che saranno stanziati circa 9.000.000 di euro per il completamento dell'opera.
Non abbiamo avuto modo di leggere una relazione tecnica che attesti l'esigenza di tutti questi soldi per completare l'opera, ma ne prendiamo atto e poniamo le basi per la nostra azione di "monitoraggio" della situazione.
Antithesi seguirà da vicino l'iter stabilito dalla Regione Sicilia, oltre che l'operato della stessa e dell' Amministrazione Comunale di Sciacca. Ogni sessanta giorni pubblicheremo la richiesta alle due parti in causa (Regione e Comune) di relazionare sull'andamento della situazione e ne pubblicheremo le risposte. Ciò servirà a tenere caldo l'argomento, evitando che ricada nel dimenticatoio ( luogo, per altro, affollatissimo). Coinvolgeremo testate giornalistiche regionali (TV, quotidiani, radio) nella nostra azione, cercando di allargare il monitoraggio anche su altre incompiute siciliane.
Il monitoraggio non avrà i connotati dell' organo di controllo, non volendo assolutamente mettere malamente sotto pressione le amministrazioni (anche perché non credo che ne avremmo il potere). Piuttosto, crediamo che cercare d'instaurare un dialogo con esse sia condizione fondamentale per occuparci attivamente della situazione, di cui siamo un pò tutti responsabili, visto e considerato che (soprattutto noi architetti siciliani) abbiamo lasciato che passassero venti anni prima d'interessarci del Teatro.
Il Sindaco di Sciacca ha parlato chiaramente della volontà di fare del Teatro un'opera che qualifichi la città. Noi concordiamo totalmente ed appoggeremo qualsiasi inizativa che abbia il fine di valorizzarla.
L'architetto Gianni Ranaulo, unitamente al Prof. Antonino Saggio, ha offerto la sua opera in merito. Ci uniremo a Ranaulo e Saggio per regalare un progetto di completamento e d'uso del Teatro al Comune di Sciacca, augurandoci che questa iniziativa possa essere di stimolo per altri architetti, e che anche essi elaborino idee sul Teatro. Insomma, smuovere un pò le acque stagnanti e filtrarle per renderle limpide. Un lavoro lunghissimo che richiederà pazienza e stomaco di ferro, ma che porteremo avanti senza indugi.
Stiamo assumendo una posizione scomoda, ma è nello spirito di Antithesi. Non abbiamo timore di farci nemici: chi ama l'architettura ed i suoi valori ben comprende quanto siano importanti le battaglie, a costo di uscirne con le ossa rotte. Non c'interessano gli schieramenti politici ma solo che chi amministra abbia la consapevolezza di essere al servizio della collettività, e ad essa deve delle risposte.
Molte cose sono state dette e discusse durante il convegno, interessanti o meno, ma ciò che conta è che abbiamo trovato molti relatori motivati nell'appoggiare l'iniziativa di Antithesi, pronti a darci una mano, così come l'In/Arch Sicilia, a cui va il nostro ringraziamento nella persona del suo Presidente Arch. Franco Porto, per averci dato la possibilità di avere parte degli interlocutori di spicco presenti a Sciacca.
E a tutti i relatori va il nostro ringraziamento per il contributo dato, invitandoli a continuare al nostro fianco il lavoro iniziato a Sciacca. Stessa cosa chiediamo a chiunque abbia voglia di aderire alla nostra iniziativa, fornendo notizie, pareri, idee. E che siano fatti, non parole.
Ed i primi a dare l'esempio dobbiamo essere proprio noi di Antithesi.

(Paolo G.L. Ferrara - 17/5/2002)

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