Giornale di Critica dell'Architettura
Diritto di Replica

Critica e web: le proposte di Luigi Centola

di la Redazione - 22/5/2003


Caro Paolo,
per lo più condividendole, la redazione di newitalianblood.com ha recepito le tue istanze.
Le nostre proposte, conseguenti la tua forte azione propositiva, sono all'impronta della pura operatività.
Certi di incontrarti alla Triennale per la mostra della Medaglia d'Oro, saremo tesi nel comprendere il valore degli oltre 400 progetti partecipanti, solo così saremo maggiormente consapevoli di valutare la portata effettiva di questo evento.
I nostri rapporti con il Direttore Cesare Casati sono legati prevalentemente all'attività saggistica e teorica (cfr.: La nuova vita della rete; Verso l'(im)possibile; Hov, S-cultori della scienza; Il museo virtuale; Giovani ambasciatori dell'architettura di qualità, Naja; La giusta piega). Più raramente si concordano possibili argomenti di cui trattare, comunque, non trovo peregrina l'ipotesi di proporre a lui come ad altri Direttori una serie di fascicoli tematici la cui linea mi auguro di poter concordare con voi e con chiunque fosse interessato a fornire concretamente il proprio contributo.
Allego in maniera sintetica 3 proposte operative di newitalianblood.com.
Allego infine un breve editoriale che esprime sinteticamente lo spirito di nib.com e la nostra posizione.
Cordialmente,
Luigi Centola

Per newitalianblood.com:
1- PRESENTAZIONE MOSTRE TEMATICHE
Proponiamo l'organizzazione di "Mostre Tematiche" accompagnate da commenti critici che attingono da un corpo consistente costituito da più di 1000 progetti tra cui scegliere. Tutti sono invitati a proporre una selezione a tema di 20 progetti pubblicati su nib.com (non più di un progetto per autore) e la relativa presentazione. Si potrà altresì far auto-pubblicare agli autori progetti inediti per presentare l'idea di mostra tematica.
Nib.com potrebbe dare l'avvio alla prima mostra tematica con commento critico a titolo esemplificativo.
Aspettiamo proposte > info@newitalianblood.com

Per newitalianblood.com:
2- PRESENTAZIONE SPECIAL GUEST
La sezione "Special Guest" proporrà presto una presentazione critica che accompagnerà la selezione dei lavori dei progettisti. Tutti sono invitati a proporre nuovi special guest (rispettando la nostra linea che privilegia i giovani progettisti premiati in concorsi e le sperimentazioni di architettura interattiva) con la relativa presentazione.
Nib.com potrebbe dare l'avvio alla prima presentazione critica dello special guest a titolo esemplificativo.
Aspettiamo proposte > info@newitalianblood.com

Per tutti - un progetto collettivo ed un incontro:
3- PREMIO ANNUALE PER IL MIGLIOR SAGGIO SULL¹ARCHITETTURA ITALIANA
Gentili amici delle webzine italiane dedicate all¹architettura,
nel complimentarci per il prezioso lavoro svolto finora, vi proponiamo di condividere la coproduzione di un premio annuale per il miglior saggio critico o teorico che abbia come oggetto passato, presente, futuro, opinioni e riflessioni sull'Architettura italiana.
La partecipazione al premio sarà aperta a tutti e avverrà in forma palese. La giuria sarà costituita dagli stessi partecipanti, ogni partecipante/giurato avrà a disposizione 3 voti per premiare i 3 migliori scritti, la somma ponderata di tutti i voti costituirà la classifica finale. La votazione avverrà in forma palese. Non ci saranno premi in danaro. Ogni anno, a rotazione, una webzine diversa ospiterà il premio che si svolgerà integralmente sul web.
Tutti i responsabili dei siti che aderiranno all¹organizzazione parteciperanno al premio.
E' sottinteso che ogni autore si assume la piena responsabilità del contenuto del saggio concorrente e che sarà escluso dal concorso chi proporrà ingiurie e/o offese personali.
Aspettiamo le vostre adesioni e naturalmente i vostri suggerimenti per precisare e coordinare l'organizzazione nei dettagli. Aspettiamo le candidature da chi vorrà organizzare la prima edizione del premio e siamo a disposizione per coordinare un primo incontro di tutte le webzine italiane nell¹ottobre 2003 per conoscerci meglio e sviluppare strategie comuni.

EDITORIALE COSTRUIRE SENZA DISTRUGGERE
La Redazione di nib.com
Nella presentazione dei Nuovi Album dei Giovani Architetti Jean-Louis Cohen, Direttore dell'Istituto Francese di Architettura, ha osservato l'importanza del sostegno statale ai giovani professionisti attraverso la presa d¹atto che "la pratica degli architetti è funzione di una attività ciclica" soprattutto in periodi di recessione quali quelli che l'Europa sta vivendo. Durante questi particolari momenti di crisi economica "è difficile affermarsi ed accedere alle commesse pubbliche anche per chi è dotato di indubbie capacità". Le vecchie generazioni e coloro che hanno avuto la fortuna di operare in periodi di maggiore sviluppo, tentano con ogni mezzo di mantenere l'egemonia raggiunta. Compito dello Stato è riequilibrare il mercato attraverso l'esercizio di una "missione regolatrice" cioè partecipare con la critica e con i fatti affinché "ogni generazione possa avere una giusta collocazione ed apportare la sua visione al dibattito contemporaneo". E' dunque opportuna e dovuta questa posizione di difesa di una parte debole della categoria. Questo è ciò che avviene in Francia.
Le recenti iniziative promosse dalle Istituzioni e dai Ministeri competenti non fanno riscontrare la benché minima possibilità, sia pur nelle intenzioni, perché in Italia la situazione possa mutare.

Negli ultimi tempi, in particolar modo sul web, si è sviluppata un'accesa discussione sull'architettura italiana contemporanea e sul ruolo della critica che ha assunto talvolta toni particolarmente aspri e polemici soprattutto da parte di alcuni giovani architetti e studenti che dimostrano, attraverso l'atteggiamento aggressivo, di subire con evidente disagio la situazione. Ci riferiamo all'annosa crisi del settore delle costruzioni, in particolare a quella delle opere pubbliche che, unita ad una gestione particolaristica del sistema politico consolidato, non consente l'accesso al mercato per le nuove generazioni, né tantomeno di emergere all'interno del mondo accademico a causa della diga da tempo eretta all'interno dei meccanismi che ne regolano l'accesso.
La Redazione di Newitalianblood.com consapevole della difficile condizione in cui ci troviamo ad operare, ma niente affatto rassegnata a subirla, da sempre si propone di intervenire al dibattito costruttivamente, facendo propri i toni moderati senza per questo rinunciare ad esprimere proposte a volte dure ed impopolari. Questa la posizione che ci ha permesso di costruire un forte spirito di un gruppo, nel rispetto delle diverse opinioni di ciascuno di noi. Costruire e non distruggere le idee e le iniziative dei colleghi, formulare proposte e portare all'attenzione delle addormentate Istituzioni, dell'opinione pubblica e dei media progetti condivisi da gruppi numericamente consistenti e, solo così, politicamente rilevanti.
Newitalianblood.com è solo uno dei mezzi disponibili, uno dei pochi in grado di offrire a ciascuno di noi partecipazione ed evidenza senza filtro alcuno. Scientemente non utilizziamo strumenti come il Forum e la Chat il cui fine è il contraddittorio e la replica. L'autopubblicazione di progetti e testi in tempo reale é una scelta rischiosa e necessaria al dibattito sull'attualità, che presuppone maturità e pacatezza, è il tramite della proposta individuale per l'individuazione di contenuti fondanti, almeno nelle intenzioni.
Ad oggi l'apporto individuale non è stato in alcun modo oggetto di censura.
Questo scritto non vuole scoraggiare nessuno, né chi propone né chi opera riflessioni sulle proposte, rende espliciti strumenti e finalità della nostra piattaforma interattiva ed invita i partecipanti ad usarla assecondando il nostro spirito.
A tutti auguriamo un buon lavoro, aspettando i vostri contributi originali su www.newitalianblood.com

Enrico G.Botta risponde a Centola e antiTHeSi:Prendo spunto dalle proposte di Luigi, che trovo tutte molto sensate, per fare alcune riflessioni. Riguardo sulle webzines italiane di architettura ho già espresso il mio punto di vista su NIB (http://www.newitalianblood.com/testi/testo120.html). Qui vorrei sollevare una questione di fondo: non e’ forse giunto il momento di ripensare completamente l’idea di rivista on-line in termini innovativi? Infondo è quello che newitalianblood ha cercato e sta cercando di fare (Luigi mi correggerà se sbaglio), ma visto che questo tema si è presentato nuovamente con forza, forse è il caso di porsi obbiettivi ancor più ambiziosi. Innanzitutto il panorama dei siti di architettura in Italia è eccessivamente frammentario, eccessivamente perché questa frammentarietà non è giustificata da un’effettiva diversificazione né del contenuto, né della forma, né tanto meno dell’approccio generale ai temi dell’architettura. Allo stesso tempo, e proprio per questi motivi, non c’è un reale pluralismo e il rischio è quello di contribuire al formarsi di un sistema chiuso e auto-referenziale. La direzione verso cui ci si deve muovere a mio avviso è quella che porta verso i due estremi, e cioè da un lato verso la concentrazione degli strumenti in un vero portale acritico, auto-organizzatensi e personalizzabile; dall’altro verso l’atomizzazione della presenza web individuale. Benissimo, la mia proposta è di azzerare tutte le “riviste” web, chiamarle per quello che di fatto sono, cioè iniziative individuali (con questo non intendo “di un individuo”, ma caratterizzate da limiti di espandibilità), e far confluire tutto in un “sito unico” che sia in grado in questo modo di catalizzare l’interezza del contenuto di architettura presente sul web per quel che riguarda teoria e progetti. Questo “sito unico” ovviamente non avrebbe fini di lucro, sarebbe completamente acritico, sarebbe fondamentalmente un puro “mezzo” all’interno del quale possono aver luogo tutte le iniziative particolari di cui Luigi parla, che si svolgerebbero tutte in maniera democratica e trasparente. Non avrebbe gerarchie (direttore, vicedirettore) che sono, nella maggior parte dei casi, puramente fittizie e comunque insensate. Un “sito unico” sarebbe l’unico strumento a mio avviso in grado di innescare un vero processo di partecipazione attiva che sul web italiano non esiste. Nonostante le statistiche che i “direttori” delle webzine sciorinano ogni qualvolta se ne presenta l’occasione e’ un fatto che gli attori su questo palcoscenico sono pochi e sono sempre gli stessi. Io imputo questo alla frammentarietà e alla mancanza di “massa critica” nonché di diversificazione biologica tra le varie proposte web. Ognuno è e deve essere un punto di emissione. Bisogna assolutamente promuovere la cultura della partecipazione attiva in prima persona, della condivisione. Questo ovviamente è un invito che dirigo principalmente a chi ha la possibilità di lavorare con gli studenti, visto che è nella scuola dove si deve in primo luogo abituare i giovani alla partecipazione attiva. E’ un fatto però che ci vogliano anche delle condizioni locali adeguate, cioè i siti devono essere attrezzati con gli strumenti giusti in modo da favorire la partecipazione. Un “sito unico” dovrebbe quindi avere un altissimo grado di interattività e di personalizzazione, sarebbe quindi principalmente uno sforzo tecnico più che uno sforzo critico. Una volta avviato però vivrebbe di vita propria. Beh che ne dite? Una bella utopia? Non credo in realtà è una cosa tecnicamente fattibilissima e per di più molte delle caratteristiche e di questo “sito unico” non sono mie invenzioni, sono i risultati di numerose ricerche sull’evoluzione di siti internet condotte negli ultimi anni… ma lo stesso non funzionerà mai. Perché? Molto semplice: l’età, la carriera, i titoli di studio, le amicizie, l’autorevolezza, l’autorità, le gerarchie, i gemellaggi, i favori fatti e ricevuti etc. etc. non conterebbero più niente. “Questo sarebbe un bene…” direte voi, e invece no, è un male. E’ il peggiore dei mali per chi ha lottato anni per guadagnarsi i suoi privilegi e adesso cosa volete fare buttare tutto alle ortiche? Eh si perché potrebbe anche succedere che un ordinario di disegno dopo aver pubblicato un suo saggio su questo “sito unico” venga contraddetto da un perfetto nessuno, e magari la maggioranza degli altri perfetti nessuno di a questo signor X manforte. E a quel punto il povero professore che si è sudato la sua cattedra dovrebbe accettare la figuraccia? No semplicemente ritira il suo saggio e sul sito unico non ci mette più piede, in più farà di tutto per screditarlo e dire che è una buffonata “è assurdo l’opinione di un signor X valga tanto quanto la mia”. Siccome i professori e comunque chi ha un po’ di potere è gia in partenza molto più furbo, in certe situazioni neanche ci si fa a mettere. E quindi il “sito unico” non va da nessuna parte. Perché tra l’altro non fa comodo neanche al direttore della webzine digitale perché, che diamine, si lavorerà pur per qualcosa… “Io nel mio orto son direttore, nel “sito unico” sono uno dei tanti, chi me lo fa fare? Se il mio orto va bene ci guadagno io, se va bene il “sito unico” ci guadagnano gli altri, che assurdità”. Però potrebbe succedere l’impossibile e il “sito unico”, che è stato fatto bene, che è veramente acritico, che è veramente interattivo, diventa punto di riferimento e il traffico, si sa, fa cambiare idea a molti. Insomma forse è un’utopia, ma infondo google esiste. Saluti, enricogbotta

Furio Barzon risponde a Centola e antiTHeSi:una spinta improvvisa sulle spalle e mi ritrovo buttato in mezzo ad un palco anonimo con un cinico riflettore spot puntato addosso con un pubblico che accecato non vedo ma che sento attento insomma si aspettano che dica qualcosa cosa dico preferirei stare in silenzio non solo per timidezza ma alla fine mi siedo su una sedia di scena dico che non sono un attore e che racconterò solo la mia storia inizio a dire che sono quattro anni che pago per lavorare che quotidianamente non faccio altro che fornire informazioni gratuite sulle nuove frontiere dell'architettura e il tutto via internet mezzo costosissimo altrochè no e che ho iniziato tutto questo perchè non avrei saputo che forma dare alle mie architetture troppe mode modalità possibili e che dovevo sistematizzare quello che avevo davanti la rivoluzione tumultuosa e lo ho fatto per me prima che per gli altri un motore di ricerca che ho chiamato minotauro perchè è il labirinto o meglio la jungla che voglio mappare ma poi all'improvviso penso no non avrei dovuto incominciare da questo dovevo subito ringraziare Centola per la sua ultima mail che mi dice mi farebbe piacere potessi essere tu l'organizzatore della prima edizione del premio un premio per la critica con pezzi pubblicati online ma la critica come faccio a dirgli Luigi ma dai la critica tradizionale non serve più era che prima di Koolhaas che prima di Superstudio che prima degli Smithson gli architetti non osavano scrivere ma forse invece sì perchè c'era pure il Corbu ed Alberti ma anche Vitruvio insomma dai la critica sono cose belle da leggere quella che ci manca oggi è una storia una matrice programmatica sulla quale appoggiarsi io ho appena scritto una matrice ma Saggio l'ha voluta chiamare Carta di Zurigo e lui è il nostro maestro insieme a Luigi Prestinenza Puglisi che altrettanto saggio è ed ha scritto due libri ed adesso sta scrivendo un terzo che forse nell'insieme sono la matrice che cercavamo sono loro i maestri critici italiani ripeto che in rete ci stanno già ampiamente insomma no un premio non serve oddio c'è la gente sugli spalti lì al buio che mi sente avrei voglia di invitarli qui a parlare dai saltate su parliamo di altro che in fondo di architettura non si può parlare direttamente organizziamo un'altra passeggiata dai Stalker saltate su qui venite a raccontare delle vostre passeggiate architettoniche Nicole dove siete faccio dieci secondi di silenzio penso che devo dire qualcosa su quello che sto per organizzare ma che forse oramai la sala sarà vuota ed io la cosa più importante ancora non la ho detta insomma scrivo qui perchè l'atteggiamento di Ferrara che continuo a stimare tanto non ti ho più scritto perchè ero in trasformazione diamine Paolo! l'atteggiamento dicevo mi è sembrato costruttivo e l'intervento di luigi pure allora eccomi qui a proporre una cosa grossa che avevo in mente da tempo dai forza facciamo un consorzio Marco mi ha detto che non la ritiene una idea vaga che chiameremo CONSORZIO INDIPENDENTE PER L'ARCHITETTURA ma anche il nome lo discutiamo ma sarebbe una struttura aperta che organizza delle cose e che può far sentire compatta l'onda breve che arriva da internet e che dai lo vediamo tutti ha una marcia in più una strana sensazione che non ci sia nessuno in sala ma fino dall'inizio e non mi interessa continuo a dire la mia come se le mie parole potessero rimanere nell'aria a ciclo continuo forse sono dentro ad un sogno ma la luce spot non si è mossa un attimo allora decido che dico cosa farò io e cioè che mi allontanerò dall'idea della webzine del portale del sito che fa informazione che dà indirizzi orizzonti che in qualche modo guida la ricerca del nuovo e che ho voglia di concentrarmi sulla creazione di servizi innovativi di diventare collettivo di riferimento collaboratorio per quanto concerne la ricerca sulle nuove tecnologie costruttive quelle di bilbao sui nuovi materiali sui nuovi sistemi collaborativi per il fare progettuale tridimensionale altro che autocad light e promuovere eventi occasioni di costruzione e lo facciamo tutti insieme che questa volta siamo pronti dopo anni di gavetta collettiva ma il consorzio ci può fare tutti partecipi zac luce spenta da solo al buio su un palcoscenico assurdo siete lì rispondete.
Furio di COLLABORATORIO®, furio@architecture.it

Gianluigi D'Angelo risponde ad antiTHeSi:
caro Ferrara, l'articolo-appello che hai lanciato su antithesi riporta di nuovo l'attenzione alla critica sul web. Il tema non è nuovo, forse perchè è più grande per il suo parlarne piuttosto che per la sua concretezza. Certo prima di iniziare ogni discorso bisognerebbe capire bene cosa si intende per critica. Non credo però che sia necessario aprire un dibattito semantico-semiotico per affermare che troppo spesso si abusa di questo termine. Quasi tutto quello che leggiamo non è altro che cronaca e opinioni. Inoltre si confonde la critica dal critico, ovvero il nome conta a prescindere dal contenuto. E da queste premesse partono ciclicamente costrutti logici che partono dal nulla e arrivano chissà dove. Ma in tutto questo il web però nasconde un grande valore positivo, quello di aver creato un nuovo paradigma circolare della comunicazione. Ma a questo ancora non siamo abituati. Per troppo tempo siamo stati recettori passivi. La capacità di interagire che offre la rete è stata scoperta all'improvviso. I critici si sono sentiti attaccati, sono nate nuove figure mitologico-tecnologiche che dietro un fantomatico nick si sono fatti eroi di cause perse, per distruggere "un sistema" . E così dietro queste scaramucce tra "poveracci" i veri baroni hanno continuato a vivere delle loro rendite. Questa è la visione un po' cinica e volutamente fumettosa (tanto per non essere noiosi) che ho della critica nel web. Se invece parliamo di rete di informazioni ed opinioni che circolano on line il discorso è diverso. Le riviste digitali rappresentano per me un valore straordinario perchè sono l'esempio tangibile di democratizzazione dell'informazione dove ognuno di noi è contemporaneamente emettitore e recettore. Non esitono più dei ruoli definiti e così anche il significato di critica assume nuovi significati e diventa prodotto intellettuale dinamico di una pluralità in continuo confronto e con il quale interagire attivamente e non più pensiero guida da accettare passivamente. La proliferazione di riviste digitali ha più volte posto l'interrogativo sulla qualità, ma non c'è da preoccuparsi, come fanno spesso gli editori "su carta", in quanto la rete così come facilmente crea, allo stesso modo nel tempo, per una sorta di selezione naturale, premia e condanna. Questo aspetto viene spesso ignorato. La logica del pullulare di riviste cartacee che contraddistingue il nostro paese ha provato a sbarcare sulla rete ma questa semplice legge di sopravvivenza ha fatto si che nel tempo concretamente sopravvivessero on line solo poche webzine. Certo le cose piano piano stanno cambiando, ormai arch'it ha quasi la rispettabilità di una rivista su carta. Il numero delle persone che frequenta le webzine cresce vorticosamente e le tirature delle riviste su carta sono tanto insufficienti che la metà delle pagine sono di pubblicità. I grandi nomi dell'archittura offrono maggiori garanzie e lo spazio per gli emergenti è pressochè inesistente. E così nonostante il grande numero, le riviste su carta, rifugiandosi dietro i nomi "in voga", rischiano quasi tutte di assomigliarsi. Nel web è tutto differente. Gli investimenti in gioco sono praticamente inesistenti e non è necessario adeguarsi ad un taglio editoriale "commerciale". Così nel web troviamo una varietà di riviste molto differenti tra loro che, come tu stesso ricordi, ognuna ha delle caratteristiche differenti. Rigurado Channelbeta vorrei fare una precisazione, perchè credo che la tua descrizione potrebbe essere fraintendibile. "Channelbeta.net di Gianluigi D’Angelo non ha in apparenza taglio critico; ma se l’apparenza inganna, bene, Channelbeta la veste perfettamente: accanto (e dentro) una normalissima e consueta sezione sulle news, D’Angelo inserisce articoli di attualità architettonica su cui si può certamente aprire una discussione critica."...come se noi nascondessimo dietro una facciata neutrale uno strumento implicito di persuasione. Forse è più giusto dire che Channelbeta offre una serie di livelli di lettura, e se ci si sofferma solo sulle news è facile cadere in equivoci. Quello che noi cerchimo di fare non è altro che utilizzare la rete sfruttando le sue peculiarità: economia, velocità, e interazione. Per quanto riguarda la volontà di interagire maggiormente sono sempre disponibile anche se credo che la strada non sia quella di creare sezioni comuni. Per quanto riguarda il monitoriaggio sulle "grandi opere" del governo Berlusconi credo che è una cosa che meglio di Antithesi non può fare nessuno e che noi segnaleremo volentieri. Farei piuttosto una riflessione sul commento di Fausto D'organ. Non credo che il mondo universitario sia ridotto così male. O meglio l'aspetto da esamificio è sempre esistito ed esisterà, e un simile compito prima di spettare alle riviste digitali dovrebbe essere perseguito proprio all'interno delle università. E qui si apre non un capitolo ma un intero trattato....

(la Redazione - 22/5/2003)

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Commento 350 di Fausto D'organ del 24/05/2003


Sto leggendo di cose buffe qui; più buffe dei miei stessi Commenti (che pare non abbiano valenza di Titolo Universitario!); e persiste un magnifico fenomeno: tra queste pagine mi sento come a casa (nelle prime ed in quest'ultima nessuno mi dà retta!). AntiTHeSi, in aggiunta a ciò, è strana ultimamente! E il "Saggio" dice "[...]se non si guarda alle differenze non si capisce nulla[...]" ... Tra il maggio e il giugno del 2001, ricordo, ero disperatamente in dubbio su ogni mia cosa: una Tesi di Laurea improbabile, per un improbabile Ingegnere, per un'improbabile bagaglio di sogni e passioni. Ero in stallo mentale; navigavo in internet, ubriaco perso: ne percepivo la potenza mediatica, la ricchezza di inputs; mi pareva un luculliano laboratorio di alta pasticceria! ... In quelle settimane Luigi Prestinenza Puglisi ed io, due perfetti sconosciuti (l'uno all'altro e viceversa), ci scambiavamo e-mail stile studente<>professore: Lui mi aiutava a capire alcune cose, io facevo domande e ottenevo direzioni e parole sulle quali non ho forse mai riflettuto come avrei dovuto. In quelle settimane, Celestino Soddu ed io (altri due perfetti sconosciuti, l'uno all'altro e viceversa), ci scambiavamo e-mail in cui io cercavo di ottenere la demo di un suo software morfogenetico, e Lui sottolineava civilmente che 'sto software "era solo suo", e sussurrava (dal Giappone) paternamente alla mia coscienza che io non avevo alcun bisogno di esso per dare forma alle mie idee. In quelle settimane Antonino Saggio (perfetto sconosciuto Lui per me, io per Lui), giustamente preso dalle sue cose, non mi cagava di striscio: pur percependo (date le indiscutibili sensibilità ed intelligenza, accreditateGli dal sommo Zevi) il mio disagio ed il conseguente bisogno di una Guida (seppur digitale ed a sprazzi), Lui mi liquidò con una frase del tipo "[...]ho scritto di queste cose, [...]si legga le fonti contenute nel mio Sito e rimanga sempre connesso; la saluto[...]"; ed io rimasi sempre connesso, e "scaricai" il suo sito, e lessi le sue cose. Tuttora le leggo! ... Tuttora ricordo, come se fosse ieri: contattai Sandro Lazier che sornione e duro come il granito mi bacchettava a suon di "[...]dai giovani ci attendiamo risposte, no domande!", o Paolo Ferrara che affermava "elabora e collabora!" ... Strani tipi 'sti due, mi dicevo: s'inkazzano facile! vanno contro!? e perchè? per cosa? scrivono pesantezze, ma con leggerezza d'animo (tipica di chi non ha niente da perdere o di chi non ha ancora niente da conquistare!?) ... antiTHeSi? ... mah!? vediamo un po'! Scaricai il necessario per riempire 144 pagine di stampa: articoli, dibattiti, fonti della critica, analisi di eventi, ecc. Mi ci addormentai sopra un paio di notti, e mi risvegliai nel caldo di pensieri vivaci. Fu, forse (ma non ci credo più, ormai), la goccia che riempì l'assenza dolorosa acquisita dalla non curanza umana sui "sapienti bordi romani" e finalmente risanata tra i lidi dell'altitalia! Forse (illuso, io!) fu la rabbia che mi facevano la scontrosità e la rughezza dei modi di Lazier, forse fu lo stimolo a fare (mah!?) che mi veniva dall'entusiasmo di Ferrara ... Raggranellai tutto quello che avevo nel sacco e manipolando mega e mega di dati e immagini mentali, mi liberai dalla morsa della sfiducia ... Oggi, 24 maggio 2003, sono immune all'ebbrezza web: navigatore pasciuto, io, colgo ciò che mi pare da dove mi pare, saccheggio e manipolo, come fate Voi, un pò tutti direi; sono di nuovo eroso da dubbi, ma ho smesso di sorprendermi di cose buffe come la pubblicità al tal libro insignificante di un certo "tal dei tali" in un media "tal dei tali" da parte di un conduttore "tal dei tali" che dallo stesso autore del libro s'è fatto riordinare e arredare la casuccia romana da 500.000 euro ... ho smesso di sorprendermi di come si riesca a ricevere, anche così facendo, attenzione da tutti affermando che il futuro dell'interrelazione casa_uomo_città risiede nell'appiccicare schermi su facciate di edifici classici rovinate dallo smog e permettere a chi è imbottigliato nel traffico delle 20:00 di ascoltare e vedere Mentana su membrane che affogano pietre centenarie alle quali non si riconosce altro diritto che quello di reggere i sipari elettronici della loro ultima rovina. Non mi sorprendo più di queste cose buffe e di cento altre, e senza sorpresa scorgo oggi, 24 maggio 2003, un Lazier fantasma ed un Ferrara affaticato. Un'antiTHeSi diversa: fatta di decine e decine di commenti al margine del niente; decine e decine di articoli spenti (che valgono da Titolo Universitario per i giovani rampanti che li digitano); decine e decine di pagine regalate alla polemica secca. Qualche settimana fa manifestai a Paolo il mio disagio a stare tra persone che parlano ognuna per i fatti suoi o soltanto coi pluridecorati oratori digitali par loro, elargendo indifferenza a tutto il resto, a pulci parlanti dal dito facile e senza cultura come me, per esempio. Ora invio questo contatto per manifestare il sempreverde d

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Commento 349 di Furio Barzon del 22/05/2003


una spinta improvvisa sulle spalle e mi ritrovo buttato in mezzo ad un palco anonimo con un cinico riflettore spot puntato addosso con un pubblico che accecato non vedo ma che sento attento insomma si aspettano che dica qualcosa cosa dico preferirei stare in silenzio non solo per timidezza ma alla fine mi siedo su una sedia di scena dico che non sono un attore e che racconterò solo la mia storia inizio a dire che sono quattro anni che pago per lavorare che quotidianamente non faccio altro che fornire informazioni gratuite sulle nuove frontiere dell'architettura e il tutto via internet mezzo costosissimo altrochè no e che ho iniziato tutto questo perchè non avrei saputo che forma dare alle mie architetture troppe mode modalità possibili e che dovevo sistematizzare quello che avevo davanti la rivoluzione tumultuosa e lo ho fatto per me prima che per gli altri un motore di ricerca che ho chiamato Minotauro perchè è il labirinto o meglio la jungla che voglio mappare ma poi all'improvviso penso no non avrei dovuto incominciare da questo dovevo subito ringraziare Centola per la sua ultima mail che mi dice mi farebbe piacere potessi essere tu l'organizzatore della prima edizione del premio un premio per la critica con pezzi pubblicati online ma la critica come faccio a dirgli Luigi ma dai la critica tradizionale non serve più era che prima di Koolhaas che prima di Superstudio che prima degli Smithson gli architetti non osavano scrivere ma forse invece sì perchè c'era pure il Corbu ed Alberti ma anche Vitruvio insomma dai la critica sono cose belle da leggere quella che ci manca oggi è una storia una matrice programmatica sulla quale appoggiarsi io ho appena scritto una matrice ma Saggio l'ha voluta chiamare Carta di Zurigo e lui è il nostro maestro insieme a Luigi Prestinenza Puglisi che altrettanto Saggio è ed ha scritto due libri ed adesso sta scrivendo un terzo che forse nell'insieme sono la matrice che cercavamo sono loro i maestri critici italiani ripeto che in rete ci stanno già ampiamente insomma no un premio non serve oddio c'è la gente sugli spalti lì al buio che mi sente avrei voglia di invitarli qui a parlare dai saltate su parliamo di altro che in fondo di architettura non si può parlare direttamente organizziamo un'altra passeggiata dai Stalker saltate su qui venite a raccontare delle vostre passeggiate architettoniche Nicole dove siete faccio dieci secondi di silenzio penso che devo dire qualcosa su quello che sto per organizzare ma che forse oramai la sala sarà vuota ed io la cosa più importante ancora non la ho detta insomma scrivo qui perchè l'atteggiamento di Ferrara che continuo a stimare tanto non ti ho più scritto perchè ero in trasformazione diamine Paolo! l'atteggiamento dicevo mi è sembrato costruttivo e l'intervento di Luigi pure allora eccomi qui a proporre una cosa grossa che avevo in mente da tempo dai forza facciamo un consorzio Marco mi ha detto che non la ritiene una idea vaga che chiameremo CONSORZIO INDIPENDENTE PER L'ARCHITETTURA ma anche il nome lo discutiamo ma sarebbe una struttura aperta che organizza delle cose e che può far sentire compatta l'onda breve che arriva da internet e che dai lo vediamo tutti ha una marcia in più una strana sensazione che non ci sia nessuno in sala ma fino dall'inizio e non mi interessa continuo a dire la mia come se le mie parole potessero rimanere nell'aria a ciclo continuo forse sono dentro ad un sogno ma la luce spot non si è mossa un attimo allora decido che dico cosa farò io e cioè che mi allontanerò dall'idea della webzine del portale del sito che fa informazione che dà indirizzi orizzonti che in qualche modo guida la ricerca del nuovo e che ho voglia di concentrarmi sulla creazione di servizi innovativi di diventare collettivo di riferimento collaboratorio per quanto concerne la ricerca sulle nuove tecnologie costruttive quelle di Bilbao sui nuovi materiali sui nuovi sistemi collaborativi per il fare progettuale tridimensionale altro che autocad light e promuovere eventi occasioni di costruzione e lo facciamo tutti insieme che questa volta siamo pronti dopo anni di gavetta collettiva ma il consorzio ci può fare tutti partecipi zac
luce spenta
da solo al buio su un palcoscenico assurdo siete lì rispondete
Furio di COLLABORATORIO®, furio@architecture.it

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Commento 348 di enricogbotta del 22/05/2003


Prendo spunto dalle proposte di Luigi, che trovo tutte molto sensate, per fare alcune riflessioni.
Riguardo sulle webzines italiane di architettura ho già espresso il mio punto di vista su NIB http://www.newitalianblood.com/testi/testo120.html). Qui vorrei sollevare una questione di fondo: non e’ forse giunto il momento di ripensare completamente l’idea di rivista on-line in termini innovativi? Infondo è quello che newitalianblood ha cercato e sta cercando di fare (Luigi mi correggerà se sbaglio), ma visto che questo tema si è presentato nuovamente con forza, forse è il caso di porsi obbiettivi ancor più ambiziosi.
Innanzitutto il panorama dei siti di architettura in Italia è eccessivamente frammentario, eccessivamente perché questa frammentarietà non è giustificata da un’effettiva diversificazione né del contenuto, né della forma, né tanto meno dell’approccio generale ai temi dell’architettura.
Allo stesso tempo, e proprio per questi motivi, non c’è un reale pluralismo e il rischio è quello di contribuire al formarsi di un sistema chiuso e auto-referenziale.
La direzione verso cui ci si deve muovere a mio avviso è quella che porta verso i due estremi, e cioè da un lato verso la concentrazione degli strumenti in un vero portale acritico, auto-organizzatensi e personalizzabile; dall’altro verso l’atomizzazione della presenza web individuale.
Benissimo, la mia proposta è di azzerare tutte le “riviste” web, chiamarle per quello che di fatto sono, cioè iniziative individuali (con questo non intendo “di un individuo”, ma caratterizzate da limiti di espandibilità), e far confluire tutto in un “sito unico” che sia in grado in questo modo di catalizzare l’interezza del contenuto di architettura presente sul web per quel che riguarda teoria e progetti.
Questo “sito unico” ovviamente non avrebbe fini di lucro, sarebbe completamente acritico, sarebbe fondamentalmente un puro “mezzo” all’interno del quale possono aver luogo tutte le iniziative particolari di cui Luigi parla, che si svolgerebbero tutte in maniera democratica e trasparente. Non avrebbe gerarchie (direttore, vicedirettore) che sono, nella maggior parte dei casi, puramente fittizie e comunque insensate.
Un “sito unico” sarebbe l’unico strumento a mio avviso in grado di innescare un vero processo di partecipazione attiva che sul web italiano non esiste. Nonostante le statistiche che i “direttori” delle webzine sciorinano ogni qualvolta se ne presenta l’occasione e’ un fatto che gli attori su questo palcoscenico sono pochi e sono sempre gli stessi. Io imputo questo alla frammentarietà e alla mancanza di “massa critica” nonché di diversificazione biologica tra le varie proposte web.
Ognuno è e deve essere un punto di emissione. Bisogna assolutamente promuovere la cultura della partecipazione attiva in prima persona, della condivisione. Questo ovviamente è un invito che dirigo principalmente a chi ha la possibilità di lavorare con gli studenti, visto che è nella scuola dove si deve in primo luogo abituare i giovani alla partecipazione attiva. E’ un fatto però che ci vogliano anche delle condizioni locali adeguate, cioè i siti devono essere attrezzati con gli strumenti giusti in modo da favorire la partecipazione.
Un “sito unico” dovrebbe quindi avere un altissimo grado di interattività e di personalizzazione, sarebbe quindi principalmente uno sforzo tecnico più che uno sforzo critico. Una volta avviato però vivrebbe di vita propria.
Beh che ne dite? Una bella utopia? Non credo in realtà è una cosa tecnicamente fattibilissima e per di più molte delle caratteristiche e di questo “sito unico” non sono mie invenzioni, sono i risultati di numerose ricerche sull’evoluzione di siti internet condotte negli ultimi anni… ma lo stesso non funzionerà mai. Perché?
Molto semplice: l’età, la carriera, i titoli di studio, le amicizie, l’autorevolezza, l’autorità, le gerarchie, i gemellaggi, i favori fatti e ricevuti etc. etc. non conterebbero più niente. “Questo sarebbe un bene…” direte voi, e invece no, è un male. E’ il peggiore dei mali per chi ha lottato anni per guadagnarsi i suoi privilegi e adesso cosa volete fare buttare tutto alle ortiche? Eh si perché potrebbe anche succedere che un ordinario di disegno dopo aver pubblicato un suo saggio su questo “sito unico” venga contraddetto da un perfetto nessuno, e magari la maggioranza degli altri perfetti nessuno di a questo signor X manforte. E a quel punto il povero professore che si è sudato la sua cattedra dovrebbe accettare la figuraccia? No semplicemente ritira il suo saggio e sul sito unico non ci mette più piede, in più farà di tutto per screditarlo e dire che è una buffonata “è assurdo l’opinione di un signor X valga tanto quanto la mia”.
Siccome i professori e comunque chi ha un po’ di potere è gia in partenza molto più furbo, in certe situazioni neanche ci si fa a mettere. E quindi il “sito unico” non va da nessuna parte. Perché tra l’altro non fa comodo

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