Giornale di Critica dell'Architettura
Opinioni

Il mito dei miti

di Rebecca De Sessa e Martina Veneri - 27/3/2006


Tutti, ovunque si chiedono il perché, le ragioni, i motivi della nascita del mito; ma sempre tutti e sempre ovunque propongono risposte sbagliate.
Infatti il mito non nacque per dimostrare altri fenomeni di carattere naturalistico, storico, cosmogonico, teogonico o magari eziologico, ma bensì per spiegare se stesso.
Furono in seguito proprio gli uomini ad attribuirgli la funzione di chiarimento dei fattori precedentemente elencati; ma il mito, ribadisco, nacque solo ed unicamente per spiegarsi!
La sua storia è molto più che antica, da far risalire ad indefinibili secoli addietro, ma è anche molto semplice e nel suo complesso racchiude preziosi caratteri parenetici.
Ha inizio così……………
All’ origine dei tempi, i primi uomini che comparvero sulla terra appartenevano ad una stirpe posseditrice di immaginabile intelletto. Erano colti, intelligenti, creativi e soprattutto capaci di usare la scrittura.
Essi abitavano in un lussuoso villaggio, che oltre a brillare di luce propria, risplendeva anche grazie alle qualità che avevano i suoi dimoranti.
Unico disturbo a tutto ciò era la superbia che purtroppo regnava negli animi di tutti. Erano talmente presuntuosi da non ascoltarsi l’un l’altro, e fu proprio questo che li portò alla rovina.
Infatti Dio decise di punirli, in modo tale che avessero davvero un motivo per non ascoltarsi: così gli tolse le orecchie!
Una volta privati di queste cominciarono ad usufruire assiduamente di ciò che gli restava per comunicare: la scrittura.
Iniziarono così a circolare foglie con su scritte vicende di vita quotidiana, e successivamente anche delle vere e proprie storie. Queste ultime erano davvero meravigliose e geniali, poiché frutto di uomini intelligenti e perspicaci.
Intanto il tempo passava, le foglie scritte si moltiplicavano e la superbia diminuiva notevolmente. Si arrivò infine ad una grande svolta da parte degli uomini: infatti questi ad un certo punto decisero di istituire determinati giorni in cui si sarebbero riuniti attorno ad un focolare, e qui avrebbero letto tutte le loro creazioni scritte e dopodiché le avrebbero bruciate.
Questo segnava appunto la scomparsa della loro presuntuosità e superiorità!
Iniziarono ad applicare ciò che avevano stabilito; leggevano e bruciavano, leggevano e bruciavano, leggevano e bruciavano…
Successe così che il fumo prodotto dalle foglie bruciate salì in cielo, arrivando a Dio.
Il supremo in questo modo si rese conto che gli uomini avevano imparato a rapportarsi, lasciando da parte la loro famosa superbia. E cosi decise di premiarli, restituendo loro le orecchie e trascrivendo i loro pensieri bruciati.
Ed in seguito a distanza di qualche secolo li diffuse in tutto il mondo, lasciando ignota la provenienza……………
Ancora oggi, da qualche parte nel cosmo, il villaggio con gli ingegnosi uomini esiste ancora; con la differenza che la loro altezzosità non esiste più. E loro si divertono da matti a riascoltare le loro antiche creazioni, raccontate da altri uomini che ne ignorano l’origine.
Ops, scusate!!! …………… Da uomini che fino a qualche secondo fa ne ignoravano la provenienza……………!


(Rebecca De Sessa e Martina Veneri - 27/3/2006)

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Commenti
1 COMMENTI relativi a questo articolo

Commento 1114 di Alberto Pernice del 30/03/2006


Complimenti a Martina e a Rebecca!!
Sono d'accordo con quello che hanno scritto anche se io nei miti non ci credo molto.
Comunque hanno fatto davvero un bel lavoro,
complimenti

Tutti i commenti di Alberto Pernice

 

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