Giornale di Critica dell'Architettura
Opinioni

Caso Casamonti

di La Redazione - 2/1/2009


L’articolo di Paolo G.L. Ferrara sull’arresto di Marco Casamonti ha prodotto fin’ora 46 commenti. Tanti, anche per la pazienza di un accanito lettore che volesse farsi un’idea della vicenda. Siccome l’argomento è importante e merita un’attenzione speciale, siamo costretti a selezionare quei commenti che riterremo esclusivamente inerenti il tema e che non saranno unicamente scambi di opinioni tra commentatori tipico di altre forme di partecipazione in rete.
Detto questo, siamo in grado di segnalare un esclusivo documento di sintesi dell’ordinanza che riguarda il caso Casamonti, con la trascrizione delle intercettazioni telefoniche relative. Tutti possono scaricarlo o leggerlo a questo indirizzo (Ordinanza_Casamonti.pdf – 34MB).
Una volta letto, dato per certo che nessuno vuole condannare prima di chi è preposto a farlo, dovremmo perlomeno concordare sulla necessità di una parola ufficiale da parte di chi ha in mano la responsabilità disciplinare degli iscritti.
La Redazione


(La Redazione - 2/1/2009)

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Commento 6847 di alberto marletta del 22/02/2009


date un'occhiata a questo post.
Vi assicuro che è solo l'inizio

Chi ha vinto il concorso di Nicotera Marina???

http://architetturacatania.blogspot.com/2009/02/chi-ha-vinto-il-concorso-per-il.html

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Commento 6778 di andreas del 26/01/2009


Voglio informarvi che per circa 30 gg.è stato aperta una discussione sul sito della rivista "Abitare".La Tangentopoli fiorentina è stata il pretesto per un confronto sul tema della Professione in Italia.I commenti sono stati numerosissimi, talvolta crudi ma di straordinaria forza ; un grido disperato di chi vorrebbe fare il nostro mestiere senza menzogne ma ... .oggi" il giorno 26 ....di un colpo inopinato il sir de Bergerac è stato assassinato":la redazione ha deciso di spostare tutto sul blog.
Padrona, padrona di fare ciò che più ritiene giusto e utile e conforme ai suoi obiettivi.I post verranno eliminati.Per chi ha voglia , dopo una giornata di lavoro, gli stessi sono ancora visibili.
Tutti a fare la doccia, dopo aver lasciato gli effetti personali.
Così va il mondo

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Commento 6761 di giannino cusano del 23/01/2009


Per Marrucci e Zappalà

Non sia mai, Zappalà: nemmeno io sono filosofo e non ci penso proprio. Ci manca solo la filosofia, per potersi occupare di architettura, poi stiamo davvero freschi :)

Capisco meglio, ora, il senso del precedente intervento di Zappalà sulla decostruzione: la fine del logocentrismo equivale alla fine dell'idea che il mondo stia lì solo per noi. L'essere umano non è al centro dell'ecosistema, di cui l'architettura è parte (e quindi non è al centro nemmeno dell'architettura). Ecosistema che ha propri vincoli evolutivi che vanno rispettati. A partire di qui, si può realizzare un habitat nel quale gli esseri umani hanno certo una parte importante se riconoscono di avere enormi responsabilità. Almeno, se non ho frainteso il discorso.

Io intendevo diversamente la questione del logocentrismo, avendo vissuto -anche se a posteriori, a cose avvenute anni prima- in modo alquanto traumatico la desertificazione dei Sassi di Matera, nella mia regione, in virtù di una legge demagogica e sbagliata. Una comunità che da millenni viveva la sua storia parallela a quella ufficiale nel momento in cui la incrocia viene letteralmente spazzata via e assimilata, omologata nella logica delle case popolari.
I Sassi li ho sempre interpretati come un “logos” comprensibile solo attraverso la presenza viva degli abitanti, dell'uso reale e creativo, delle trasformazioni che vi apportavano, di una società “altra” da quella ufficiale strutturata in vicinati e così via. Un insieme organico di persone e spazi il cui svuotamento è stato come congelarne l'evoluzione in un'istantanea da consegnare alla storia mimmificata: un logos trasformato di colpo in scrittura. Un messaggio in bottiglia. E non ci sarà recupero e riuso che riesca a riprendere le fila di quella evoluzione parallela alla storia ufficiale, perché un costume è stato cancellato d'ufficio, non lasciato libero di elaborare il suo peculiare impatto con la “civiltà”. Comunque, ci penserò.

E' questo, Marrucci, che intendo per stato laico o liberale: non l'ennesima etichetta ma una concezione non ideologica e non confessionale. Una concezione “metapolitica”. E' solo grazie ad essa che tutte le singole visioni ideologiche, confessionali ecc. possono coesistere ed affermare ciascuna le proprie istanze. Questo intendo con “amore” per le cose e per i cittadini. Se, poi, non vogliamo chiamarlo “laico” o “liberale” chiamiamolo pure “Carolina”, non è un problema. E' la sostanza che conta.

Penso anch'io, con Zappalà, che la qualità della vita o l'infelicità non dipendano dall'architettura. Poi, però, scopro che nel 2007 si è celebrata la festa dei 40 anni dell'habitat di Montreal: l'hanno voluta gli abitanti. Ci vivono bene e sono contenti di stare lì, alla faccia dei La Cecla di turno.Allora penso pure che l'architettura può contribuire, come tante altre cose, a migliorare la vita e forse la nostra stessa comprensione del mondo. Poi, certo: tutto può essere tradito, strumentalizzato, svilito.

Infine, certo: meglio fare architettura che parlarne, se questo è compensatorio. Ma può essere utile : - a capirci qualcosa di più, pubblico compreso - a combattere pregiudizi e luoghi comuni - a mettere a fuoco problemi, urgenze, obiettivi, - a incentivare ad andare avanti.
Zevi parlava tantissimo, alle sue lezioni: credo che mi abbia insegnato a pensare architettura. E con la mia testa. E' cultura anche parlarne, se aiuta a comprendere meglio :)

G.C.

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Commento 6760 di renzo MARRUCCI del 23/01/2009


Anche io chiedo cortesemente che cosa vuol dire nella vostra intesa che in italia è fondamnetale avere laico lo stato, le legggi, ecc... Io, permettetemi, pensavo più semplicemente che fossse fondamentale avere una Stato capace di tutelare l'interesse dei cittadini, di fare delle leggi giuste e serie, rispondenti alla realtà della vità e poi di saperne controllare l'attuazione e poi di saperne vigilare la qualità e via... Tuttte queste che son tante cose importanti ed altre... Il Laico che centra in tutto cio? La qualità di un programma dove va vista..Tra i denti? Tral le parole? La capacità di amare il paese e la propria cultura deve evere etichette? La possibilità di essere oggi deve essere offerta dai sitemi della ideologia? o da che cosa?

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Commento 6758 di Leandro Janni del 22/01/2009


Ringrazio Cusano e condivido quanto scrive.
Mi permetto di aggiungere che la dialettica è fondamentale per una sana, dinamica democrazia. Ma l'Italia non ama la dialettica.
E inoltre, fondamentale è avere uno stato laico, istituzioni laiche, leggi laiche. Ma l'Italia non ama la cultura laica.

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Commento 6757 di giannino cusano del 22/01/2009


Sono sostanzialmente d'accordo con Janni.
Ho solo un dubbio, una perplessità di fondo: i principi (i valori, come Janni preferisce dire) ci sono. Il punto è, a mio avviso, che in Italia principiano poco o nulla. E non da ieri: almeno dal 1948!
E i cosiddetti "valori condivisi", espressione spesso di comodo per far passare invece l'annacquamento dei principi, ci sono anche quelli. Sono forti e altissimi: stanno lì, scritti ben chiari, una volta tanto, nella nostra Costituzione. Che da troppo tempo non si studia più nemmeno nelle scuole.
E sui principi non si mercanteggia, non si contratta, non si patteggia: ci si scontra, se è il caso. Senza timori di "dividere l'Italia": perché gli scontri di idee non hanno mai diviso nessuino: sono l'essenza della democrazia. Sono sempre nobili scontri, quelli ideali: tutt'altro dalle risse squallide da mercato boario per le questioni meschine e di piccolo cabotaggio cui quotidianamente ci tocca assistere da 50 anni.
Ma allora come si fa? Nei paesi civili si legifera in modo che ciascuno possa liberamente e responsabilmente seguire i propri convincimenti: quelli dettati dalla propria coscienza, non quelli imposti per decreto.
E' semplice; ma in questo cavolo di Paese sembra la cosa più difficile da far entrare nella quotidianità.

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Commento 6755 di marco ferri del 22/01/2009


Cari Rinaldo e Bernini, io mi chiedo dove sta' il genio, dove l'innovazione, dove la bellezza e l'arte in una persona che si fa beffe delle leggi, della deontologia professionale (questa sconosciuta) che, di fatto, parole del procuratore, costruisce una specie di comitato d'affari perchè si ritiene evidentemente investito da un incarico derivato direttamente dal cielo: riempire l'Italia di belle (???) architetture. Così ha giustificato il suo operato (cito i giornali fiorentini) davanti ai magistrati. Con quale coraggio io e altre decine di colleghi come me parteciperemo alla prossima gara o concorso? Cosa ha da insegnare a me, a noi, questa persona? Nulla. Caro Rinaldo, Le Corbusier forse era un genio o forse no, ma di certo sapeva come si fabbricano i mattoni.
Ossequi

PS: ...e poi Rinaldo , bastasse un buon rendering a fare architettura, saremmo veramente messi male. Fortunatamente Wright non è vissuto invano per qualcuno, e lui i computer non li aveva....

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Commento 6754 di Leandro Janni del 22/01/2009



Diverse sono le ragioni che hanno provocato in questi ultimi anni la crisi della politica: i ripetuti fenomeni di corruzione, il dilagare del clientelismo e del familismo amorale, la riduzione dei partiti a semplici ma inesorabili centri di potere, se non a veri e propri comitati d’affari. Ma l’aspetto più profondo e più grave di tale crisi, è costituito dall’assenza di riferimenti ideali, e dunque di tensione morale. Ad alimentare questo problema, oltre al venire meno di valori comuni e condivisi, ha senz’altro contribuito il crollo delle ideologie, che ha determinato la trasformazione della politica in mera “questione burocratica”, in una sorta di attività pragmatica i cui parametri di conduzione sono quelli dell’utilità immediata, e dunque dell’adeguamento alle esigenze del momento o della rincorsa dei bisogni, senza alcuna prospettiva progettuale di medio o lungo periodo.
Se si considerano gli effetti devastanti delle grandi ideologie del Novecento, è indubbio che la caduta delle ideologie tradizionali rappresenta di per sé un dato positivo. Da esse e dalla loro pretesa di “totalizzazione”, sono infatti nati i sistemi totalitari, in particolare il nazismo e lo stalinismo.
Negli ultimi decenni, si sta facendo strada il concetto di “modello” che, a differenza dell’ideologia, non ha alcuna presunzione di esaurire in se stesso il reale, ma si propone, più semplicemente, il compito di accostare la realtà sociale a partire da un certo angolo visuale: cogliendone alcune strutture portanti e alcuni limiti e dando vita a un preciso progetto da tradurre concretamente nell’azione politica. Il modello, dunque, riveste un’importanza decisiva per l’articolazione di una proposta operativa proiettata positivamente verso il futuro. Di contro, laddove i modelli sono del tutto assenti, lo spazio della politica, sprovvisto di tensioni ideali, viene occupato da meri interessi privatistici. L’attuale atteggiamento di sfiducia nei confronti della politica, che rischia di degenerare in un rifiuto qualunquistico o nichilista, è anche frutto di questa situazione.
La ripresa del significato di politica è dunque legata, oltre che al recupero dell’etica (fondamentale è il ridare forza ai valori civili della nostra Carta costituzionale), anche al formarsi di modelli realistici e discreti, capaci di promuovere una seria progettualità sociale. A ciò deve aggiungersi il coltivare una tensione utopica, antidoto necessario nei confronti del pericolo di totalizzazione ideologica, permanentemente in agguato.
Valori, tensione ideale, progettualità “discreta ed incarnata” sono ingredienti di cui la politica dovrebbe servirsi se intende recuperare il suo ruolo originario. Cioè, quello di azione volta a promuovere la crescita autentica della polis, lo sviluppo di una sempre più ampia coscienza civile e di una società dalle strutture capaci di rispondere, in maniera adeguata, ai nostri veri bisogni che, non sempre e non solo, sono quelli materiali.








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Commento 6708 di Renzo marrucci del 08/01/2009


Caro Bernini non avrei fatto la stessa cosa. Sono lontano dall'essere un giustizialista ma non è accettabile il metodo di C. Non è accettabile perchè indica disprezzo e arroganza per gli altri. La selezione deve esserci con le regole valide per tutti, non è solo un fatto di principio ma è un fatto selettivo della qualità. A questo dobbiamo aspirare, ad avere delle regole e la moralità che serve per poter andare avanti nel mondo in una competizione vera, autentica... Questo è importante realizzare e non ci saranno solo i migliori.... ma verrà fuori qualche cosa di più importante
nella cultura e nella qualità di una scuola o di una e più generazioni.
Il vostro modo di fare porta alla morte, alla aridità come di fatto accade nella architettura italiana e non solo. Nessuno può arrogarsi il diritto di imporre una falsa idealità e in nome di questa adottare comportamenti illeciti e non solo sprezzanti della capacità che è il luogo dove la cultura sviluppa il talento. Come fate voi è il voletto della farafalla impazzita e poi la morte... non è la bellezza! E' opportunismo miope e non è genio. Questa è avarizia e non è generosità... Purtroppo non ci siete solo voi a pensare così ed per questo che i giovani che possono se ne vanno...
Siete vittime di una forma di esaltazione che non riguarda solo voi...
Purtroppo!

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Commento 6714 di giannino cusano del 08/01/2009


Gentile Bernini, se qualcosa non funziona nel sistema di regole e leggi che ci si è dato, si contestano apertamente quelle regole e leggi in modo da poterle cambiare.
Si chiama "disobbedienza civile" e consiste, essenzialmente, nel violare quelle regole ingiuste previa autodenuncia all'autorità giudiziaria e finendo volontariamente sotto processo per poter spiegare ai giudici che si è fatto ciò che si è fatto per sottoporre all'attenzione della pubblica opinione e delle istituzioni qualcosa che non va proprio e che dev'essere modificato. Questo impone "l'amore per le cose" di crociana memoria; questo impone la coscienza civile a chi complice di un sistema iniquo si rifiuta di essere.

Si fa, cioé, rischiando e pagando di persona, non violando le regole di soppiatto e sperando che nessuno se ne accorga, salvo invocare nobili ragioni se si viene colti in fallo. Non adattandosi, cioé, a un sistema ingiusto e sbagliato, salvo venire beccati e invocare motivazioni per nobili o meno che possano essere.
Perché è chiaro che se uno sconvolge le regole di un'asta pubblica al solo scopo di tutelare l'integrità del proprio progetto, qualche grave disfunzione c'è, nel sistema. ma - all'italiana- nessuno fa nulla in quanto ciascuno spera di trarne vantaggio: e intanto la legalità degrada ogni giorno di più.
Lei chiede "voi cosa avreste fatto al suo posto" ? Come dire "mettetevi nei suoi panni". Bene: mi ci metto e mi sono messo spesso, nella vita, nei panni di persone che si adattano a regole criminogene. Anche in questo caso, avrei fatto ciò che ho sempre fatto, in questo paese che se ne fotte di ogni legalità.
Vista la difficoltà o l'impossibilità a far rispettare il progetto in sede realizzativa, mi sarei denunciato prima di commettere la violazione, non -furbescamente- ricorrendo al solito "se va, va". Dopo, cioè, essere stato trovato con le mani nella marmellata e avendo sperato che non accadesse. Questa è la differenza.
E siccome, con ampia facoltà di prova, mi sono sempre comportato esattamente così, per es. -ma non solo- per l'abolizione dell'Ordine dei Giornalisti o contro le norme da monarchia assoluta di oltraggio al Capo dello Stato, le dico che avrei fatto così anche in questo caso. Siccome non ho altra strada per tutelare i valori figurativi del mio lavoro, vado dai carabinieri e denunciio me stesso per iscritto dichiarando che sto per violare norme che regolano il regolare svolgimento di aste e concorsi in quanto producono evidenti storture e quindi sono profondamente criminogene: così, forse, c'è qualche speranza di poter cambiare qualcosa. L'altra via, invece, quella cioé del'adattamento opportunista e un po' furbesco allo statu quo, è il modo migliore per lasciare tutto come sta, ad uso e consumo di quanti se ne avvantaggiano. Pochi, ovviamente, e tutti appartententi al Circolo del "sarò mica fesso, vero?"

Con tutte le nobili motivazioni che lei vuole, combattere una giusta causa con metodi quanto meno discutibili non è lodevole. Sono, invece, i mezzi che usiamo, a prefigurare i fini: mai il contrario. Chiedere un minimo di coraggio e di dignità civile a dei professionisti è, forse, troppo? Se lo è, allora di che si lamenta? Tiri le somme da solo, no? :)

G.C.

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Commento 6692 di g. marcarino del 07/01/2009


Tre cose in merito alla vicenda Casamonti:
1) Territorio, immobilismo, famiglia, sicurezza, pigrizia.
2 ) Ideologia, morale, potere, controllo, privilegio.
3) Benessere, avidità, imbroglio, corruzione.
Sono i tre elementi di base, in altre parole gli ingredienti che, quando lievitano male si amalgamano peggio creano il più tipico pasticcio all’italiana.
Ogni storia contiene poi una diversa evoluzione dei singoli ingredienti ed una differente percentuale di loro nella ricetta finale.
Per cui dare un giudizio etico, o penale per chi di dovere, è veramente complesso; perciò ogni indagato è innocente fino a prova contraria.
Nell’attesa che cellule malate regrediscano miracolosamente dalla loro evoluzione, si potrebbero aprire un poco le finestre, fare entrare aria fresca e creare i presupposti per una libera competizione ed un ricambio più rapido e trasparente nei posti di comando, nell’università, nella politica, nell’economia. Perseguendo l’obiettivo della qualità conseguente all’impegno ed alla ricerca, all’innovazione. Sono pericolose le presunzioni di superiorità morali ed ideali tali da giustificare l’arrocco al potere ed il controllo ed il condizionamento d’ogni conseguente altrui diritto e libertà. Per cercare un’ecologia della nostra comunità, per i più giovani, per tutti noi.

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Commento 6693 di rinaldo del 07/01/2009


Ma ve lo immaginate voi Le Corbusier costretto a perdere tempo a vincere le gare? Era o no un genio apprezzato da tutti? Questo bastava. E sapete cosa abbiamo perso quando i suoi progetti non sono andati avanti. Questi di cui si parla sarebbero la rivoluzione per la storia dell'arch.
Volete appesantire il lavoro di un grande intellettuale con superabili insulse formalità? Fate pure ma non sapete cosa ci perdiamo. E sarà una noia immensa.
Auspichaimo invece tutti insieme una legge che dia alle grandi personalità una via preferenziale!

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7/1/2009 - Sandro Lazier risponde a rinaldo

Scusi Rinaldo, ma lei è un provocatore o crede veramente alle stupidaggini che sta scrivendo? Perché ci espone le sue tesi nell'anonimato?

 

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Commento 6694 di m.marchesini del 07/01/2009


Signor Rinaldo...
per lenire la sua terribile noia le suggerisco un bel rave, un bel cocktail di alcool e extasi, per proseguire poi con uno spericolato viaggio in auto, da concludersi, definitivamente, contro qualcosa di enormemente solido, assai più delle relazioni!
di una sola cosa la prego, scelga per il suo itinerario, un'automobile molto capiente, compagni di viaggio pari suo, nessuno dei quali sobrio, una strada rigorosamente deserta.
Passi la voce agli amici,
e ci lasci vivere in pace nella noia.

Tutti i commenti di m.marchesini

 

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Commento 6695 di renzo marrucci del 07/01/2009


Simpatico l'elenco dei fattori che Marcarino riduce a tre mentre sono in realtà sono quattordici e potrebbero essere ragionevolmente almeno quaranta ... e via...
Ma ci siamo capiti e non è purtroppo il caso di sottilizzare. Speriamo si riesca a capire quale sia la direzione di marcia non solo dal punto di vista delle responsabilità che se sono evidenti dal punto di vista sociale, almeno per quello che è dato di capire dalle intercettazioni…Per noi architetti assumono una particolare rilevanza proprio per l'arroganza delle convinzioni che sono alla base di quei comportamenti e che anche il forum di Antithesi rileva in modo chiaro e sconcertante. Fin quando esiste atteggiamento sprezzante tra gli architetti non ci sono speranze di ripresa della qualità architettonica. L'alterigia e l’ipocrisia, la falsa modestia che derivano anche dalla capacità di assunzione di grossi incarichi…sostenuta da una legge sbagliata, oltre a squilibrare il sistema delle professioni, è troppo spesso più forte della qualità a risolverli nell'interesse dell'uomo. L'ingordigia non ha più base morale e la base morale è il primo requisito per fare architettura. Per un architetto la base morale è nella coscienza del mestiere ed è un dato prioritario e può esserci condanna penale o meno... se non vi è base morale l'architetto ha perso la sua battaglia ideale nei confronti dell’uomo. Ricostruire la base morale nella professione è oggi prioritàrio per salvare la società…E viceversa…Nessuno può pensare di sentirsi il migliore e per questo arrogarsi il diritto di usare persone e interessi per il proprio personale o condiviso interesse. La qualità deve poter scaturire sulla base di una autentica capacità selettiva altrimenti il sistema umano si droga e si squilibra e perde valori esattamente come sta accadendo oggi…
Chi accetta la legalità è allora fuori gioco in questa società ? INVITEREI QUESTE PERSONE HA DIRE APERTAMENTE CHE SICCOME IL SISTEMA NON FUNZIONA ALLORA BISOGNA SALVARSI e OGNUNO SI AFFIDA ALLE PROPRIE RISORSE e cerca una difesa… Almeno così il bubbone potrebbe scoppiare e far scendere la febbre... Forse contribuirebbe a migliorare questa società... E noi architetti saremmo grati… Questo dal punto di vista morale e culturale e sociale io almeno lo apprezzerei... Per il resto, la strada è nella ricerca dell'assunto ideale e umano per cui i nostri maestri si sono realizzati anche umanamente con il loro esempio di architetti. E non ci sono scuse! E poi se questa nostra società non è all'altezza degli assunti morali... che sono l'anima e nella cultura e nell'architettura e nella città... A chi toccherebbe farlo capire?
Renzo Marrucci


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Commento 6699 di giannino cusano del 07/01/2009


Ha ragione da vendere, Rinaldo! In effetti, non ci avevo mai pensato: grazie per l'iluminante rivelazione. Ha scritto, infatti:

«Auspichaimo ...insieme una legge che dia alle grandi personalità una via preferenziale!»

Vero! Giustissimo!
Vediamo: occorrerebbe anzitutto istituire un Ph.D. per "Grandi Personalità", così evitiamo pure di doverla riconoscere, la G.P.: sarebbe un'altra, inutile perdita di tempo, no? Una volta che uno ha consweguito il Ph.D., scatta automaticamente la preferenziale.

Si dovrebbero prevedere almeno 3 livelli:
1° livello: corsia preferenziale o "G.P.1". Garantisce il ditritto alla vittoria in Concorsi cui partecipa solo un Ph.D. "G.P."; se ci sono più "G.P.1" si fa lo spareggio in esclusiva tra loro;
2° livello: vivi e lascia morire o "G.P.2". Garantisce di poter eliminare fisicamente tutti gli inferiori per titolo e qualifica, fino al "G.P.1" incluso, al quale però tocca il privilegio dell'eliminazione indolore (morfina, barbiturici & affini). Con gli altri va bene tutto, purché sia abbastanza truculento: arma bianca, bazooka, sega circolare, martello pneumatico; è consentito ricavare dal derma dei non "G.P." paralumi, rivestimenti per divani, pelli per asciugare l'auto, panni Swiffer antistatici per il parquet ecc.;
3° livello: "G.P.3" o "G.S:" o ACCACIELLEOQUATTRO (*). Chi consegue questo liv., davvero difficilissimo, quasi unico, ottiene la qualifica d GENIO SUPREMO e consegue il diritto di dissolvere nell'acido i corpi degli avversari e di tutti i loro parenti, in modo che non resti traccia, nella storia, del fatto che qualcuno possa anche solo aver tentato di fare ombra all'Eccelso.

Va be': dopo il 3° liv c'é solo Dio, ma vogliamo perderci in simili quisquilie? Non mi sembra nemmeno il caso di mettersi a competere con un Povero Pensionato o di buttarla in teologia ... e che diamine!
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(*) accacielleoquattro (HClO4) è la formula molecolare (o bruta) dell'acido perclorico.

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Commento 6702 di Giuseppe artusi del 07/01/2009


tratti da:
http://italianostrafirenze.splinder.com/ post/19309226/Arrestato+Marco+ Casamonti,+l'a

#35 04 Gennaio 2009 - 17:35

e di Francesco Salinitro, altro architetto che ha operato in quei di Como sull'area Ticosa prima al soldo-gettone del sindaco all'urbanistica in comune per poi, dopo che è stata assegnata la Ticosa per un pugno di lenticchie ad una società olandese, è passato nelle fila di Casamonti ad archea. Ma è normale?
utente anonimo

#36 04 Gennaio 2009 - 21:17

Aggiungo, ovviamente archea ha avuto la progettazione della nuova Ticosa.
utente anonimo

#37 04 Gennaio 2009 - 22:28

ma questo Brizzi? Umh lo terrei d'occhio. Va a fare il commissario in qualche gara concorso?

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Commento 6707 di enzo bernini del 07/01/2009


La linea gisutizialista di alcuni ( non tutti) i partecipanti a questo forum mi ricorda qualcosa. Un brivido mi corre lungo la schiena a fronte della drammatizzazione populista ( "dagli all'affossatore dei nostri progetti") e non so se sia il caso di riprendere le belle parole di quelli che ammirano la ricerca fiera della bellezza ( a costo di qualche errore). A loro rimando.
Datevi una calmata e pensate che cosa avreste fatto al suo posto. Avreste scelto di fare andare le cose all'ingrosso, avanti c'è posto... ?? o non avreste anche voi provato a difendere la professione da tanti incompetenti? Se andate nel suo sito vedete lo sforzo progettuale per Castello a Firenze e capirete finalmente. Siamo certi che vi piacerà molto quella magica atmosfera creata dal nulla. Dal nulla!!!
Agli artisti poi occorre perdonare come ha detto Zeffirelli tante volte. Se qualche neo c'è non serve focalizzare l'attenzione.
Il rischio di una fuga dei cervelli dal nostro paese è continuamente evocato. Se perderemo i creativi resteremo all'ultimo posto in Europa.

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Commento 6706 di antonia cortez del 07/01/2009


i guru della finanza hanno mandato in strada la gente:dicevano che tutto andava bene; anche le riviste più accredidate lo sostenevano.E che cosa è accaduto? che la gente ha perso tutto,Casa e dignità.I Comuni si sono indebitati e nei prossimi anni ne vedremo delle belle. Anche a noi dicevano che tutto andava bene: che si sarebbero fatti i progetti di finanza : l'urbanistica creativa, dopo la finanza creativa anzi mentre.Ma la nostra è l'urbanistica degli immobiliaristi
Vi è capitato di averne uno a tiro? li avete mai visti da vicino?Sì sono ricchi, ricchissimi.ma che gente!Io ne ho conosciuto uno.abbastanza forte.A metà gara, vendette il nostro progetto alla concorrenza: si tirò indietro perchè .Il progetto non era per lui sufficientemente remunerativo e pensò bene di "vendersi" a nostra insaputa la ritirata dalla gara:fece un ribasso dello 0,5% ; ridicolo e "regalò " la gara.( dandoci un rimborso spese per un progetto esecutivo di cui ancora mi vergogno )Se avessimo ceduto, se invece della piazza avessimo fatto un cesso, se invece di avere previsto tutto quello che c'era da prevedere per la sicurezza avessimo fatto i furbi, se avessimo disatteso qualche normativa importante, anche antisisimica,il gioco era fatto. Non cedemmo.E ne siamo fieri. Lui guadagnò 300mila di euro in questa piccola "resa".
Il progetto non è stato realizzato: noi avevamo ragione : hanno provocato danni a destra e a manca e il cantiere è fermo da tre anni La magistratura ha aperto una inchiesta..Forse i nostri calcoli srutturali erano giusti, forse i materiali erano indispensabili , forse era indispensabile un collettaore fognario.alimmobiliarista che importa? lui va in vacanza a Cortina . compra rolex , assolda tate , paga università costose ai figli. veste prada come il diavolo.Noi no e niente ce ne fotte.
Nel nostro piccolo abbiamo perso una gara e vinto una battaglia: non comincia per I (incarico) non comincia per S(soldi) non comincia per V(vanità) .comuncia per D. umilmente Dignità.
Come diceva ilò celebre Scuotiscena? se mi rubi la borsa..........posso anche perdonarti ma se mi rubi l'Onore ..............................................

Tutti i commenti di antonia cortez

 

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Commento 6687 di rinaldo del 06/01/2009


La sua è una esagerazione. Senza gente come Marco cosa ci sarebbe in questa Toscana e in questo Paese?
Sa cosa è la genialità?
Non si arrabbi, ma è come il coraggio o ce l' hai o no.
Le relazioni non sono malaffare, uno scambio di favori cosa sarà mai? Così vanno le cose in Italia con leggi equivoche.
Pensi a chi può vincere un concorso se non si fa un po' di attenzione? Se non c'è una commissione di grandissimi.
Tutti proprio tutti fanno in questo modo. I grandi sono grandi.
E allora nei concorsi a inviti? Chi dovrebbe decidere?
L'architettura non può essere delegata a pasticcioni senza una cattedra o riconoscimenti di riviste. E' una forma di autotutela anche nel suo interesse.
Rassegnatevi.
Si farà una legge che tutela i grandi architetti, ne sono certo, e così la smettiamo di cincischiare e di dileggiare.
Guardi che non tutti fanno i notai in Italia. E i medici che contano non sono forse figli di medici nelle università? E nelle univ. non si entra per finti concors?

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Commento 6690 di christofer giusti del 06/01/2009


Signor Rinaldo, ma lei chi è?
1) lei è un servo sciocco del Casamonti che anzichè provare a fare la propria architettura (cosa molto ma molto faticosa,e non soprattutto per le più o meno solide relazioni da intessere, glielo assicuro),cercando anche di trarci di che vivere, preferisce di gran lunga schermirsi dietro il "genio".
2) lei è Casamonti, e non serve aggiungere altro.
Se lei, Rinaldo, si ritiene soggiogato dal grande genio (per lobotomia o per convenienza) al punto da legittimarne qualsiasi azione, beh questa è una sua posizione che a me, personalmente, appare più come un problema, e piuttosto serio anche.
Più importanti architetti hanno espresso solidarietà al Casamonti...e allora? questo le basta? le basta perchè le consente forse di continuare a sognare che il mondo e il modo professionale in cui vive sia quello giusto, quello dei divi? ma si dia una svegliata.."rinaldo".
come si permette di giudicare indirettamente il grado e la qualità dell'impegno di ciascuno di quelli che non sia uno dei "missionari" che lei ammira! che ne sa lei dell'impegno, mitomane?
che fa, lo valuta in base alle pubblicazioni........magari su "Area"?
e poi, missionari? ma lei è in piena crisi isterica, lei è un esaltato, non si faccia strumentalizzare, rinaldo, faccia la sua di architettura, intraprenda una sua "missione", e poi mi dirà.
E tornando a quella solidarietà, non dovremmo forse parlare di complicità? la "bellezza" giustifica tutto secondo lei? anche pilotare le gare? e chi sono i colleghi impegnati, solidali e soprattutto disinteressati? forse Pellegrini, Segantni, Femia, Savi? o altri ancor più su? certi della commissione internazionale Anas, per esempio?

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Commento 6686 di rinaldo del 06/01/2009


Che spiacevole leggere parole tanto odiose. Non vi rendete conto che Marco ha fatto tutto per amore dell’architettura. Se non si mette un freno all'arrembaggio degli incompetenti, il progettista può essere uno che non ha a cuore la bellezza e vi lascio immaginare. Sono pochi quelli come lui dediti interamente alla fatica quotidiana della professione, una vera missione a vantaggio dei giovani. Senza vacanze e soste.
Il suo rammarico è certo questa antipatica incomprensione di chi non sa.
Sappiate che molti dei nomi noti sono costretti a fare così, le relazioni solide sono l’unica strada, per questo servono mezzi come riviste e alleanze. Non siate fuori dal mondo.
Basta con le invidiucce. Sappiate che i grandi progettisti del nostro Paese hanno espresso solidarietà a lui confermandogli la stima per il lavoro eccellente.

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6/1/2009 - Paolo GL Ferrara risponde a rinaldo

Gentile Rinaldo, ho espresso la mia opinione nell'articolo "Regalo di Natale" e, da parte mia, come avrà letto, la fiducia nell' "uomo Casamonti" c'è. I lettori di antiTHeSi sono liberi di assumersi le responsabilità di ciò che scrivono.
Piuttosto, non credo che ci sia odio ma, piuttosto, tanta rabbia in chi ama l'architettura altrettanto a Casamonti ma, a differenza sua, non si è mai sporcato le mani. La fatica quotidiana è di chi, per davvero, deve cercare di lavorare per mantenere la famiglia e non per avere successo a tutti i costi. Le relazioni solide, come Lei le chiama, non possono giustificare il malaffare. A proposito: non sono per nulla invidioso di chi è stato in galera. Casamonti è, lo ripeto, innocente sino a prova contraria (sentenza), ma credo che ciò che egli stesso ha confessato non sia invidiabile.
I grandi progettisti sono solidali? bene, anche noi lo siamo, ma solo umanamente. Il rammarico di Casamonti dovrà essere solo quello di non approfittare di questa disavventura per potere cambiare. Comunque sia, sono stato il primo a scriverne e mi assumo le responsabilità di ciò che ho scritto. Spero solo che Casamonti abbia compreso appieno le mie parole: se lo ha fatto, dovrebbe esserne contento.

 

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Commento 6689 di Renzo marrucci del 06/01/2009


Per il Rinaldo è normale controllare le gare? I concorsi? Gli incarichi? e che altro ancora? Nella sfera del pubblico a una persona normale non può essere possibile neanche immaginarlo... Alcuni progettisti italiani sono concordi con C. su che cosa? Bisogna esplicitare meglio caro Rinaldo il concetto... così non si capisce bene e si rischia di ingenerare il sospetto che, quei progettisti, a cui ti riferisci... anche loro...
Sai a noi normali che i bacioni a Firenze glieli mandiamo come faceva il grande stornellatore toscano... E non li riceviamo... Come facciamo a sacrificarci per l'amore immenso di C. per l'architettura? Un tale amore smisurato lo porterà forse all'inferno? Oppure in paradiso? A chi la sentenza? Come puoi non ammettere che ci sia gente un pò incazzata? Altra un pò disgustata? Altra un pò delusa? ... Via... Rinaldo!
Posso capire anche la tua buona fede... E' che mi sembra troppa sinceramente! Quando si portava il progetto al concorso... alcuni ridevano sotto i baffi altri qualche parola se la lasciavano sfuggire... Si vorrebbe un pò di serietà se è possibile... Ci vuole molto cervello per capire? Spero proprio di no! Stammi bene caro rinaldo ...

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Commento 6688 di giannino cusano del 06/01/2009


BUON 2009 A TUTTI !
Torno da una lunga assenza e trovo una comprensibile pirotecnia di opinioni sull'affaire Casamonti.
Mi pare inevitabile rammentare che un tempo le archistar si chiamavano Portoghesi, Purini, Aldo Rossi, Gregotti - con i dovuti e distanti distinguo a favore di quest'ultimo.
Molto meglio sarebbe stato, neglli ultimi 20 anni, riuscire a superare il sistema delle "archistar", ma se esse oggi si chiamano Gehry, Hadid, Koolhaas, Piano, Eisenman mi pare che ci sia comunque solo da rallegrarsi.
Credo, anzi, che questa possa essere un'ottima occasione per riflettere seriamente sulle vicende architettoniche degli ultimi due decenni. A partire, cioè, da quando si manifestò quel sintomo molto positivo, a mio parere, noto come "decostruzione". Un sintomo, non di più.
Ma non è questa dei commenti, mi pare, la sede più adatta per una riflessione di più ampio respiro. Anche perché Franco La Cecla e Vittorio Gregotti hanno sentito l'esigenza di scrivere due libelli di oltre 100 pagine ciascuno sul tema (rispettivamente: "Contro l'architettura" e "Contro la fine dell'archiettura") e francamente un commento sarebbe di fatto inadeguato in termini di spazio.
Credo anch'io che Marco Casamonti vada processato, se va processato, nelle sedi adeguate. E che non gli si possa augurare altro che di riuscire a dimostrare la propria innocenza: un processo non è un'infamia ma serve esattamente a questo. E indipendentemente dalle sue capacità professionali. Personalmente penso che non siamo di fronte a un esempio di eccelsa architettura o di impostazione critica e culturale di chissà quale piglio smagliante, ma che comunque c'è qualità nelle cose che fa.
Credo, però, che le intercettazioni -che, giova rammentarlo, ai sensi del nostro C.P.P. sono (a mio parere più che giustamente) pubblicabili anche a indagini in corso, purché non secretate dal GIP e purché la persona indagata sia in grado di esserne messa ufficialmente a conoscenza- evidenzino un quadro allarmante. Si, certo: lo sapevamo. Si sapeva -per sentito dire- che in molti Concorsi il mazzo di carte è truccato grazie a giochi non proprio limpidissimi consumati anche in ambienti "deviati" di sedi istituzionali. Ma era "vox populi". Ora, invece, si ha , e per ammissione della persona coinvolta, la conferma che quelle voci non sono del tutto campate in aria.
Le vicende in cui è coinvolto Casamonti forse nascono solo da amore per l'architettura misto, magari, a imprudenza: nessuno può inquisire i sentimenti e la buona o malafede di chicchessia.
Ma i sentimenti come puro stato emozionale, i sentimenti che non siano anche azione, si traducono in puro consumo di sé: e un amore impotente, per quanto amore, resta impotente ad amare. Sul che , nessun problema: ognuno, di sé e della sua libertà , fa ciò che meglio crede. L'aspetto devastante è, invece, l'effetto di combustione anche sugli altrui amori e passioni e per assunti non loro. E' che la libertà/responsabilità di consumare sé stessi è, in questo caso, inevitabilmente responsabilità verso terzi. Perché coinvolge questioni culturali. E solo un cinico può pensare che la cultura sia una dotazione personale, atta magari a far meglio carriera, e non anzitutto una questione di patrimonio sociale, collettivo..
Allora, e a maggior ragione se le vicende in questione nascono da une brutta piega del sistema dei cui ingranaggi Casamonti è caduto vittima, l'amore per l'architettura che non voglia ridursi a mero consumo di un sentimento introvertito dovrebbe esattamente esigere questo: che Casamonti non aiuti solo sé stesso a venir fuori al più presto dalle sue vicende giudiziarie. Che, invece, aiuti soprattutto il sistema a far luce sule proprie ombre e, per quanto possibile, a prendere coscienza di sé, a riformarsi seriamente. Il problema non è giudiziario: è culturale. Sono perfettamente d'accordo con Ferrara e Lazier che solo su questo terreno l'amore può, da rappresentazione mentale e impotente di sentimenti, tradursi in cosa operativa e concreta, in "continuità dell'attenzione", come lo definì Simone Weil.

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Commento 6685 di mario iesi del 05/01/2009


Ma i concorsi seri si possono fare: !1) occorre che cada il requisito del fatturato.Ci considerano imprese? bene : utilizziamo l'Avvalimento contemplato dal Codice degli Appalti.Consente alle imprese (e a noi) di partecipare pur non avendo i requisiti ma allegando la disponibilità, in caso di vincita , ad associarci con chi i requisiti li possiede ed accetta di sostenerci ufficialmente.Creiamo una banca dati delle disponibilità; esistono decine di società di ingegneria in europa che non hanno alcuna voglia di stare dietro a gare medio-piccole.ma se fai tutto e se dimostri di esssere una persona affidabile, ci stanno.
E risolviamo il problema dei requisiti economico-finanziari.certo sulle nostre spalle m a lo risolviamo.Si allarga enormemente la partecipazione.
2)Acquisiscano gli ordini in tutta Italia la disponibilità di colleghi a far parte di giurie di concorsi. Si faccia un elenco di professionisti che operino da un sufficiente numero di anni in determinati settori. .All'interno di questo si scelgano di volta in volta le rose di candidati per la formazione delle giurie e vengano rese pubbliche.3) pubblici devono essere i nominativi di coloro che vengono scelti ed l loro curricula e le motivazioni che hanno determinato quelle scelte..4)Vigga il principio di rotazione..Se sono stato indicato in un concorso non posso partecipare come giurato al successivo etc.
4) Chel'esame dei i progetti conconcorrenti preveda almeno n.2 sedute pubbliche.E sia data ai progettisti la facoltà di illustrare le proprie proposte.
Qualora si venga accusati di reati di corruzione, concussione, turbativa d'asta o falso ideologico scatti automatica la sospensione cautelativa dal rispettivo Ordine professionale:una interdizion ad operare con la Pubblica Amministrazione .D'ufficio.Se sarò stato vittima di un errore(può capitare) farò causa allo stato per il risarcimento dei danni. Mancato guadagno e danni di immagine.Se sarò giudicato colpevole nel frattempo non potrò fare danni ulteriori.Sia applicata la interdizione dai pubblici uffici.per tutti in caso di colpevolezza.Si costituiscano parte civile i concorrenti che ritengano di essere stati lesi da comportamenti illeggittimi.. certo è dura lex ma credo che chi opera in tutta onestà non abbia nulla da temere.Difronte ad una denuncia che non trovi riscontri credo che la magistratura non si muova mai.Sia fatto salvo l'insidacabile giudizio delle Commissioni ma siano chiare le procedure.
lo diceva Lincon: Fredom is not free.la libertà non è gratis.

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Commento 6683 di renzo marrucci del 05/01/2009


Il mio articolo non chiude proprio nulla caro Giusti. Semmai apre o se vuoi estende, ma non chiude proprio nulla. La redazione decide e mi pare normale. Ma lei può continuare a discrezione insieme a tutti coloro che lo ritengono... Ci mancherebbe altro!
Una riflessione però devo farla... Vede, l'importante è avere capito e poi riflettere perchè la vita continua e bisogna fare tesoro per maturare quale atteggiamento oggi sarebbe necessario, siamo noi che facciamo la società. Per quanto mi riguarda cerco di dare il mio contributo e alcune cose le ho messe su - orenz Wikio - e esprimono la mia idea di architettura e di città e il mio pensiero. Sarebbe bello che la mia Toscana andasse avanti e non si incrostasse così come è oggi... E' una speranza che è nel cuore di tanti ma manca il coraggio delle idee.
Da quello che ho capito io il caso C. è ora nelle mani della giustizia italiana e con il cuore sospeso mi auguro che abbiano la forza di andare a vanti. Di più non possono le mie buone speranze e continuo nella mia idea ormai consapevole. Ma lei può capire e mutare il suo stato d'animo e fare parte di quelli che possono avere una giustizia più moderna ed efficiente, una scuola moderna ed efficiente e via di seguito... Senza fuochi fatui... O adagiarsi, dopo l'indignazione, come fa la maggioranza degli italiani...

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Commento 6675 di andrea pirisi del 04/01/2009


Dopo aver letto delle vicende giudiziarie dell’Architetto Casamonti e tutti i commenti pubblicati mi chiedo, e chiedo se qualcuno è in grado di rispondermi, quale ruolo abbia l’architettura nella nostra società. Mi sembra di capire, e forse l’ultima biennale ne è un esempio evidente, che sia stata relegata al ruolo di arte cosmetica. Cioè le famose archistar di cui tanto si parla sono in effetti dei visagisti urbani, a volte addirittura dei chirurghi estetici del paesaggio. Ma i risultati sono davvero sempre migliorativi? Cioè è corretto dire che chi è un bravo truccatore ha il diritto/dovere d’intervenire per garantire una qualità che altrimenti nessuno sarebbe in grado di dare? Quindi se è così allora si faccia una votazione, si eleggano “a furor di popolo” i migliori architetti e gli si dia la possibilità di fare quello che vogliono dove meglio credono per salvare la terra da un imbruttimento e un invecchiamento che diventerebbe deleterio. Un tocco di rossetto o un’incisione per risollevare le borse sotto gli occhi delle città.... Perchè se il proclamarsi paladini della vera architettura, quella universalmente riconosciuta come tale (?) dà automaticamente il diritto di porsi come salvatori e quindi d’intervenire per evitare il decadimento urbano (a discapito di tutti gli altri “architetto minori”), allora bisogna prima di tutto capire chi può dare questo ruolo, all’Architetto Casamonti e a molti altri, e chi sopratutto può toglierlo. Sempre che l’architettura sia effettivamente solo un fatto di estetica del paesaggio o cosmesi ubana....

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Commento 6673 di Renzo marrucci del 04/01/2009


Tanti auguri a C. e che dopo aver capito... possa fare la migliore archi tettura del mondo se davvero ci tiene. Gli esami non finiscono mai e gli auguriamo che anche perseguendo un modo "normale" gli sia possibile... E concentrando tutte le sue energie a migliorare la sua architettura perchè in fin dei conti l'aspirazione all'architettura consiste proprio nell'aspirare ad un mondo migliore per se a gli altri...
Tanti auguri infine alla magistratura fiorentina nella speranza che possa operare libera e serena nell'interesse di tutti.

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Commento 6676 di tancredi giuseppe del 04/01/2009


Il silenzio delle rappresentanze professionali è il silenzio degli innocenti?ISe è così lo interrompano : scrivano , non continuino a sottrarsi.Rischiano con tale comportamento di ingenerare dubbi ed incertezze gravi..Noi apparteniamo, a quella massa che partecipa ai concorsi; se non esistessimo i più bravi non potrebbero vincere e le rappresenrtanze professionali non avrebbero ragione di esistere.In fondo siamo noi che paghiamo le sedi dove voi lavorate, il personale, ed anche le bollette; sono nostre le focopiatrici, gl arredi, e le suppellettili.Orsù, profferite verbo.Nessuno vi chiede di prendere provvedimenti avventati nè di istituire processi sommari, per carità! Noi comprendiamo.Tutto. Vi chiediamo di aprire sul tema un dibattito serio senza alcun riferimento al collega in momentanea difficoltà.Anzi cancelliamo il suo nome..Vi occupate ancora di tutela della professione? Vi occupate di qualità dell'archittettura? Vi occupate di Concorsi?Vi occupate di trasformazioni urbane ?il momento è difficile: parliamone.
In mancanza saremo costretti a proporre,per prima ,una moratoria dei concorsi.Una sospensione in massa dalla partecipazione.Cappuccetto rosso non attraversa più il bosco se teme di incontrare ancora il lupo.Sarebbe da deficienti.Ma qualcuno deve dirci che il lupo non esiste, che è tutto favola, che il bosco non è losco.Altrimenti ci arrabbiamo.

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Commento 6677 di Renzo marrucci del 04/01/2009


Tancredi Giuseppe invita a prendere posizione chi posizione non vuole prendere... Come andrà a finire? E poi quale posizione ci sarebbe da prendere? L'imbarazzo è totale...E che possono fare questi Ordini? Sono in mezzo al bailamme della società italiana con il bene placido di tutti gli iscritti quelli che votano che sono pochi e quelli che non votano e che sono troppi... Che pretendere da istituzioni così, cosa è possibile chiedere oltre ad un certificato di iscrizione? Lo abbiamo voluto così e se non lo sappiamo reinventare idoneo alla sociatà che viviamo, sulle problematiche che emergono che volete? Paghiamo gli affitti contro voglia e non abbiamo fiducia in queste rappresentanze che però eleggono e vanno a Roma se ci vanno oppure no! Chi ci và decide e poi tutti zitti a casa o a studio dentro ai propri pensieri e dormienti per ciò che riguarda il bene comune. Che devono fare? Siccome si pagano più di trecento euro all'anno si ha diritto di reclamare? Lo domando anche a me stesso!
Se poi qualcuno più furbo di altri naviga nel sistema sociale e politico e qualche cosa riesce a muoverlo in questo contesto schifoso che non si è creato da solo... Bisogna dargli addosso? Capisco che la voglia possa prendere in molti…Con la magistratura che abbiamo in Italia, ormai lo dicono tutti indistintamente… Che non vuole modifiche e che si sente onnipotente nel giudizio anche quando trita le persone fine fine…Facciamo fatica a migliorare e con tutte le amministrazioni che abbiamo che, Sindaci in testa, corrono a chiamare le stars per farsi la pubbicità e guadagnare voti... Tancredi non avrebbe torto… Ma se ci pensi bene... E' un bel casino ! In questa Italia dormiente, per nulla sveglia, sarebbe necessario e indispensabile fare qualche cosa e cominciare a parlarne per avere più civiltà in questo nostro... diciamolo come quelli che parlano bene : poco ortodosso contesto italico... Navigando tra le sonnolenti balle prodiane ...E le battute che non fanno ridere del premier che abbiamo.

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Commento 6678 di alessandro d'elia del 04/01/2009


Concordo pienamente sulla moratoria. E in più ho una idea: mentre pratichiamo l'astinenza che ha anche valenze ambientali rilevanti (pensate al consumo di carta , toner, co2 per le spedizioni, etc)possiamo organizzare scommesse; mi spiego.Alla moratoria ci saranno taluni che non aderiranno e andranno a concorrere di qui e di là.E' giusto.Su quelli scommetteremo; al modico costo di un euro a puntata potremo giocare, come all'ippodromo: Vincente, piazzato,accoppiata.per ogni concorso.Si raccoglieranno le puntate a mezzo internet.Ci sarà un monte premi e si dividerà per i vincitori., naturalmente pagando le tasse del caso ed acquisendo le dovute autorizzazioni.Basterà una D.I.A?non so.....Certo l'anonimato è un problema.Dovrebbero abolirlo. ma crea suspence.Potremmo giocare in 50mila la cosa diverrebbe interessante.Senza contare i familiari, i collaboratori, i conoscenti.Il gioco potrebbe prendere piede.
ma non è finita qui.Una volta all'anno potrebbe tenersi una lotteria.Occorre però un cncorso ad inviti importante.Ad ogni concorrente viene abbinato un biglietto elettronico numerato.Non sottovalutate l'idea.Darebbe a molti la possibilità di vincere............ In bocca al Lupo!

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Commento 6679 di renzo del 04/01/2009


Sono d'accordo con chi ha scritto.
Per fare un concorso -gara ci vogliono mesi di lavoro ( o no?) solo per fare i doc. Scoprire che erano al lavoro per truccarli mentre tu di notte facevi i disegnetti miserabili o bellissimi, è sapere scoprire che ti hanno preso un pezzo di vita. Un pezzo della tua vita che conta.
Per questo siamo arrabbiati e vogliamo che paghino caro.
Non abbiamo pietà per questo, altro che smania di rivalsa e invidia. Che erano bolle si sapeva, basta guardare le loro riviste ediz. Sole24ore. Robaccia.
I progetti sono cose serie e per questo non li dobbiamo lasciare ai banditi. Ai figli dei potenti che vendono la loro incompetenza perchè nessuno ci fa caso.
Sui progetti un Paese costurisce il suo futuro e sulla intelligenza degli uomini che li redigono scommette.
Pfui.
Questo sito è il solo che ospita un franco dibattito, tutto il resto tace e tra poco nuovo giro. Ognuno al suo posto di comando, Gandi avvocati la lavoro, esagerati questi giudici. Amore per il bello, non è una colpa.
Evviva questo sito coraggioso che chissà se resisterà.
Intanto nei gg scorsi hanno reso noto l'esito del concorso degli Innocenti di Firenze (!). Guardate chi ha vinto. E capite che tristezza. Mentre era in corso l'inchiesta questi sfrontati chiudevano un altro patto.
Grazie Vito ma devi mandare al tuo Sirica un messaggio breve. Tu puoi. Sai quale.
Intanto: denunciamoli

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Commento 6672 di carlo tagli del 04/01/2009


Certo che chi predica bene razzola male eh?
Qualcuno ha divulgano illegalmente un documento e voi ne fate uso per fare notizia e attrarre lettori???... avete pubblicato conversazioni telefoniche coperte da segreto istruttorio... quindi indirettamente anche voi state facendo un atto illegale... "ah si ma e' stato qualcun altro..." bella giustificazione. E' la solita storia all'italiana, falsi puritani; e fate tante prediche a chi ha detto: "eh, ma il sistema e' cosi', o ti ci butti dentro, o non lavori..." hai voglia a biasimarli...
I giornalisti in questa vicenda hanno agito disonestamente (come molte volte del resto, nel loro modo di far notizia..)... quindi qui non c'e' solo un architetto "disonesto"...
E spero che questo mio commento venga pubblicato, dato che l'ultimo che ho inviato e' stato opportunamente omesso...

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4/1/2009 - Sandro Lazier risponde a carlo tagli

Caro Tagli, vedo che proprio non riesce a uscire dalla logica degli affari e delle convenienze. Ma purtroppo con noi non funziona perché non abbiamo niente da vendere.
Abbiamo pubblicato il riferimento alle intercettazioni perché dai commenti era nato qualche dubbio sulla loro effettiva autenticità.
Mi hanno insegnato che una società laica sa distinguere i reati dai peccati. Per i primi c’è la legge. Per i secondi la coscienza. In questo caso noi ci occupiamo di peccati. Veda un po' lei qual'è il più grosso e se ha capito di cosa sta parlando.
Infine, non ho pubblicato il suo penultimo commento per un senso di sincera ed umana indulgenza. Lasci agli avvocati la difesa professionale del suo patrocinatore ed eviti di fare un’arringa scontata che ha come unico proposito l’indulgenza, come nel suo caso, del giudizio.

 

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Commento 6668 di senza nome del 03/01/2009


La Repubblica Firenze. Revocati ieri arresti domic a Marco che può tornare al lavoro stamattina nel suo studio.
L'avv commenta la grave ingiustizia subita e gioisce per la felice conclusione della vicenda.
Nessuno potrà più fermare la battaglia per la bellezza ovvero la continua ostinata ricerca per una architettura di qualità che solo pochi possono garantire.

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Commento 6667 di renzo marrucci del 03/01/2009


Molto interessante la titubanza di Vito Corte, ma se poi sceglie di parlare come a teatro... per non confondere le parti che poi allora non sono solo tre ma ben oltre...a ben vedere e cioè oltre a quella di Professor, di Presidente di un Ordine e poi di Architetto ci sarà, immagino, anche quella di Capofamiglia? Oppure Single...Oppure Cittadino o anche qualche altra ... Si sa, si scrive quello che si scrive ma poi a volte si rilegge e si controlla ... Ora, si fa per dire ovviamente ma comunicare in triplice posizione è davvero un bell'esercizio. Scrivere dai tasti poi non è poi come parlar tra i denti cioè il massimo della spontaneità… Ora mi perdoni Gentile collega, parlo all'architetto naturalmente per semplicità per dire che Casamonti non rappresenta solo quello che si potrebbe immaginare e che si immagina ma... Anche l'arretratezza e il degrado di una società che non si è saputa evolvere sul piano morale... Culturale e in molte delle sue istituzioni... E che trascina con sé giovani e meno giovani proprio sui tre versanti in cui Lei si scambia. E sempre con tanta comprensione... Se ha voglia naturalmente… Visto che lei rappresenta un Ordine e come dice lei stesso avrebbe un piede nell’università e un altro nella professione… e non volendo essere indiscreto mi permetta di rivolgerle una domanda : Quale delle tre parti, diciamo cosi per dire… La attrae di meno? Visto che la Sicilia è una bellissima regione piena di sole di questo nostro simpatico paese. Per le altre posizioni la lascio crogiolare tranquillamente... Se lo desidera...
Un cordiale saluto.


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Commento 6665 di ennio caramuccini del 03/01/2009


Bravo, sei uno coraggioso Vito. Tu sai di sicuro lo schifo di queste gare da illusionisti, ci sono tutti i Tanzi che vendono progetti truffa oramai in ogni prov del Paese. E tutti sappiamo che questi imbrogli ci umiliano. Ammazzano il nostro tempo- in primis.
Per fare un concorso -gara ci vogliono mesi di lavoro ( o no?) solo per fare i doc. Scoprire che erano al lavoro per truccarli mentre tu di notte facevi i disegnetti miserabili o bellissimi, è sapere scoprire che ti hanno preso un pezzo di vita. Un pezzo della tua vita che conta.
Per questo siamo arrabbiati e vogliamo che paghino caro.
Non abbiamo pietà per questo, altro che smania di rivalsa e invidia. Che erano bolle si sapeva, basta guardare le loro riviste ediz. Sole24ore. Robaccia.
I progetti sono cose serie e per questo non li dobbiamo lasciare ai banditi. Ai figli dei potenti che vendono la loro incompetenza perchè nessuno ci fa caso.
Sui progetti un Paese costurisce il suo futuro e sulla intelligenza degli uomini che li redigono scommette.
Pfui.
Questo sito è il solo che ospita un franco dibattito, tutto il resto tace e tra poco nuovo giro. Ognuno al suo posto di comando, Gandi avvocati la lavoro, esagerati questi giudici. Amore per il bello, non è una colpa.
Evviva questo sito coraggioso che chissà se resisterà.
Intanto nei gg scorsi hanno reso noto l'esito del concorso degli Innocenti di Firenze (!). Guardate chi ha vinto. E capite che tristezza. Mentre era in corso l'inchiesta questi sfrontati chiudevano un altro patto.
Grazie Vito ma devi mandare al tuo Sirica un messaggio breve. Tu puoi. Sai quale.
Intanto: denunciamoli.

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Commento 6651 di christofer giusti del 02/01/2009


Sig. Marrucci,
tante, tante ,tante, tante parole per non dire un accidente!
Il suo duro lavoro è anche il mio,
la sua passione è anche la mia.
Il doversi invischiare con la politica, che dal canto suo invischia e pare essere matrice e ragione unica di ogni cosa in sto paese, mi fa ribrezzo,
la sola idea di diventare star, mi deprime.
Il mio è sarcasmo, sia verso Casamonti, sia verso coloro che dicono opportunisticamente, come Maurizio De caro, che certi sistemi si cambiano standoci ben bene dentro, da star.
A dispetto dei toni, il mio non è sfogo irrazionale, ma pungolo, testimonianza, rincaro, idealistica voglia di un sistema un pò più sano e schietto.
E quindi non perchè io ce l'abbia con Casamonti, con Femia, con Segantini, con Pellegrini, non perchè la loro crocefissione leniscca o ripaghi dela mia supposta frustrazione.
Se c'è frustrazione da parte mia, questa dipende proprio dal fatto che il mio duro lavoro, così come immagino il suo e di tanti altri, troppo spesso, viene avvilito dalle pratiche di questi sistemi, che si servono della voglia di diventare "star" di troppi professionisti.
la mia testimonianza relativa al cocorso Anas 2005-2006, è indicativa di vari aspetti, non ha la funzione di rincarare la dose su Marco Casamonti.
Certo, Il Casamonti si è trovato assai bene in questo ruolo di pallone gonfiato, ma la vicenda fa riflettere sulla vaquità dei concorsi, sulla loro ragione troppo spesso priva di un reale e concreto fondamento.
Sono essi occasioni reali per i progettisti di poter offrire la loro etica prestazione professionale, il loro "duro lavoro", o sono essi solo teatrini ipocriti dove le lobbies (politiche, accademiche,imprenditoriali) si spartiscono le sempre lamentate "esigue" risorse?
e, signoi Marucci, volendo fare architettura, se non attraverso concosi e gare, mi dice lei come si può lavorare, sia pure duramente, in ambito pubblico?



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Commento 6661 di vito corte del 02/01/2009


In appedice a quanto già scritto prima, una riflessione per la Redazione di AntHesi: siete sicuri che si poteva pubblicare il provvedimeno giudiziario di Custodia Cautelare?

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2/1/2009 - Sandro Lazier risponde a vito corte

Noi non abbiamo pubblicato l'ordinanza. Ne abbiamo segnalato la presenza su un altro portale. Detto questo, se vuole fare riferimento al segreto istruttorio al quale il documento dovrebbe essere soggetto, personalmente ritengo che la rilevanza dei fatti - incostestabili - sia tale che non esserne a conoscenza sia colpa ben più grave e dannosa.

 

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Commento 6660 di vito corte del 02/01/2009


Da giorni rimugino su questo fatto e mi chiedo CHE fare, CHE dire, COME dire.
La triplice questione dubitativa riguarda esclusivamente il mio triplice essere architetto, oggi, in Italia. Ovvero: fare e dire qualcosa da architetto professionista che sopravvive esclusivamente del suo appassionato e ingrato lavoro? Fare e dire qualcosa da presidente di un Ordine che, da anni, cerca di lavorare bene per i colleghi e contro lobbies e potentati, contro tutti i tipi di mafia? Fare e dire qualcosa da stagionato professore a contratto in una Università che non ti vuole, mentre invece ti reclamano gli studenti (perchè fanno il confronto)?
Boh, non so bene cosa uscirà da questo discorso: non l'ho preparato prima di farlo uscire dai tasti del PC. Vedremo alla fine se sarà utile. In ogni caso sono convinto che sia opportuno.
L'opportunità discende dalla visibilità, dalla credibilità e dalla coerenza con cui si è cercato, finora, di compendiare queste tre componenti dell'essere architetto, oggi, in Italia.
Potrei dire "lo sapevo che prima o poi sarebbe finita così". E in un eccesso di grilloparlantismo ricordare che proprio lo scorso 26 novembre, unico Ordine professionale fino a questo momento, abbiamo promosso a Trapani la presentazione scomodissima del libro di Nino Amadore "la zona grigia: professionisti a servizio della mafia". Scomodissima perchè, insieme con medici, notai, avvocati, commercialisti e ingegneri, noi architetti siamo chiamati in causa visto che molteplici atti giudiziari provano il fatto che nell'esercizio professionale molti di noi fiancheggiano la criminalità organizzata. Scomodissima discussione ospitata da un Ordine perchè il libro si chiede come mai le risposte istituzionali degli organismi di rappresentanza, ovvero gli Ordini, sono finora state molto blande e protezionistiche.
Da quell'occasione è scaturita una delibera del mio Consiglio che prevede un correttivo alle vigenti norme deontologiche: il collega appena raggiunto da avviso di garanzia sarà sottoposto a verifica disciplinare. Altro che sentenza definitiva o arresto, così come finora è normato! E' un piccolo segnale, ma è un segnale insieme ad altri. Altri segnali sono quelli di costituire e fare funzionare un'Associazione Antiracket, oppure un Tavolo con gli organi inquirenti e di repressione per il controllo del lavoro nero e la sicurezza e anche per vigilare sulla tracciabilità dei finanziamenti pubblici.
In questi anni di attività rivolta verso tali direzioni abbiamo tuttavia registrato incomprensioni da parte degli stessi professionisti ("ma come, l'Ordine non dovrebbe difenderci, e invece ci persegue?") , atteggiamenti di sufficienza da parte di istituzioni ed organi periferici locali, che fanno resistenze ed ostracismi: i Comuni, gli Uffici, i funzionari pubblici.
L'Università. Quando mai da questa istituzione è venuta, in tempi recenti, una seria ed effettiva collaborazione con le componenti attive e produttive del sapere e del fare architettonico in Italia? Gli arroccamenti su posizioni di incontrovertibile e anacronistico vantaggio di una oligarchia che gestisce con feudale autonomia le prospettive di sviluppo di un intero Paese sono solo scalfite dai piccoli scandali che qua e là punteggiano gli atenei.
Di fatto la medesima conduzione del Principio dell'Accomodamento ha albergato (con grandi profitti concentrati su pochi) in quasi tutti gli organismi di gestione di potere: politico, economico, culturale, elettorale. Il Politicante italiano diventa un Replicante delle italiche virtù dell'arrangiarsi creativo applicate ai diversi campi: e di solito arrangiarsi in Italia vuol dire farsi furbi, organizzarsi, galleggiare sulle spalle di altri.
Eppure proprio noi architetti avremmo molte più capacità di altri nel trovare adeguati spazi di gratificazione professionale: la nostra formazione stessa ci rende più duttili nell'adeguarsi alle domande del mercato, più intuitivi nel cogliere aspettative degli interlocutori, più abili nel dare forma compiuta a molteplicità di desideri e speranze.
Ma a quanti, in realtà, questa nostra italietta ricucciana offre la possibilità di applicare, sperimentare, esercitare il Mestiere dell'Architetto? Per intenderci, quel mestiere che ci fa battere il cuore quando riempiamo il foglio bianco o vediamo tirare su il primo muro? Mi dispiace per Casamonti e per i suoi amici: auguro loro di poter dimostrare che le cose che li riguardano non stanno così come le abbiamo lette sui giornali.
Mi dispiace pure che per scoperchiare questo pentolone messo a bollire dall'Alta Cucina dell'Intelleghenzia Politichese Italiana sia stato necessario trarre in arresto delle persone.
Però, e scusatemi per il machiavellismo, potrei anche essere grato a queste persone se da questa triste vicenda potrà finalmente partire un profondo, radicale, sostanziale, partecipato e condiviso processo di riforma di tutto quanto ha a che fare con l'università, i lavori pubblici

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39 COMMENTI relativi a questo articolo

Commento 6655 di Giulio silvio romano del 02/01/2009


mandate il link di questo forum a Sirica- che si renda conto che non può tacere- se non fa qualcosa è un fatto serio e preoccupante.
Ma si rende conto di cosa è accaduto?
Omissione di atti d'ufficio?
Ci dicono come fanno le nomine nelle commissioni di fare e concorsi?
Sorteggi su rose ampie e trasparenti ? Noooooooo !Designazioni dirette! A second di come conviene? Vi sorprenderebbe?

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