Giornale di Critica dell'Architettura

1 commenti di Bela Lugosi

Commento 10820 del 17/11/2011
relativo all'articolo Sopprimere le Commissioni edilizie
di Sandro Lazier


Io pratico in svizzera e mi sono imbattuto in una vostra commissione in un caso di consulenza ad un conoscente.

Noto un paio di cose:

1. Le decisioni prese e le relative spiegazioni non sono neanche lontanamente razionali ma completamente soggettive, ridicole. Smontare le loro controtesi è un esercizio elementare e divertente, la tentazione di infierire anche pesantemente contro chi le ha esposte è irrefrenabile, ma vista la loro insindacabile onnipotenza è consigliabile valutare bene le strategie per non
compromettere definitivamente ogni futura possibilità.

2. Le commissioni suppliscono un carente sistema di diritto edile e tutelerebbero, di fatto, da una carenza professionale di chi progetta. Il problema è che se il progettista è scarso, le commissioni sono a loro volta formate e supervisionate dalla medesima scadente figura professionale: il geometra.

3. Nel mio paese il geometra è un ingegnere laureato in topografia, che si occupa esclusivamente di misurazioni geomatiche. Quando mi hanno spiegato quale mestiere svolge il geometra in italia, ebbene non capivo. Tra le sue competenze, per cui è formato, nessuna è pertinente alla progettazione, ne alla costruzione, ne alla gestione di un progetto. Quindi il geometra è, in architettura, una figura aliena, che in italia è comunque abilitato a progettare e anche a legiferare su questioni di teoria. Anzi, in Italia detiene il controllo dell'edilizia assieme ai costruttori e i promotori immobiliari.

4. Alcuni geometra italiani operano anche nel mio paese, ma sono attivi quasi esclusivamente nelle imprese di costruzione, con mansioni molto variate e spesso imprecisate: fanno un po di tutto e non lo fanno tanto bene.

Per concludere il mio punto di vista, io penso che le commissioni siano un inaccettabile abuso di potere, dal momento che limitano i diritti di certi (!!!) cittadini senza averne competenza e senza che ve ne sia un tangibile risultato qualitativo per la collettività. Il loro scopo può solo essere quello di esercitare potere economico e politico, di tutelare e perpetuare la loro casta professionale di geometra altrimenti destinata a morire.

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