Giornale di Critica dell'Architettura

1 commenti di Davide Sacconi

Commento 566 del 29/12/2003
relativo all'articolo Un'americanata a Venezia
di Mariopaolo Fadda


Esco un po' stordito dalla lettura degli 11 commenti in 12 pagine di stampato. Forse si potrebbero evitare "de filippi-che" di tal lunghezza per permettere anche a "minus-dotati" come me di seguire un dibattito peraltro interessante. Vorrei quindi essere sintetico e aggiungere solo un paio di cosette.

Mi pare che nessuno abbia sottolineato adeguamente un punto che secondo me è fondamentale: la Fenice era quel gioiello che era principalmente per il sistema decorativo. Questa era la sua peculiarità che la rendeva un'opera d'arte unica. O mi sbaglio? Ed è questo lo scandalo! Non si tratta di ricostruire il campanile di San Marco, che è un simbolo in quanto architettura, in quanto presenza ineliminabile nello spazio della piazza, se non a prezzo di stravolgerne il carattere. Qui si tratta di ricopiare un'opera d'arte. E se va in fiamme, che ne so, una bella tela del Caravaggio, che facciamo? Ma si, se la cornice è rimasta si può sempre fare una bella stampa da una foto in esacromia.....
Se poi invece si tratta di ricostruire un teatro rispettando una determinata tipologia tipica, rispettando la funzione, il valore, l'importanza di quella localizzazione del tatro nell'ambito della città di Venezia...etc, allora nulla vieta che le balconate possano essere in acciaio e vetro o perche no nel tanto vituperato titanio....

Aggiungo solo un'ultima nota: non è proprio possibile scrivere su una webzine di critica su un argomento dicendo chissene sbatte di questo argomento. Delle cose di cui non si può dire è necessario tacere.....

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