Giornale di Critica dell'Architettura

3 commenti di Francesca Mosca

Commento 7031 del 05/04/2009
relativo all'articolo Berlusconi e il Piano Casa per chi ce l’ha già
di Teresa Cannarozzo


Condivido in toto le considerazioni della Cannarozzo,
e mi sale una rabbia mostruosa quando vedo alla tv i soliti politici nei soliti salotti che cercano di convincere gli "italiani"sulla bontà e sull'urgenza improcastinabile di tale Piano Casa.Ma la cosa che più mi addolora è che il 44%degli italiani ci crede.Forse che gli asini volano?Sembrerebbe di sì.

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Commento 1512 del 22/12/2006
relativo all'articolo L'imprevedibile sublime del Cimitero monume
di Leandro Janni


A proposito di sublime e di cimiteri.

E' sempre stato molto difficile,controverso ed indefinibile stabilire effettivamente cos'è il concetto di sublime. Senza tanto attingere alle varie scuole di pensiero, io ho sempre pensato che il "sublime"è qualcosa che portiamo dentro: è un sentimento, è un'emozione, è una sensazione ineffabile che, falsamente sopita, si risveglia all'improvviso. Questa anomala, ma benefica"ubbriacatura"a me succede quando visito, percorro luoghi, vie della mia adorata Palermo. Il cimitero dei Vespri, per esempio, lo cito spesso a coloro i quali non hanno un buon rapporto con questo luogo, per una specie di iniziazione verso uno spazio molto speciale, soprattutto in una bella giornata di sole. E' tutto da scoprire, non voglio anticipare niente.

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Commento 1508 del 17/12/2006
relativo all'articolo Ricordo di Pasquale Culotta
di Teresa Cannarozzo


Per me ,Pasquale Culotta è stato come buon padre che aiuta i primi passi incerti del proprio figliolo.Mi rivedo al mio primo anno di architettura ,impaurita,incerta,incapace di potere tracciare una sola linea.Avevo la maturità classica e di disegno non ne masticavo affatto.Quell'anno,era il 1974,c'era la Sezione di approccio alla progettazione ed il professore Culotta insegnava Disegno e Rilievo ed il tema da portare avanti era Lettura di Piazza San Domenico.Io,allora non capivo granchè e mi ricordo ,ancora oggi,gli sforzi che faceva Culotta quando doveva spiegare le sezioni,perchè il gruppo di studenti che provenivano dal classico era molto nutrito.Con noi ,lui era sempre molto paziente e non ci mortificava mai.Così come è ancora nitido il ricordo dell'ultimo esame che ho sostenuto con lui:era la mia quinta composizione architettonica,ma per lui era la prima come docente.Una composizione fuori dagli schemi classici infatti era solo teorica e si basava sullo studio di un paese a lui molto caro:Gratteri.Ho un ottimo ricordo di quell'esame che superai brillantemente,anche perchè,in quella sede lodò molto la mia preparazione,anzi mi indicò,rivolgendosi verso tutti gli altri componenti della commissione,come un esmpio da seguire.Dopo la laurea,lo ncontrai alcune volte in occasioni diverse,ma non si era scordato di me.Neanch'io l'ho mai dimenticato e sono profondamente addolorata per la sua scomparsa improvvisa.

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