Giornale di Critica dell'Architettura

1 commenti di Franz Falanga

Commento 218 del 18/10/2002
relativo all'articolo Sette invarianti? Forse nessuna.
di Sandro Lazier


Ho letto con attenzione l’articolo di Sandro Lazier “Sette invarianti? Forse nessuna…” e concordo pienamente con quanto vi è stato espresso. Ma non è per inviare un entusiastico messaggio di adesione culturale a Lazier che ho scritto queste mie mini riflessioni. Sono stato stimolato dalla frase:
“……….saluti a tutti, anche ai pecoroni che avranno sempre bisogno di seguire un pastore, si chiami Bruno Zevi o LeCorbusier poco importa, si sa per loro l'importante e' seguire e non rimanere soli...” (Commento di enricogbotta.com)

Questo saluto mi ha fatto ricordare un fatto che mi permetto di sottoporre alla vostra attenzione. Molti anni fa, viveva in America uno scrittore di origini africane. Fisicamente non era esattamente un Adone, era abbastanza bruttino. Un giorno scrisse un bel libro che già nel suo titolo aveva una bella e simpatica impennata. Il libro si chiamava “Mio padre doveva essere bellissimo”.
Beh! Io, Franz, sono contentissimo di avere molti padri bellissimi, e non per questo mi sento né pecorone né solo. I pecoroni, a mio modestissimo avviso, appartengono a ben altre categorie. Non certamente alle persone che hanno contezza di dove vengono e speranza/contezza di dove vanno.
Due annotazioni ancora:
1) giustissimo Lazier, il linguaggio non sono le parole ma le frasi.
2) complimenti al webmaster di antithesi, il sito si naviga a velocità sorprendente.
Parecchi saluti a tutti.
Franz Falanga

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