Giornale di Critica dell'Architettura

3 commenti di Furio Barzon

Commento 349 del 22/05/2003
relativo all'articolo Critica e web: le proposte di Luigi Centola
di la Redazione


una spinta improvvisa sulle spalle e mi ritrovo buttato in mezzo ad un palco anonimo con un cinico riflettore spot puntato addosso con un pubblico che accecato non vedo ma che sento attento insomma si aspettano che dica qualcosa cosa dico preferirei stare in silenzio non solo per timidezza ma alla fine mi siedo su una sedia di scena dico che non sono un attore e che racconterò solo la mia storia inizio a dire che sono quattro anni che pago per lavorare che quotidianamente non faccio altro che fornire informazioni gratuite sulle nuove frontiere dell'architettura e il tutto via internet mezzo costosissimo altrochè no e che ho iniziato tutto questo perchè non avrei saputo che forma dare alle mie architetture troppe mode modalità possibili e che dovevo sistematizzare quello che avevo davanti la rivoluzione tumultuosa e lo ho fatto per me prima che per gli altri un motore di ricerca che ho chiamato Minotauro perchè è il labirinto o meglio la jungla che voglio mappare ma poi all'improvviso penso no non avrei dovuto incominciare da questo dovevo subito ringraziare Centola per la sua ultima mail che mi dice mi farebbe piacere potessi essere tu l'organizzatore della prima edizione del premio un premio per la critica con pezzi pubblicati online ma la critica come faccio a dirgli Luigi ma dai la critica tradizionale non serve più era che prima di Koolhaas che prima di Superstudio che prima degli Smithson gli architetti non osavano scrivere ma forse invece sì perchè c'era pure il Corbu ed Alberti ma anche Vitruvio insomma dai la critica sono cose belle da leggere quella che ci manca oggi è una storia una matrice programmatica sulla quale appoggiarsi io ho appena scritto una matrice ma Saggio l'ha voluta chiamare Carta di Zurigo e lui è il nostro maestro insieme a Luigi Prestinenza Puglisi che altrettanto Saggio è ed ha scritto due libri ed adesso sta scrivendo un terzo che forse nell'insieme sono la matrice che cercavamo sono loro i maestri critici italiani ripeto che in rete ci stanno già ampiamente insomma no un premio non serve oddio c'è la gente sugli spalti lì al buio che mi sente avrei voglia di invitarli qui a parlare dai saltate su parliamo di altro che in fondo di architettura non si può parlare direttamente organizziamo un'altra passeggiata dai Stalker saltate su qui venite a raccontare delle vostre passeggiate architettoniche Nicole dove siete faccio dieci secondi di silenzio penso che devo dire qualcosa su quello che sto per organizzare ma che forse oramai la sala sarà vuota ed io la cosa più importante ancora non la ho detta insomma scrivo qui perchè l'atteggiamento di Ferrara che continuo a stimare tanto non ti ho più scritto perchè ero in trasformazione diamine Paolo! l'atteggiamento dicevo mi è sembrato costruttivo e l'intervento di Luigi pure allora eccomi qui a proporre una cosa grossa che avevo in mente da tempo dai forza facciamo un consorzio Marco mi ha detto che non la ritiene una idea vaga che chiameremo CONSORZIO INDIPENDENTE PER L'ARCHITETTURA ma anche il nome lo discutiamo ma sarebbe una struttura aperta che organizza delle cose e che può far sentire compatta l'onda breve che arriva da internet e che dai lo vediamo tutti ha una marcia in più una strana sensazione che non ci sia nessuno in sala ma fino dall'inizio e non mi interessa continuo a dire la mia come se le mie parole potessero rimanere nell'aria a ciclo continuo forse sono dentro ad un sogno ma la luce spot non si è mossa un attimo allora decido che dico cosa farò io e cioè che mi allontanerò dall'idea della webzine del portale del sito che fa informazione che dà indirizzi orizzonti che in qualche modo guida la ricerca del nuovo e che ho voglia di concentrarmi sulla creazione di servizi innovativi di diventare collettivo di riferimento collaboratorio per quanto concerne la ricerca sulle nuove tecnologie costruttive quelle di Bilbao sui nuovi materiali sui nuovi sistemi collaborativi per il fare progettuale tridimensionale altro che autocad light e promuovere eventi occasioni di costruzione e lo facciamo tutti insieme che questa volta siamo pronti dopo anni di gavetta collettiva ma il consorzio ci può fare tutti partecipi zac
luce spenta
da solo al buio su un palcoscenico assurdo siete lì rispondete
Furio di COLLABORATORIO®, furio@architecture.it

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Commento 291 del 21/02/2003
relativo all'articolo Mobilità: il tempo in movimento
di Sandro Lazier


Caro Sandro, Caro Gianluigi, la Biennale di Architettura di Rotterdam aprirà il 7 Maggio 2003 e rimarrà aperta fino al 7 Giugno (come del resto segnalato in http://www.antithesi.info/images/foto/rotterdam/4/mob0.htm) e sarà sicuramente uno dei più importanti avvenimenti internazionali. Vi segnalo, anche per rassicurarvi, che non vi è stata nessuna apertura né inaugurazione, ma una semplice conferenza stampa per annunciare il tema.

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21/2/2003 - Sandro Lazier risponde

Il mio "rimprovero" non è rivolto al mondo del Web - che spesso ha poche risorse e non sempre può sostenere i costi di trasferte e viaggi - ma a quello più ricco e prestigioso dei media cartacei ai quali, pare, poco interessa ciò che sta fuori dalla bottega.

Commento 239 del 18/12/2002
relativo all'articolo Master Digitale
di Mara Dolce


Accetto con piacere l'invito di Sandro Lazier, che stimo per la forza e l'energia del suo pensiero, a cercare di spiegare a Mara Dolce che cosa sia l'architettura digitale. Messa così, nei due termini che compongono la magica formula "architettura digitale", la cosa appare immediatamente riduttiva e poco interessante: l'architettura è costruito, l'architettura è solida, si deve e si può toccare con le mani, l'architettura è firmitas. Così era e così sarà, però...
Intendiamo per "architettura digitale" ogni processo architettonico che in una sua fase, anche minorataria, si sia servito del computer. Anche una sola email spedita per commentare un progetto, da un architetto ad un altro coinvolti nella fase compositiva, inserisce una nuova possibilità, non solo prettamente comunicativa, che l'uomo non ha precedentemente avuto, e che ha per questo inevitabili, anche minime, ripercussioni sul progetto, assolutamente da non sottovalutare.

Tracciamo, invece, che forse è più utile e chiarificatore, una piccola e rapida mappa dei casi in cui il computer si inserisce prepotentemente nel processo architettonico:
BLOB
Le enormi potenzialità di calcolo dell'elelaboratore hanno progressivamente permesso il controllo matematico (ed ingegneristico!)di forme e volumi sempre più fluidi, complessi ed articolati, attraverso software che permettono navigazioni virtuali tridimensionali; credo, ahimè, che le forme blob siano di relativo interesse architettonico e che si prestino meglio alla creazione (badate bene: architettonica) della nuova dimensione ineunte del paesaggio virtuale di Internet 2.
BARRIERA BIOENERGETICA
Sono oramai diversi i casi in cui il controllo computerizzato degli scambi energetici della barriera che costituzionalmente ogni architettura pone, tra interno (artificiale) ed esterno (naturale, per modo di dire), ha dimostrato di essere una innovativa quanto effica soluzione. Il primo è stato Jean Nouvel con l'Istituto per il Mondo Arabo, ma ci sono tecnologie molto più sofisticate, tra cui la commercialissima Blue Energy di Permasteelisa.
HYPERSURFACE
Hypersuface è termine coniato da Marcos Novak (non a caso paladino del discusso Master in/arch). Significa fondamentalmente: sfondamento della massa muraria grazie alla sua trasformazione in profonda interfaccia di comunicazione. È una ricerca in atto, che in Italia trova la sua più elementare (e per questo meritevole di attenzione) espressione in Ranaulo e che a livello concettuale ha già coinvolto elette menti internazionali. La prima immagine significativa in tal senso è comparsa su un progetto di Rem Koolhaas, tuttavia.
NUOVE TECNOLOGIE COSTRUTTIVE
Senza un uso intensivo e sapiente del computer non si sarebbe mai riusciti a costruire il Guggenheim di Bilbao. Grandi aziende internazionali hanno sviluppato strumenti complessi per l'industrializzazione elettronica delle componenti costruttive dell'architettura, potenti gruppi ingegneristici (e non solo Arup) hanno realizzato software innovativi per rendere costruibili le strutture più impossibili.
MONDI VIRTUALI
L'architetto contemporaneo non sta trascurando il nuovo mercato che gli si sta spalancando di fronte: Internet, grazie all'aumento della velocità di trasmissione dati, sta diventando sempre più un'interfaccia tridimensionale (pensate alle bandierine logo di Microsoft). Tutto ciò che è tridimensionale è di competenza dell'architetto (ma anche l'interfaccia bidimensionale ha netta struttura architettonica). Gli architetti costruiscono la rete.
EDITORIA ELETTRONICA
"Attraverso il computer l’uomo si è dotato di un ultimo genere di linguaggio: un canale di comunicazione che usa lettere, immagini, suoni, in una sinestesia quasi completa, per mettere in contatto i cervelli ed i pensieri di ognuno. Internet cambia il linguaggio e con esso cambia l’architettura." Le webzine, i portali, le postazioni web degli architetti, mandano in corto circuito l'editoria classica: la somma degli utenti Internet giornalieri supera di gran lunga quella degli acquirenti delle riviste (non solo perchè non pagano). Basta una sola copia originale perchè tutti la leggano (portando letteralmente a zero i costi di distribuzione), possono essere inseriti suoni, video, modelli 3D, strumenti di discussione (come questo).
Ci sarebbe molto molto altro, ma rilancio il discorso proponendovi la lettura di un mio brevissimo testo, pubblicato su Arch'it nella sezione dedicata ad "Image", ed ora anche sul libro che iMage ha pubblicato (e che invito Dolce Mara ad acquistare per comprendere meglio che cosa sia "l'architettura digitale"), scritto in occasione della moderazione al "6. Festival Internazionale di Architettura in Video" per un incontro a cui hanno partecipato Reed Kram (Media Designer), Derrick De Kerckhove (McLuhan Program), Antonella Bruzzese (A12-parole), M

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