Giornale di Critica dell'Architettura

1 commenti di Gianfranco Bombaci

Commento 379 del 21/07/2003
relativo all'articolo In the night all cows are Brown (V)
di Domenico Cogliandro e Ugo Rosa


Anzitutto vorrei fare i miei personali complimenti a Ugo Rosa e Domenico Cogliandro per il brillante modo con il quale hanno affrontato la "questione ponte". Sono di origini siciliane, padre e madre di Messina, e questo non interessa assai se non per il fatto che conosco bene lo stretto e la città di Messina. Sono da sempre stato contrario al ponte per motivi socio-economici-culturali-ambientali-eviadicendo e soprattutto come architetto. La trovo un'operazione di bassa demagogia e sono sicuro che il ponte non vedrà mai "luce" nel vero senso della parola, anzitutto per problemi tecnici.
Da un punto di vista più "romantico", adoro traghettare, sono convinto che l'arrivo in sicilia debba passare attraverso una pausa di riflessione di circa 20min, magari gustando un buon arancino (peraltro quelli del traghetto sono ottimi, anche se è sempre più difficile trovarli nei bar delle navi) per prepararsi all'arrivo in una terra magica piena di contraddizioni. Ma anche questo forse interessa poco.
Ciò che volevo sottoporre all'attenzione degli autori e dei lettori degli articoli (complimenti anche per la proposta di viaggio attraverso le maggiori webzine di architettura in Italia) sono alcuni punti nodali che evidenziano l'assoluta inopportunità del ponte:
1) dal punto di vista commerciale servirebbero areoporti più che ponti. Le arance siciliane trasportate su gomma arrivano con due giorni di ritardo sui mercati europei rispetto a quelle spagnole esportate via aereo.
2) La carenza di infrastrutture. Sarebbe forse più opportuno completare la Messina-Palermo prima di costruire un ponte di 3300m! Le uniche autostrade esistenti sono la Messina- Catania, la Catania-Palermo (peraltro da ristrutturare, e la mitica Messina-Palermo che a Cefalù (circa metà tragitto) si interrompe regalando ai viaggiatori due-tre splendide ore di strada provinciale a una corsia per senso di marcia, per raggiungere l'altro spezzone di autostrada. Credo sia qualche decennio che i lavori attendono di essere ultimati.
3) Due relazioni tecniche di impatto ambientale hanno definito quella del ponte un'operazione dannosa.
4) Dal punto di vista tecnico l'opera è ciclopica in tutte le sue parti, e viene da chiedersi chi ci sia dietro la progettazione di questa incredibile opera dell'umanità, come Rosa e Cogliandro hanno già ampiamente evidenziato.
5) La criminalità organizzata si sta già operando per entrare nel business.

concludo

questa breve sintesi si basa su una splendida puntata di report, trasmissione di raitre, del settembre scorso consultabile in formato realplayer (player scaricabile gratis su www.real.com) all'indirizzo:

http://www.report.rai.it/2liv.asp?e=2003
(è l'ultimo servizio in fondo alla pagina)

eventualmente si può leggere il testo della trasmissione all'indirizzo:
http://www.report.rai.it/2liv.asp?s=117

NB. Dopo la puntata sul ponte di messina, la trasmissione report ha rischiato di essere cancellata dal palinsesto rai. :-(

Spero di aver fornito in questo modo ulteriori spunti di riflessione sull'argomento che, bisogna ammetterlo, non è mai stato affrontato in modo attento e concreto dalla "comunità architettonica".
Ringrazio ancora Ugo Rosa e Domenico Cogliandro per avermi provocato nella speranza che tale dibattito possa andare ancora avanti.

Distinti saluti al Dottor Brown

Gianfranco Bombaci/2A+P

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