Giornale di Critica dell'Architettura

5 commenti di Irene Guida

Commento 8020 del 24/04/2010
relativo all'articolo Il 'particulare' di La Maddalena
di Paolo G.L. Ferrara


Mi scuso per aver sbagliato il nome con Maurizio Zappalà.
Per il resto: mi scuso anche di aver parlato o cercato di parlare di una cosa molto semplice, ovvero che la debolezza politica di un'opera è anche la sua condanna estetica, e questa qua di Boeri, suo malgrado, dico, e lo dico perché ammiro il fatto che abbia fatto il suo mestiere fino in fondo, dicevo questa grande opera di Boeri è debole esteticamente così come lo è nel suo significato politico.
Acqua fresca, proprio come la mia sociologia da "quatrroeunsoldo". E studi meglio il suo filosofo preferito: la ragione cinica vuole solo dire a chi si scandalizza che è peggiore di coloro di cui si scandalizza. Io non sono scandalizzata, cosa che lei è, per le architetture di Boeri. Sono dispiaciuta di vivere in un paese triste e meschino come è il mio, cui il mio destino è in qualche modo legato, anche se me ne andassi via, cosa che sto facendo.
Cari saluti e scusi ancora.
Ig

[Torna su]

Commento 7957 del 23/03/2010
relativo all'articolo Il 'particulare' di La Maddalena
di Paolo G.L. Ferrara


Non credo si tratti della vecchia questione del critico contro l'operativo.
Credo si tratti di qualcosa veramente tanto tanto più grave: è possibile, in Italia, fare politica con qualsiasi mezzo? Architettura inclusa? E se non è possibile fare politica è possibile fare cultura?
Stiamo votando delle elezioni silenziate, non c'è alcuna forma di dibattito. Questo dovrebbe un po' rispondere.
E se non è possibile fare politica in questo paese, non è possibile nemmeno fare cultura, e non è possibile nemmeno fare bella architettura.
Boeri ci ha provato. Non credo la questione sia se in mala fede o in cattiva fede. Ci ha provato. Forse ne è uscito sconfitto, suo e nostro malgrado.
Spero solo non ci attenda una nuova stagione come gli anni di piombo.
Spero.

[Torna su]

Commento 1241 del 18/06/2006
relativo all'articolo Ugo Rosa su Kahn.
Un campo di battaglia differe

di Marcello Panzarella


E se invece di essere un problema di corpo e spirito, fosse un problema di cose ed economia delle cose?
Se non fosse il continuo sfuggire della realtà all'economia umana che cerca di inscriversi in essa attraverso i segni, dalla scrittura all'architettura, senza soluzione di continuità?
Se si provasse a uscire dai problemi del linguaggio, dalla gabbia dei segni?
Non era forse questo il problema comune tanto a mies, quanto a koolhaas? (tanto per ricordare gradi di parentela evidenti che sembrano rimossi?).

[Torna su]

Commento 883 del 27/03/2005
relativo all'articolo Euclide Neo
di Fausto Capitano


ho reagito perchè invece a me piacciono le parole.

ho letto l'articolo perchè trovavo bello l'aver definito il contrasto tra due idee di spazio con due personaggi così improbabili da accostare, come Euclide e Neo.

Però poi sono stata delusa dal contenuto, che si liberava proprio dell'intuizione migliore del titolo.

Io anche sono convinta che la realtà annulla le differenze che al pensiero sembrano opposizioni, però, visto che hai trovato una opposizione così radicale, e che per liberarsene occorre molto lavoro, è ingiusto sbarazzarsi della questione dicendo: tutti dicono cazzate, non parliamone proprio che è meglio.

la questione è interessante, la strada pure, ma per favore, non chiudere tutto in modo così banale.

va meglio?

ciao
I.g.

[Torna su]

Commento 881 del 18/03/2005
relativo all'articolo Euclide Neo
di Fausto Capitano


Scusami tanto, però mi sembra che a furia di fare piazza pulita, alla fine tu abbia divelto pure il lastricato.
A proposito, ti racconto una storiella della mia bisnonna: quando era molto anziana, diceva sempre di voler sopravvivere a tutti e a tutto, per diventare ricchissima e rivendersi i paesi, uno per uno. A quel punto mio padre gli domandava: scusa, nonna, ma a chi li vuoi vendere?
Allora non so cosa rispondesse, però credo che la sua risposta e la tua tenderebbero a coincidere.
Lei morì da lí a poco.
Ovviamente, tocca ferro, però il bello del mondo è che è un gran casino e non è facile impostare correttamente le cose.
Fine.

[Torna su]