Giornale di Critica dell'Architettura

4 commenti di Leandro A. Janni

Commento 875 del 21/02/2005
relativo all'articolo Niemeyer e Ravello: si farà
di la Redazione


Gentile Redazione,
per amore di precisione:
la presidente nazionale di Italia Nostra si chiama
Desideria Pasolini dall'Onda.
Cordiali saluti,
Leandro A. JANNI

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Commento 865 del 30/01/2005
relativo all'articolo Omertà
di Mario La Ferla


Come si può essere siciliani, oggi?
E' ovvio: con difficoltà.

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Commento 856 del 22/12/2004
relativo all'articolo Poche idee e progetti parziali
di Franco Porto


Sabato 11 dicembre, all’incontro organizzato dal Comune di Piazza Armerina e dall’IN-Arch sulla Villa romana del Casale, si è scritto e rappresentato un ulteriore capitolo della controversa vicenda legata alla gestione, al restauro e all’eventuale realizzazione di una nuova struttura museale, per il celebre complesso archeologico straordinariamente incastonato su un territorio di boschi e campagne della Sicilia centro-meridionale.
Alla luce di quanto accaduto in questi ultimi mesi, alla luce di quanto è stato detto e contraddetto, possiamo senz’altro affermare che, se nell’estate appena trascorsa l'assessore ai Beni culturali e ambientali Granata non si fosse inventato l'incarico di commissario per Sgarbi (tra l'altro, riconosciuto illegitimo), oggi sarebbero già stati appaltati i lavori previsti dal progetto del Centro regionale del Restauro. Progetto che, oltretutto, assicura anche il restauro dei magnifici mosaici pavimentali della Villa. Un restauro, assolutamente indifferibile.
Come è ormai noto, i progetti per la tutela e la valorizzazione del sito, selezionati e proposti dal commissario Sgarbi ed elaborati dallo studio Bellini-Trizzino e dallo studio Canali sono due: una grande cupola geodetica sull’intero sito della Villa; un sistema modulare prefabbricato – assai poco elaborato, a dire il vero – che intende riscrivere l’intervento originario di Franco Minissi. Il progetto dello studio Canali è stato bocciato dalla Soprintendenza di Enna. Il progetto della mega cupola, ad altissimo impatto ambientale, non dialoga con il territorio circostante. Di fatto, quindi, non è stata individuata alcuna soluzione valida e realizzabile.
Certo è che sabato scorso, al teatro Garibaldi di Piazza Armerina, l’insistito ricorso a spiegazioni, chiarificazioni e commenti, da parte di Sgarbi, su quanto avvenuto in questi mesi, è apparso come il difficile, estremo tentativo di giustificarsi rispetto all’evidente stato delle cose. In tale contesto, il concorso di progettazione – voluto dal nuovo assessore ai Beni culturali e ambientali Pagano – si configura come l’unica soluzione alternativa all’immediata cantierizzazione del progetto elaborato dal Centro regionale del Restauro.
E allora, il persistente, ostinato gridare all'emergenza, da parte di chi, in qualche modo, è responsabile di tale ritardo, ci fa sospettare che, ancora una volta si invochi l'emergenza proprio perché si intende forzare il quadro normativo che regola e garantisce i beni di pubblico interesse. Emergenza che, da quanto dichiarato di recente dall’assessore Pagano, non esiste più. Quantomeno, per le questioni economico-finanziarie.
Al di là di tutto è nostra convinzione che, ancora meglio e prima del concorso di progettazione – considerati anche i recenti, clamorosi rinvenimenti archeologici nei pressi della Villa – sarebbe opportuno organizzare un convegno internazionale. Un convegno in cui analizzare e mettere a fuoco i molteplici, complessi aspetti – ambientali, storici, geografici, linguistici, tecnologici – legati alla conoscenza, alla tutela e alla valorizzazione di un sito, di un bene come la Villa del Casale. La sintesi delle proposte emerse dal convegno potrebbe costituire la base per l’elaborazione di un preciso e determinato bando di progettazione.
Un'ultima cosa: la questione dello scontro tra l'assessore Alessandro Pagano e Vittorio Sgarbi, su chi avesse titolo ad assumere decisioni relative al monumento romano, è stata presa in mano nei giorni scorsi dal presidente Cuffaro, e risolta con l'inserimento di un articolo nella Finanziaria regionale 2005. Attraverso tale articolo si autorizza la giunta regionale a nominare un Alto Commissario (Sgarbi), che abbia il compito di coordinare tutti gli interventi da attuare per la tutela e la valorizzazione del monumento provvedendo "a predisporre, promuovere e coordinare tutti gli interventi per la conservazione, la tutela e la valorizzazione della Villa Romana di Piazza Armerina". Soluzione dei problemi, o ulteriore complicarsi delle cose?

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Commento 801 del 12/10/2004
relativo all'articolo Vati e gagà
di Ugo Rosa


Carissimo Ugo,
dopo aver letto il tuo (sempre) divertente pezzo su Sgarbi mi chiedo: ma quanti architetti "lobotomizzati" abitano e operano nel nostro bel Paese?
Attribuire tanto potere a Sgarbi, mi pare eccessivo e fuorviante.
Come diceva il prof. Mirabella, "esiste la donna fatale, perchè c'è l'uomo inmbecille".
Saluti affettuosi.
Leandro A. Janni

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