Giornale di Critica dell'Architettura

1 commenti di Luca Avino

Commento 6922 del 16/03/2009
relativo all'articolo Muore il filosofo della decostruzione
di Sandro Lazier


Quindi Derrida sosterrebbe la superiorità della parola scritta sull'oralità? ma davvero? che dio abbia pietà di voi!! Trovatemi un solo testo in cui Derrida interviene in difesa del logocentrismo e sarò pronto a scusarmi con chiunque.

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16/3/2009 - SAndro Lazier risponde

Scusi Avino, sa leggere?
Nel testo è scritto: "Contro il dominio "logocentrista" della metafisica tradizionale e della sua critica ermeneutica o strutturalista". Non c'è scritto a favore.
Comunque, per chiarire:
"Una comprensione della nozione derridiana di différance - argomento di una famosa conferenza tenuta il 27 gennaio 1968 e poi compresa in "Margini" - non può che partire dal suo statuto di "scrittura", dal modo in cui la parola stessa viene scritta, prima e piuttosto che dal suo contenuto "concettuale": la sua "concettualità" è anzi tutta nella sua scritturalità. La différance è innanzitutto quel "lavoro" silenzioso che la scrittura opera al di là di ogni possibile concettualizzazione. Il termine francese usato da Derrida è volutamente scritto con la "a" anziché con la "e", come sarebbe la sua forma corretta (différence). Questa "violenza grafica" non ha conseguenze fonetiche percepibili, e perciò intelligibili: con ciò Derrida intende segnare uno scarto dal fonologocentrismo, ovvero dal privilegio del logos nel sistema concettuale dell'Occidente, di cui è diretta conseguenza - o addirittura causa - l'uso della scrittura fonetica." Diego Fusaro su www.filosofico.net, Jacques Derrida.
Oppure:
"Secondo Derida, quindi, il carattere fondamentale della filosofia occidentale è il logocentrismo o fonocentrismo , fondato sulla metafisica della presenza, nel senso indicato dall'ultimo Heidegger. A suo avviso nella tradizione occidentale sino a Heidegger incluso, la voce gode di un primato in virtù del fatto che essa è percepita e vissuta come qualcosa di presente e di immediatamente evidente: nella parola parlata è sempre immanente il logos. La scrittura, invece, è caratterizzata dall'assenza totale del soggetto, che l' ha prodotta: il testo scritto gode ormai di vita propria. Compito della grammatologia , dove "gramma" è assunto nel senso originario greco di lettera scritta dell'alfabeto, è di mirare alla comprensione del linguaggio a partire dal modello della scrittura, non del logos. La forma scritta, sottraendo il testo al suo contesto di origine e rendendolo disponibile al di là del suo tempo, ne garantisce la sua decifrabilità e leggibilità illimitata. Su questa base si rende possibile quella che Derrida chiama la " differance ", un termine da lui coniato che include i due significati del verbo differire." Antonino Magnanimo sempre sullo stesso sito web.
Sembra che il buon Dio debba rivolgere a lei le sue premure. Non crede? Intanto si scusi pure.