Giornale di Critica dell'Architettura

1 commenti di Marco Mannori

Commento 1255 del 27/06/2006
relativo all'articolo Punta Perotti? E'ancora in piedi
di Paolo G.L. Ferrara


Riporto la Tua analisi , centrata e corretta :

"Dunque, il vero problema non è relativo al solo impatto ambientale dell’architettura ma, piuttosto, alla speculazione economica sull’architettura che vive e vegeta grazie ad un complesso sistema di connivenze tra professionisti, costruttori, tecnici comunali, giunte comunali, soprintendenze. Chi concede le licenze? Come vengono concesse? Perché gli Ordini professionali non intervengono sulle responsabilità dei progettisti? e perché non istituiscono un organo di controllo sulla legittimità dello svolgimento dell’iter finalizzato all’ottenimento delle licenze?
E’ questo sistema che deve essere demolito. In caso contrario, avranno ragione i Matarrese a chiedere i danni e commentare la vicenda quale “Situazione paradossale, di una edificazione ritenuta illegittima ma che non ha colpevoli.” Festeggiare le demolizioni è assolutamente inutile. Più utile sarebbe non dovere demolire, il che significherebbe che tutto ciò che si costruisce ha legittimità vera, non certo quella creata ad arte da poteri occulti a cui pochi, pochissimi, sanno dire di no."

Detto questto occorre però interrogarsi se esistano oggi nei paesi occidentali a regime capitalistico ed in particolare in Italia le condizioni politiche , perchè quello che Tu lamenti non possa più avvenire ??? La risposta è NO !! Questo è un sistema che fa comodo a tutti sia pur in diversa misura e con ruoli e responsabilità acnhe molto diverse !! Gli ordini difendono solo gli interessi di una ristretta casta di professionisti, che poi sono sempre quelli maggiormenti collusi con la speculazione eilizia e con le forze politiche che la sostengono e la alimentano. Gli enti locali, anche quando non sono direttamente infiltrati dal crimine organizzato, si mostrano deboli ed inerti sia a livello di struttura burocratica che di quella politico.-istituzionale e non hanno la capacità amministrativa per confrontarsi con potenti lobbies economiche. Pretendere che gli archittetti, anche qualora ne avessero voglia, possano da soli fare la rivoluzione, mi sembra francamente utopistico ed anche un pò ingenuo !!!!

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