Giornale di Critica dell'Architettura

1 commenti di Salvatore Aprea

Commento 673 del 20/02/2004
relativo all'articolo Ravello? Si fa, si fa!... Non si fa, non si fa…
di Sandro Lazier


Noto, con estremo disappunto, che le cose in Italia stanno peggiorando come non mai. Gentile Sandro Lazier, da napoletano mi aspetto almeno le sue scuse per una frase quale: "Ogni tanto qualcuno si sveglia e all’improvviso sembra che Napoli sia diventata il capoluogo del Trentino". Come si permette? Cosa vuol dire? Che a Napoli si è autorizzati a violare le leggi, solo perché l'hanno fatto in tanti?
Beh, in un paese dove l'attuale Presidente del Consiglio sostiene che è giusto evadere le tasse, che i disoccupati volenterosi possono cercarsi un lavoro nero, c'è da aspettarsi anche questo. Le leggi hanno valore relativo in base alla geografia e in base ai giudizi estetici di presunti esperti! Che fine faremo?
Noto anche che non si è sottratto a toni dannunziani: "Certamente, dico e insisto, le leggi sono fatte per essere superate quando necessario. E vanno modificate se sbagliate; infine va cacciato chi le ha fatte in modo sbagliato, compresi gli urbanisti che le hanno pensate e scritte". "Cacciare", ma sì, applichiamo il metodo RAI!
Lasci che le istituzioni democratiche decidano quando e quali leggi "superare", questo verbo mi sembra assolutamente inappropriato.
E venendo all'Auditorium, su cui troppi si sono espressi senza avere alcuna formazione specifica, Le dico che quest'opera mal si inserisce nel luogo. Il plastico non restituisce la qualità orografica del sito, sembra un giochino Playmobil. E ancora posso dirLe che il progetto, nel tentativo, a mio avvisso fallito, di legarsi al sito "naturale" (quanto c'è ancora di veramente naturale in costiera amalfitana?) dimentica secoli di felice tradizione costruttiva. Chi si potrà riconoscere in un'opera che viene da lontano? No, Niemeyer ha imposto la sua idea di spazio a-priori a secoli di nobile arte architettonica locale.

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20/2/2004 - Sandro Lazier risponde

1. - Sorvolerei su tutta la retorica del “dove andremo a finire” perché, su questo giornale, per la sua storia e le sue limpide posizioni culturali, non ha nessuna ragione d’essere. Comprendo gli slanci emotivi e le facili cadute nella trappola berlusconiana ma, in questo modo, lei rischia di mandare al rogo anche gli amici.
2. - “Il plastico non restituisce la qualità orografica del sito, sembra un giochino Playmobil.
Le sembra questo un modo serio di affrontare la critica architettonica? Secondo lei Niemeyer è solo un cretino che disegna giochetti? Un uomo di 94 anni che ha una storia parecchio lunga e interessante avrebbe deciso di finire la sua carriera disegnando cretinate che prendono per i fondelli il prossimo?
Se ritiene di avere argomenti interessanti, senza grottesche banalizzazioni, lei è invitato a produrre un testo nel quale vengano considerate ragioni che non siano già note (come quelle dell’ambientamento paesaggistico e del nichilismo ecologista).