Giornale di Critica dell'Architettura

1 commenti di Anna Marzoli

Commento 6960 del 23/03/2009
relativo all'articolo Berlusconi e il Piano Casa per chi ce lâ?Tha già
di Teresa Cannarozzo


Condivido le preoccupazioni espresse in questo articolo, ma mi fermo all'espressione -"Si tratta insomma di misure a favore di un segmento sociale, economicamente dotato, in grado di migliorare (si fa per dire) la propria condizione abitativa" - che invece considero assolutamente non veritiera. L'intervento si rivolge proprio a chi invece possibilità economica non ne ha e con pochi costi, rispetto a quelli che rappresenterebbe l'accensione di un mutuo prima casa, avrà possibilità di avere una camera e cucina per vivere, se non altro, non sotto lo stesso tetto di mammà e papà. E guarda caso Berlusconi c'ha preso pure stavolta, perchè tutto gli si può dire al presidente, tranne che le cose le fa senza pensare mai a raggiungere un obiettivo, che in questo caso sarà rappresentato da un ulteriore fetta di nuovo elettorato che andrà a rafforzare ancor di più il suo potere. Mi chiedo però cosa abbiamo fatto noi nel frattempo, e per noi intendo attuale opposizione, il tanto declamato popolo della sinistra, per evitare questo. Siamo stati a guardare i "buchi" di un PRG che ha permesso la trasformazione di zone abusive in bidonville autorizzate. E dove sta il DM 1444 in quelle zone???Dove?? Ci preoccupiamo ancora dell'estetica dell'architettura e ci facciamo venire i capelli dritti al pensiero dell'infisso in alluminio anodizzato e il portichetto del villino del vicino chiuso con vetrate e rimaniamo a fare la faccia schifata di fronte a chi non ha capito che l'architettura è un fenomeno sociale e che siamo degli egoisti perchè non dobbiamo pensare solo a noi stessi ma al nostro quartiere, che si impoverirà perchè avrà quei 6.66 mq in meno di verde ! Ma per favore!! Dove eravamo quando si richiedeva un intervento forte sulle case popolari? sono stufa di stare qui a guardare l'immobilità: l'unica cosa che continuiamo a fare è criticare senza agire.
E voglio dire un'altra cosa:
semmai questo decreto diventerà attuativo, voglio trovarmi di fronte al giovane architetto che rifiuterà il lavoro di ampliamento che gli proporrà il cliente, perchè per motivi etici "non ci sarà possibile accettare l'incarico", nonostante la scarsità di lavoro e la difficoltà estrema di portare avanti la nostra professione in maniera decorosa. Ci voglio proprio stare lì davanti quando accadrà, spero solo da spettatore e non da architetto, perchè c'ha fregato anche in questo il Presidente, e per questo, tanto di cappello!

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