Giornale di Critica dell'Architettura

1 commenti di Cristian

Commento 6730 del 10/01/2009
relativo all'articolo Greg Lynn: idee fresche, idee dinamiche
di Paolo GL Ferrara


Chi scrive Ŕ un semplice studente di architettura...
Sono molto soddisfatto dall'articolo scritto da Paolo Ferrara ed il mio status di studente mi pone al di fuori di qualsiasi conoscenza e per inciso non sono "amichetto di nessuno" come scrive il furente "enricogbotta" nel 2003 (spero abbaia stemperato il proprio animo).

A distanza di anni e dopo una sommaria conoscenza del fenomeno Greg Lynn si pu˛ affermare che il suo processo compositivo e la sua ricerca architettonica non siano ancora sfociati in un qualcosa di concreto e realisticamente sostenibile(e questo non mi preoccupa affatto,Ŕ il normale iter di una percorso di ricerca,e questo dovrebbe essere chiaro a qualsiasi "critico italiano").Rimangono invariati molti commenti negativi che su di lui girano in rete e tutto questo non vuole avere nessun accento negativo...il perchŔ Ŕ semplice...
Una ricerca "rivoluzionaria e apripista" non ha come primario obiettivo quello di creare un risultato comprensibile o realistico,dunque concreto.Questo lo si pu˛ affermare in ogni ambito scientifico e quindi anche nel campo della ricerca architettonica.Dire questo spiega come le ricerca su particolari aspetti della scienza partono sempre da presupposti che sembravano irragiungibili,impossibili ed Ŕ contemplata anche l'inutilitÓ della stessa ricerca.Soltanto a ricerca conclusa si comprende la reale utilitÓ ed il reale margine di sviluppo negli altri campi... e lý entrano in gioco gli altri ricercatori che svolgono un lavoro cumlativo (non meno importante!) ma di secondo rango.

La ricerca architettonica non sfugge a queste semplici dinamiche,per cui Ŕ paradossale che la critica si rivolga con toni ed aspettative di questo genere al lavoro di ricerca di architetti come Greg Lynn che rischiano al di la dei facili giudizi di percorrere una pista sbagliata ,poco battuta e molto rischiosa Gli altri possono soltanto restare a guardare e commentare ma di progettisti che siano in grado di rispondere con una ricerca alternativa in italia non se ne vedono affatto.L'atteggiamento di critica e progettisti italiani in merito Ŕ deludente (come mille aspetti di questo paese sciagurato)

Intanto la criticata universitÓ di Ferrara da allora ad oggi 2008 ha sempre promosso iniziative volte alla comprensione della contemporaneitÓ e della rivoluzione informatica e non si pu˛ che dargliene merito.
Se la mia facoltÓ si muovesse in tale senso non potrei che esserne orgoglioso ma senz'altro potremmo ospitare(dato la sua maniera di pensare l'architettura e la critica architettonica) questo divertente personaggio "Enricogbotta".A roma ti accoglierebbero a braccia aperte!

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