Giornale di Critica dell'Architettura

2 commenti di Isabella Guarini

Commento 12110 del 27/01/2013
relativo all'articolo Fundamentals
di Sandro Lazier


Non condivido tutto quanto ha scritto Sandro Lazier sul rapporto storia e architettura, identitÓ culturale e altro, perchÚ penso che l'architettura "moderna", al di lÓ di divisioni sistematiche, non ha mai reciso il rapporto con la storia dei luoghi in cui si Ŕ manifestata. Condivido, invece, il suo giudizio su Rem Koohlaas e la scelta per la Biennale che finirÓ con l'esser la mostra dell'architettura globale, monotona e uguale a se stessa per cui sarebbe persino inutile invitare tanti esponenti di varia nazionalitÓ. Inoltre mi sembra che sia una operazione di marketing, del progetto per il progetto dei Koohlaas del Fondaco dei Tedeschi in venezia,m dopo tante polmiche. Comunque, il poliedrico Rem non rinuncia a un rapporto, privo di prossimitÓ spaziale, con la storia "moderna" dell'architettura. Infatti con il progetto dell'auditorium di Porto, esibisce tagli alla base della base del parallelepipedo, lanciando l'amo della memoria al Club Rusakov 1927-29 di Konstantin Melnikov. Ma quelle di Mielnikov erano ali!
http://architettura.it/artland/20100413/09C.jpg

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27/1/2013 - Sandro Lazier risponde

La storia, c'Ŕ chi la fa e chi pi¨ semplicemente la usa

Commento 4781 del 09/04/2007
relativo all'articolo Ravello
di Luigi Prestinenza Puglisi


Caro LPP. conserver˛ il tuo scritto su Ravello in forma cartacea, i riferimenti alla storia dell'architettura moderna. Ma vengo alla questione di Ravello, che, secondo me, Ŕ stata gestita maldestramente. Non condivido l'intervento del nuovo auditorium, in quanto non lo trovo compatibile con il contesto paesaggistico. Ci˛ non significa che non si possa fare a Ravello, o sulla costiera, un edificio "moderno", ma bisognerebbe far riferimento a un modello pi¨ efficace. Penso alla lezione di Le Corbusier per Venezia, in quanto indica un principio insediativo evocato dalla natura stessa della cittÓ. A parer mio il bianco guscio extradossato sui crinali di Ravello Ŕ una forzatura che potrebbe essere risolta con una doppia struttura, una esterna a giardino pensile, l'altra interna a guscio, come l'Orecchio di Dioniso. Il Mattino ha pubblicato questa mia idea. Apriti cielo e terra! Ho ricevuto persino insulti da un fantomatico comitato di cittadini, di quei Ravellesi che, senza meriti, rappresentano il pi¨ alto reddito pro capite nella Campania dei rifiuti e dei morti ammazzati. Con stima, Isabella Guarini

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