Giornale di Critica dell'Architettura

1 commenti di Luca Mazzo

Commento 198 del 28/09/2002
relativo all'articolo IUAV occupato
di Studenti IUAV


In risposta ai vari commenti e a Enrico Botta in particolare.
Sul comunicato dello IUAV ho qualche perplessità anche io, non di meno apprezzo che sia stato fatto e divulgato. Per altro era stata offerta anche la possibilità di correggerlo a qualunque studente interessato.
Le perplessità nascono dal fatto che per essere divulgativo e comprensibile anche al di fuori dell'istituto, finisce con l'essere generico. Immagino che i problemi da trattare nello specifico verranno fuori nelle sedi appropriate e con gli organi competenti.
La protesta invece ha tutta la mia approvazione. Lo IUAV non funziona così com'è strutturato e non consente di essere modificato nella sua struttura dall'interno ... il potere studentesco anche se esercitato non riesce a contrapporvisi.
Organi quali il CdG (Consiglio di Garanzia), atti a risolvere questioni di malagestione e a proporre soluzioni alternative agli organi competenti, non si riunisce da tempo ... per di più pochi ne conoscono la stessa esistenza!
La presenza degli studenti nei vari consigli e senati è puramente formale. In Aprile, se non ricordo male, il Senato degli Studenti, più altri volenterosi, era presente ad un consiglio di facoltà per chiedere che non fossero eliminati gli appelli straordinari ... nonostante la folta e chiassosa presenza, il preside di facoltà non ha tenuto affatto conto della richiesta degli studenti, per di più avvallata da alcuni docenti (quei pochi presenti).
Il Senato degli Studenti da almeno sette anni a questa parte è stato incapace di conivolgere gli studenti e renderli partecipi di ciò che avviene nell'università ... con questa protesta, legittima, il Senato finalmente scuote un po' gli animi.
I problemi maggiori nascono dal numero di studenti e dalla scarsità delle risorse fisiche, economiche ed umane. Nonché da una malagestione delle stesse.
È veramente impensabile gestire laboratori di progettazione con centinaia di iscritti.
È veramente difficile seguire lezioni di Scienza senza trovare posto, in un'aula sovraffollata, oltre i limiti consentiti, non solo in termini di sicurezza, ma umani.
È assurdo che non si trovino docenti che insegnino materie quali Diritto Urbanistico, dovendo ricorrere al solito docente che è costretto a gestire più di seicento iscritti.
È bizzarro e triste che tutt'ora si insegnino alcune materie scientifiche nella maniera in cui si insegnano allo IUAV ... non tanto per l'effettiva difficoltà nel superarle, quanto per la distanza di esse dal mondo architettonico, dalla progettazione.
Questi sono solo alcuni dei problemi specifici, che derivano da un eccessivo numero di studenti e una scarsa capacità gestionale.
Poi ce ne sono altri ...
La qualità della didattica è penosa, salvo rare eccezioni.
Docenti assenti, docenti in ritardo costante, docenti che non hanno nessuna motivazione all'insegnamento ... forse ci sono anche studenti della stessa stoffa, ma per lo meno loro non vengono pagati.
Il sistema universitario all'estero funziona, a seconda dei paesi, meglio o peggio in alcuni casi. C'è da dire che il numero di iscritti raggiunti dallo IUAV, non se ne vedono. Per di più, in Olanda ad esempio, le università percepiscono fondi dallo stato in base al numero di laureati ... ossia che è nel loro interesse fare in modo che gli studenti termino gli studi. Lo IUAV vive delle tasse ... tanti più iscritti, tante più tasse (da lì anche la campagna di marketing degli ultimi anni).
A Barcellona le tasse sono leggermente inferiori, ma per lo meno si paga in base ai corsi che si seguono e le strutture, nonché l'organizzazione dei corsi sono decisamente migliori.
In Germani l'università è praticamente gratuita, i cento o duecento marchi che alcuni studenti devono pagare, servono sostanzialmente a coprire un pass annuale per i trasporti (di ogni sorta).
Quindi al di là di futili discorsi sul diritto allo studio o meritocrazie di sorta, ci sono dei problemi effettivi, tangibili e noti che vanno risolti negli interessi di tutti, studenti, docenti e personale amministrativo.
Su questi dovrebbero essere spese parole ...

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