Giornale di Critica dell'Architettura

1 commenti di Luigi Prestinenza

Commento 9291 del 01/03/2011
relativo all'articolo A proposito di assenza
di Sandro Lazier


Si è vero caro Sandro che la critica è una facoltà universale e che chiunque deve esercitare la propria, che altro non è che il proprio giudizio di valore. Così come il pensare non necessariamente presuppone i filosofi. A volte anzi sono i non pensatori di professione a dire le cose più profonde e i filosofi le più sciocche.
Il critico però non fa solo "critica" ma un "lavoro critico" che lo impiega per buona parte del suo tempo con un insieme sistematico di attività. Infatti promuove iniziative, lancia talenti, scrive con una certa frequenza, gira per conferenze, dirige collane o riviste, insegna ecc... ecc... Porsi il problema della sua indipendenza è quindi porsi un problema a mio avviso molto serio: è un po' come porsi il problema dell'indipendenza di un giornale...
Concordo anche con te che è bene che il critico sappia cosa sia la progettazione e ne abbia esperienza, anche per non farsi abbindolare dal tanto fumo che fanno gli architetti sulle loro opere. Ma se vuole fare "lavoro critico" è bene che non mostri, nè tanto meno cerchi di far premiare la sua produzione per evitare confusioni.

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