Giornale di Critica dell'Architettura

7 commenti di Maurizio De Caro

Commento 7715 del 05/01/2010
relativo all'articolo Zevi, Craxi, prestigio, potere
di Paolo G.L. Ferrara


carissimo Paolo,il tuo editoriale di oggi mi ha stupito positivamente perchè non conoscevo il Ferrara politologo.
Hai scritto un saggio breve sui complessi rapporti tra politica e cultura
Hai descritto un periodo storico e una dialettica tra uomini scomodi in maniera chiara,coraggiosa senza dover necessariamente entrare in una tifoseria(Craxi era un ladro)o peggio in una confraternita per la beatificazione(Craxi santo subito).
Finalmente un architetto che non parla di politica solo per scagliare giudizi finalizzati al proprio tornaconto,ma cerca di capire, e ci coinvolge nell'approfondimento analitico della deriva socialista, molto più importante delle battaglie faziose sulla toponomastica.
Il tentativo di sciacallaggio Vetroniano del pianeta socialista e azionista, smascherato puntualmente da Zevi, ci illumina su quanto accaduto negli anni successivi al 2000 tra i compagni smemorati.
La storia la scrivono i vincitori e "nel paese della menzogna la verità è una malattia"(Rodari)
che dire, continua così perchè ti leggerò sempre con piacere
un abbraccio
maurizio


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Commento 6635 del 30/12/2008
relativo all'articolo Auguri 2009
di Sandro Lazier


sandro carissimo, intanto ricambio gli auguri e spero che il nuovo anno ti porti quella serenità che l'architettura ti toglie.
non ti risponderò perchè conosci il mio pensiero. vorrei chiederti,invece se pensi che il "nostro mondo"non faccia parte di un sistema più ampio (il nostro paese) che non ha nessun interesse per la cultura, la lealtà professionale, la corretta concorrenza.
le invettive fanno male a tutti fuorchè ai destinatari. invece di rassegnarci non è meglio diventare archi-star e contrastare ad armi pari star, starlette, maestri presunti, geni incompresi, intellettuali di nicchia, invidiosi e invidiosetti?
per vincere ogni guerra, specialmente culturale, servono forze ingenti. le parole,belle come le tue possono solo rendere meno amara una prevedibile sconfitta
Un abbraccio
Maurizio


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Commento 6586 del 23/12/2008
relativo all'articolo Regalo di Natale 2008. A Marco Casamonti
di Paolo G.L. Ferrara


di che modello parli,Caro Paolo della fast-architecture che macina,stravolge e trasforma ogni ricordo di deontologia professionale?
ti riferisci forse alle cattedre come merce di scambio,ai cartelli si studi.
ai rapporti spregiudicati con la più spericolata delle imprenditorie?
volevi forse parlare delle riviste usate per pubblicare i lavori di quelli "che possono servire".
mi pare che piú che una persona in disgrazia(non ricordo molti architetti arrestati) si debba parlare della massima espressione di un metodo che esclude la reale libertà espressiva e l'uguaglianza dell'accesso alle grandi commesse.
mi dispiace Paolo ma il costruttore fa il suo mestiere ma è l'architetto che lo irretisce,lo intriga(non mi riferisco al solo inquisiti ma a tanti altri),costruisce un universo parellelo,esclusivo.
Pensa per esempio a quanti svendono la nostra professione accettando incarichi al massimo ribasso. Il regalo di Natale è vivere in un paese culturalmente esente da ipocrisie o idoltrie, che consideri la ricerca progettuale un valore non solo di moda e il valore della legalità operativa una prassi irrinunciabile.l
'architettura può scegliere o meno l'estetica ma non può rinunciare all'etica,questo dovrebbero saperlo(oltre agli inquisiti cui va la mia solidarietà umana) anche Babbo Natale.
Auguri
Maurizio De Caro /Maurizio de Caro Architect&Planners.

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Commento 6557 del 22/11/2008
relativo all'articolo Erice. Il progetto nuovo per la città antica
di Vito Corte


Qualcuno di voi ha realmente qualche dubbio sull'utilizzazione delle elaborazioni concorsuali nel nostro paese, e in Sicilia in particolare? smontato il carrozzone della conferenza stampa politica, ricevuto l'obolo del trafiletto sul giornaletto locale, il progetto viene accantonato e quindi rimosso. Conosco benissimo la realtà ericina e non vedo nulla di nuovo sotto il sole.
Maurizio de Caro/Maurizio de Caro Architcts&Planners

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Commento 6472 del 18/10/2008
relativo all'articolo Saudade
di Sandro Lazier


Immenso spessore critico unito ad una veemenza eretica.Zevi è voce anche quando sceglie il silenzio disgustato.ha contrastato il "portoghesismo"con furia leonina.è stato l'antidoto letterario alla bidimensinalità teorica e alla deriva polverosa della critica dominante.ma tanta forza non è servita,hanno vinto gli idioti cerebrolesi che per tutta la vita ha umiliato.è come se allo Strega avesse vinto Baricco contro Gadda..quer pasticciaccio brutto de via Nomentana.
Maurizio De Caro

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Commento 440 del 15/10/2003
relativo all'articolo Luci della ribalta
di Paolo G.L. Ferrara


Mi scuso per il semi-clandestino, effettivamente ho potuto apprezzare solo oggi la qualità del vostro lavoro e l'impegno civile. Vorrei averla mio ospite a Milano per una visita al Parco Ravizza
Ci conto
Maurizio De Caro/Mario Bellini Associati

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Commento 439 del 15/10/2003
relativo all'articolo Luci della ribalta
di Paolo G.L. Ferrara


caro, anzi carissimo Ferrara,
solo oggi ho avuto occasione di vedere il Suo "foglio"semi-clandestino e con stupore noto che la descrizione del mio lampione è probabilmente frutto di fervida fantasia. Non credo di meritare tutto il Suo impegno critico e soprattutto mi piacerebbe invitarla a vedere i veri lampioni realizzati come campione al Parco Ravizza di Milano, perchè la mia modesta opera non pretendava di risolvere i problemi d'immagine e di identità della malconcia ex-città del design. Ho disegnato un oggetto che mi sembra molto meno retorico e tronfio di quasi tutti quelli che deturpano tranquillamente le nostre piazze e le nostre strade, non l'ho fatto per entrare nella storia o perchè diventasse argomento centrale di dibattito sul futuro urbanistico. Almeno quel piccolo progetto è li, vivo, capace di sopportare anche le peggiori critiche, quelle che nascono dalla volontà di non costruire nulla se non sterili contrapposizioni. Questa è la vera vocazione intrinseca della retorica.
Cordialmente
maurizio de caro

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15/10/2003 - Paolo GL Ferrara risponde

Non un oggetto non retorico e tronfio, ma, appunto, come Lei stesso afferma, "...un oggetto che mi sembra molto meno retorico e tronfio di quasi tutti quelli che deturpano tranquillamente le nostre piazze e le nostre strade". Trova ci sia differenza di sostanza?

A proposito di sostanza: antiTHeSi non è un "foglio semi clandestino", per il semplice fatto che è su internet...Comunque sia, mi creda, non abbiamo alcuna intenzione di creare "sterili" contrapposizioni, ma "vere e proprie" contrapposizioni. Forse non ha letto molto di antiTHeSi, ma il semplice fatto di mettersi in discussione dando la legittima possibilità di replicare, bè, non mi sembra proprio cosa retorica, così come non lo è il coraggio di dire apertamente ciò che si pensa. Come vede, anche Lei ne usufruisce.
La fantasia sul Suo lampione è direttamente proporzionale alle foto che l'AEM espose, se non sbaglio, in Galleria e all'interno del sito internet.
Certamente accettato l'invito a visitare di presenza, con Lei, i lampioni, sperando che non siano molto offesi per come li ho descritti...

Cordialità

PGLFerrara