Giornale di Critica dell'Architettura

2 commenti di Paola Marchetta

Commento 6617 del 29/12/2008
relativo all'articolo Regalo di Natale 2008. A Marco Casamonti
di Paolo G.L. Ferrara


Guarda Tagli che sei tu che vivi in uno strano pianeta. Ma davvero non ti ripugna quello che è accaduto? Non arrossisci a rileggerti? Io non so se Marco sarà condannato. E me ne importa poco. Bastano le sue telefonate per capire che il suo sistema è uno schifo doppio. Un arraffare tutto che espelle le persone oneste. Solo chi è nel suo giro di privilegiati può farcela. Docenti che non insegnano, direttori di riviste comprate dalla famiglia, rapporti con imprese di pregiudicati, funzionari ricattati, politici felloni. Questa è una rete da cosanostra. Così è tutto sotto controllo e l'archittettura anche e di più. Le cose belle che ha fatto Marco a Firenze....e se fosse una competizione libera? Guarda il concorso ultimo a Fi. Lo vince Pietro - sempre Pietro il prestanome - e guarda chi perde.

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Commento 6607 del 27/12/2008
relativo all'articolo Regalo di Natale 2008. A Marco Casamonti
di Paolo G.L. Ferrara


Che brutte storie! Professori di sinistra e imprenditori di destra danno ordini agli assessori che ordinano al tecnico a contratto.
Dovrebbero indagare sugli intrecci tra cattedre universitarie e professione, e tecnici a contratto nella PA.- ma su questo andranno cauti perchè cascherrebbe tutto. Il sistema si regge così.
I poveri architetti a contratto nei comuni, prendono ordini e se non ubbidiscono li cacciano via come quella di Terranuova.
Il settantapercento di concorsi e gare di architettura è pilotato, prima di tangentopoli si prendevano tutto con incarichi diretti - ora si devono sporcare le mani, fare la regia delle conbinazioni. Le gare al ribasso si fa l'accordo, le gare con commissari basta mettere quelli giusti...
Mai visto un sorteggio?
Tra qualche anno Marco sarà il Cusani dell'architettura a spiegarci come si faceva. Con le riviste che si comprano se servono, giocattoli che i babbi ricchi danno ai figli archi per farsi forza. Un aiutino che non guasta.
Ma nel frattempo altri avranno preso il suo posto in un Paese di imbroglioni. Le archistar di seconda fila che rastrellano si possono sputtanare, basta guardare bene le opere che sono una vergogna, mentre la critica se ne sta zitta. Ci sono dipartimenti universitari estensioni di studi professionali, facile da vedere a occhio nudo, senza intercettare. Sì ha ragione chi ha detto che questi architetti sono come le azioni Parmalat. Grillo aveva avvisato.

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