Giornale di Critica dell'Architettura

1 commenti di Stefano Panunzi

Commento 10454 del 15/07/2011
relativo all'articolo Kairos e modernità
di Paolo G.L. Ferrara


Ho vissuto l'esperienza del Dottorato inseme a Nino e mi fa molta impressione che alcuni architetti della nostra generazione abbiano una particolare sensibilità per quella che chiamerei una gestione speculativa del Tempo, intesa nel senso più profondo del termine. Ma credo che sia la chiave per capire molte cose ed ora siamo giunti sicuramente in momento speciale. Cacciari scrisse (Casabella n.705 - novembre 2002) un articolo criptico e difficile, Nomadi in Prigione, che andrebbe riletto oggi e che qualche anno fa mi fece scrivere quanto segue.

Palindroma: la Città degli Angeli

di Stefano Panunzi

su Metamorfosi n.55 - Quaderni di Architettura - Luglio/Agosto 2005

Stiamo giungendo alla fine del viaggio ma nessuno vuole più scendere, quasi ci fossimo dimenticati la destinazione. Siamo vicini alla fine del verso di lettura della nostra storia. Ormai quasi tutto il tempo si è riversato nello spazio ed è disponibile come luogo, non rimane che percorrerlo liberamente avanti e indietro. Nel tempo divenuto spazio, la telecontiguità ha portato a compimento la cronocontiguità in quanto l'attrito della distanza è ormai quasi nullo e non produce più tempo, quel tempo che separava e che consumava l'esistenza negli spazi. La fine di una storia palindroma è anche il suo inizio. Il problema è che la stringa della storia è palindroma solo in una parte del mondo, nell'altra parte non si è ancora giunti alla fine e non può essere svelata, altrimenti non si riuscirebbe a chiuderla. Non tutto il tempo si è riversato ovunque. Se il mondo andasse ormai letto così com'è, come una stringa palindroma, la nostra storia contemporanea sarebbe tutta compiuta nello spazio attuale, mentre le nostre storie passate servirebbero per capire le altre storie che si stanno compiendo nel resto dello spazio contemporaneo. Palindroma è una metropoli uguale a quelle che già conosciamo, dove lo spazio è riuscito a diventare paradossale e reversibile grazie a tre principi, noti da secoli a scienziati, filosofi e poeti ma, ormai in modo esponenziale, sempre più praticati nelle parti più elettrificate del mondo :

- la Telecontiguità : ritagli di realtà per collage di luoghi distanti

- la Macchina del Tempo : richiami evocativi dal passato e dal futuro per l'apparizione i architetture fantasma

- lo Specchio di Alice : zone di sospensione delle regole tettoniche e dimensionali




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