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Parco Architettonico di Torre del Mare
di Sandro Lazier
- 13/5/2013
Sabato 18 maggio alle ore 15,00, presso la sede comunale in via De Mari 28 a Bergeggi
(SV), sarà presentato il libro Parco Architettonico di Torre del Mare.
Opere di Mario Galvagni – 1954/1960, edizioni Libria, presenti gli
autori del testo e lo stesso Mario Galvagni.
Il comune di Bergeggi, con una delibera adottata dalla giunta municipale, ha aderito
al progetto proposto dall’architetto Mauro Ciarlo e dalla Geometra Laura
Garello per la creazione di un parco architettonico nel quale sono presenti le
opere di Galvagni che vanno dal 1954 al 1960.
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Fundamentals
di Sandro Lazier
- 26/1/2013
La XIV° biennale
d’architettura di Venezia, diretta da Rem
Koolhaas, parte
male.
Parte male perché, secondo me, è sbagliata nei suoi
presupposti che lo
stesso Koolhaas ci ha comunicato: “Nel
1914 aveva senso parlare di architettura, svizzera, indiana - ha fatto
notare
Rem Koolhaas - Cent'anni dopo, sotto la pressione di guerre, regimi
politici
diversi, molteplici condizioni di sviluppo, movimenti architettonici
nazionali
e internazionali, talenti individuali, amicizie, traiettorie personali
casuali
e sviluppi tecnologici...
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Lo strumento di Caravaggio
di Sandro Lazier
- 10/1/2013
Antonino
Saggio, nel suo ultimo libro dal titolo Lo strumento di Caravaggio
(Edizione Kappa) - nuova edizione di una pubblicazione del 2007 - affronta il
tema del grande pittore lombardo Michelangelo Merisi da un punto di
vista
originale e di grande interesse, ma soprattutto coraggioso in tempi di
affabulazione
culturale diffusa.
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L'indegna sorte d’un architetto patafisico
di Sandro Lazier
- 10/1/2013
È notizia di questi giorni
che all’architetto Rem Koolhaas sia
stata affidata la direzione della prossima biennale di Venezia 2014.
La mia prima reazione è stata la sorpresa che ha generato la
seguente domanda: com’è possibile che in tempi di
Savonarola le istituzioni ingaggino
il più goliardo dei
mercatisti dell’architettura
contemporanea
per dirigerne l’evento degli eventi?
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2012 da dimenticare
di Sandro Lazier
- 4/1/2013
Se le premesse d’un anno fa erano cupe, gli esiti son
risultati tragici. Parlo dell’architettura e degli eventi che
l’hanno
coinvolta, che ha vissuto un anno di coma profondo: un nulla di fatto
che ci ha
convinti, per dodici mesi, al silenzio, tranne la riflessione
d’un carcerato
che ci ricordava, e
ricorda tuttora ai
governanti di questo paese, che civiltà e disciplina non
sono sinonimi.
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Disciplina 13
di Gianni Marcarino
- 3/1/2013
Finisce
un 2012 che, secondo autorevoli interpretazioni, vede il nostro paese
momentaneamente salvo dal baratro finanziario e indirizzato verso un
futuro di
maggior rigore, serietà, per dirla in breve, disciplina. Al
netto del fatturato
delle attività delle mafie, dei costi indotti dalle
burocrazie e dalle attività
di natura pubblica, necessarie fino alla soglia dello spreco (che da
noi non
trova oggettivi limiti legali e reali controlli, pur avendo una
Costituzione da
Sogno, come direbbe Flavio Briatore), abbiamo messo insieme il pranzo
con la
cena con la manifattura, con la trasformazione di materia prima in beni
di
consumo tramite l'uso della tecnica, guidata dall'intelligenza.
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Disciplina e civiltà
di Sandro Lazier
- 23/7/2012
Riceviamo, su segnalazione di Marlene Lombardo, e pubblichiamo un articolo
tratto dal bimestrale “Salute inGrata”
- periodico di informazione sulla salute della 2a casa di reclusione Milano
– Bollate.
In un momento di pressoché totale assenza creativa, per l’incapacità
dell’architettura di ripensare in funzione poetica il proprio ruolo in
un periodo di profonda crisi economica - e tengo a precisare che al nostro
giornale interessano i destini dell’architettura, molto meno quelli degli
architetti – sentire la voce di speranza di chi vive molto più
criticamente la propria libertà e dignità personali, ci fa dono
d’una rarissima lezione di civiltà. Tanto per ricordarci che civiltà
fa rima con libertà e non con disciplina.
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Un anno molto difficile
di Sandro Lazier
- 30/12/2011
Mi ero promesso una riflessione di fine anno – un anno molto difficile
– da proporre ai lettori in vista di quella che sarà sicuramente
una svolta nella professione degli architetti. L’imminente riforma degli
ordini professionali.
Ci vorrebbe quindi un attimo di calma, ma ho appena smesso di polemizzare con
un pasdaran del capitello, un guerrigliero dell’italianità
perduta, ovvero quell’avanguardia del gambero che al grido di “indietro
tutta” vorrebbe convincere in particolare me, su questo giornale,
di quanto siano brutti, sporchi e cattivi, ma soprattutto pericolosi, Bruno
Zevi e tutta l’architettura della modernità.
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La confusione delle forme nelle scuole di architettura
di Sandro Lazier
- 22/12/2011
Parlare di forme, in architettura,
annuncia sempre qualche sventura dialettica. La forma, infatti, è argomento
difficile e scivoloso, che si preferisce spesso lasciare alla dipendenza da qualcosa
d’altro che gli architetti giudicano molto più degno della loro considerazione.
Forma, poi, è un termine decisamente ambiguo. Essere formali, per esempio
a tavola, significa sottostare ad un protocollo e a regole precise; esser formali,
in architettura, significa invece non aver regole e lasciare spazio esclusivamente
alla vanagloria dei propri sconsiderati pensieri.
La forma, quindi, è argomento che, se si vuole proporre come occasione
di discussione, ha necessità di un atteggiamento prudente e particolarmente
attento.
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Nell’area dello Stretto si impone il “principio di realtà”
di Leandro Janni
- 25/11/2011
Nell’ottobre del 2009, a proposito del faraonico Ponte sullo Stretto e a seguito delle tragiche alluvioni del Messinese (Giampilieri, Scaletta Zanclea e Itala), scrivemmo: “Nella mente dei nuovi tiranni tutto è certo, perentorio, inconfutabile. Nella mente dei nuovi tiranni tutto accade lontano dalla realtà. Nella mente dei nuovi tiranni tutto accade sulla pelle di uomini e donne che abitano povere case, poveri luoghi, poveri territori. Essi vanno proclamando che il ponte, il mega-ponte li nobiliterà. Darà loro un futuro. Forse, persino la felicità che non hanno mai posseduto”. A distanza di due anni, il “principio di realtà” si impone sui deliri e sulle mistificazioni. Sulle speculazioni. Inesorabilmente.
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Il problema, secondo me, non è quello d’esser radicati oppure no. Le buone piante si giudicano dai f
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Questo è l'enorme tema politico dell'architettura che nessuno vuole affrontare. Un vero tabù.
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La storia, c'è chi la fa e chi più semplicemente la usa
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Dal nostro punto di vista, zeviano, il linguaggio architettonico riguarda lo spazio ben più dei mate
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Da dove ha dedotto che io ritenga Koolhaas un paranoico? È ben vero l’esatto contrario, ci manchereb
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Grazie Antonino Saggio.
Aspettavo il tuo commento. Tutt’e due sappiamo che le parole sono minie
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Mi spiace Bettini, ma non riesco a seguirla nel ragionamento.
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Scusi Bettini, perché rancoroso, ho solo espresso il mio pensiero. E poi cosa c’entrano i premi?
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Non sono sicuro che l’arte moderna abbia cassato l’aspetto narrativo. Non credi che l’abbia solo spo
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