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Il coccodrillo come fa...? la politica lo sa
di Paolo G.L. Ferrara
- 25/1/2010
Il crollo di un edificio a Favara (AG), avvenuto sabato scorso, può essere ricondotto a quanto affermava Leonardo Sciascia prendendo a prestito la descrizione che Flaubert fa del berretto di Charles Bovary: “molte cose sono complicate nel senso della stupidità. Ci si arrovella tanto sul pensiero di certi uomini politici. Ad un certo punto bisognerebbe fare la semplicistica operazione di dire che non pensano.”
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Il Piano Casa in Sicilia e il Ponte di Messina
di Leandro Janni
- 24/1/2010
"Abbiamo lavorato -sostengono Davide Faraone, Roberto Ammatuna, Salvatore Termine e Concetta Raia, rappresentanti del Partito democratico in commissione Territorio e Ambiente- per portare avanti le istanze concordate in questi mesi con le associazioni degli ambientalisti e dei costruttori¡. La commissione dovr¨¤ adesso valutare gli emendamenti aggiuntivi che comprendono le norme relative ai divieti, alle esclusioni e alle limitazioni all'applicazione della nuova legge. Il Pd sar¨¤ fermo e rigoroso - si promette - e chiederemo il rispetto delterritorio e dell'assetto idrogeologico e il divieto di ampliamento per edifici abusivi e per quelli che ricadono nelle aree demaniali e nei parch¡."
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Bruno Zevi due lustri dopo
di Sandro Lazier
- 8/1/2010
Il 9 gennaio 2000 moriva Bruno Zevi.
Vorrei ricordarlo con le sue parole, espresse in occasione del convegno di Modena
del 19 settembre 1997. Ho estratto alcuni brani che credo rilevanti per quello
che Zevi pensava allora e per quello che è accaduto nei successivi dieci
anni dalla sua morte.
Non voglio parlare di un’eredità scomoda, e per questo sempre minacciata
d’oblio, quanto di quella sorta di redenzione, seguita alla sua morte, di
cui ha goduto la mediocrità generale della cultura architettonica italiana.
Parlo di quella influente che, malgrado i fallimenti e i disastri procurati in
passato, ha tuttora l’autorità di orientare la cultura istituzionale,
destinando ad essa incarichi telecomandati e risorse economiche pubbliche; che
occupa università, riviste e convegni infischiandosene del confronto al
quale dovrebbe essere tenuta perlomeno per decenza intellettuale; che, quando
Zevi era in vita, avrebbe sicuramente evitato di citarlo a sproposito o incautamente
come invece è avvenuto e come , quando ne è venuto a conoscenza,
questo giornale ha denunciato.
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Zevi, Craxi, prestigio, potere
di Paolo G.L. Ferrara
- 4/1/2010
Il gennaio 2000 fu mese di lutti eccellenti: il 9 morì Bruno Zevi, il 19 Bettino Craxi.
Due personaggi di statura internazionale, due personaggi certamente scomodi. O meglio, di comodo allorquando erano all’apice del loro prestigio o del loro potere.
Due uomini politicamente impegnati.
Da giorni si legge di vie, piazze o giardini da intitolare a Craxi a Milano, la “sua” Milano, iniziativa che non fa altro che reiterare polemiche e scontri tra fazioni politiche. Non m’interessa, non entro nel merito. Il nome di una via, piazza, giardino lascia il tempo che trova. Walter Tobagi è stato relegato alla periferia milanese mentre sarebbe stato molto più forte e giusto dedicargli la via in cui fu assassinato, a tutt’oggi sempre di proprietà di Andrea Salaino, allievo di Leonardo che ne coniò il soprannome “salai” -diavolo- per rimarcarne il carattere non tanto quieto, tanto che anch’egli fu ucciso -così come Tobagi- con un colpo alle spalle. Ma Tobagi non ha certo bisogno di una via per essere ricordato. E ciò vale per chiunque.
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La farsa del ponte (sullo Stretto)
di Leandro Janni
- 29/12/2009
Sicilia, Natale 2009. La farsa del ponte (sullo Stretto). La posa della prima pietra? Sì, no, forse. Di sicuro, di certo c’è il fatto che mercoledì 23 dicembre 2009 non è stato inaugurato il primo cantiere del ponte sullo Stretto, anche perché non esiste ancora né un progetto definitivo né un piano finanziario al riguardo. Il Governo potrà sì mettere la prima pietra, ma solo di una linea ferroviaria progettata e pagata 30 milioni di euro dalle Ferrovie dello Stato.
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L'arte facile
di Sandro Lazier
- 24/12/2009
L’architetto Giulio Cagnasso mi ha recentemente segnalato un articolo pubblicato sul Giornale di martedì 8 dicembre. L’autore, Luca Beatrice, recensisce “L’uomo artigiano” di Richard Sennett, sociologo che insegna a New York e Londra.
Il testo, secondo l’autore della recensione, prende posizione contro l’arte contemporanea dell’ultimo mezzo secolo nel quale gli artisti hanno smesso di “fare in prima persona”, relegando l’azione a puro concetto, a fatto impersonale interpretabile da cose o persone indifferentemente e in tutto indifferenti.
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Luca Molinari e una Biennale né elegante, né agnostica
di Paolo G.L. Ferrara
- 19/11/2009
Sembra tutto perfetto.
La Biennale di architettura di Venezia 2010 vedrà Luca Molinari quale curatore del Padiglione Italia.
Perché sembra tutto perfetto? Per due motivi. Il primo è che Molinari nasce e cresce con la nuova generazione dell’architettura italiana e, dunque, tra altre poche, può essere la persona giusta per darci il polso della situazione di ciò che è avvenuto in questo primo decennio del secolo.
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Conservatori del moderno e moderni conservatori
di Sandro Lazier
- 18/11/2009
Ho seguito con alterno interesse la vicenda della demolizione della scuola di
Luigi Pellegrin a Pisa. Sono stato più volte sollecitato, insieme a Paolo
G.L. Ferrara, a prendere posizione in favore della conservazione di quest’opera
voluta da Bruno Zevi, allora presidente della giuria del concorso internazionale
che doveva aggiudicarne la progettazione. Non nascondo che inizialmente ho nutrito
qualche dubbio e perplessità.
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Architetti, crisi e architettura
di Sandro Lazier
- 12/11/2009
Sabato 31 ottobre 2009, nel Forte di Bard in Valle d’Aosta, antico complesso militare ora restaurato e trasformato in importante polo culturale, si è tenuta una tavola rotonda organizzata dal G.A.C. (Giovani Architetti del Canavese) sul tema “Architetti, Idee Giovani per la Professione”. Presenti in qualità di relatori Corrado Binel, architetto di Aosta, Enrico Giacopelli, architetto Torinese; moderatore Graziano Pelagatti, Presidente dell’associazione G.A.C. Presente in sala Riccardo Bedrone, Presidente dell’Ordine degli architetti di Torino; assente ingiustificata Daria Cini, Presidente dell’Ordine degli architetti di Aosta.
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