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Un anno molto difficile
di Sandro Lazier
- 30/12/2011
Mi ero promesso una riflessione di fine anno – un anno molto difficile
– da proporre ai lettori in vista di quella che sarà sicuramente
una svolta nella professione degli architetti. L’imminente riforma degli
ordini professionali.
Ci vorrebbe quindi un attimo di calma, ma ho appena smesso di polemizzare con
un pasdaran del capitello, un guerrigliero dell’italianità
perduta, ovvero quell’avanguardia del gambero che al grido di “indietro
tutta” vorrebbe convincere in particolare me, su questo giornale,
di quanto siano brutti, sporchi e cattivi, ma soprattutto pericolosi, Bruno
Zevi e tutta l’architettura della modernità.
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La confusione delle forme nelle scuole di architettura
di Sandro Lazier
- 22/12/2011
Parlare di forme, in architettura,
annuncia sempre qualche sventura dialettica. La forma, infatti, è argomento
difficile e scivoloso, che si preferisce spesso lasciare alla dipendenza da qualcosa
d’altro che gli architetti giudicano molto più degno della loro considerazione.
Forma, poi, è un termine decisamente ambiguo. Essere formali, per esempio
a tavola, significa sottostare ad un protocollo e a regole precise; esser formali,
in architettura, significa invece non aver regole e lasciare spazio esclusivamente
alla vanagloria dei propri sconsiderati pensieri.
La forma, quindi, è argomento che, se si vuole proporre come occasione
di discussione, ha necessità di un atteggiamento prudente e particolarmente
attento.
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Nell’area dello Stretto si impone il “principio di realtà”
di Leandro Janni
- 25/11/2011
Nell’ottobre del 2009, a proposito del faraonico Ponte sullo Stretto e a seguito delle tragiche alluvioni del Messinese (Giampilieri, Scaletta Zanclea e Itala), scrivemmo: “Nella mente dei nuovi tiranni tutto è certo, perentorio, inconfutabile. Nella mente dei nuovi tiranni tutto accade lontano dalla realtà. Nella mente dei nuovi tiranni tutto accade sulla pelle di uomini e donne che abitano povere case, poveri luoghi, poveri territori. Essi vanno proclamando che il ponte, il mega-ponte li nobiliterà. Darà loro un futuro. Forse, persino la felicità che non hanno mai posseduto”. A distanza di due anni, il “principio di realtà” si impone sui deliri e sulle mistificazioni. Sulle speculazioni. Inesorabilmente.
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Estetica dell'abuso
di Sandro Lazier
- 27/7/2011
Eugenio Tibaldi è un artista che vive a Napoli. La sua ricerca invade abbondantemente
il campo dell’architettura con risultati che, oltre a offrirci il gusto
d’una realtà spesso fraintesa, aprono prospettive in tutto coerenti
con la sostanza della più recente ricerca architettonica.
Tre sono le opere che voglio segnalare e dalle quali intendo trarre un qualche
senso rispetto alla loro facoltà architettonica.
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In/Arch: una brutta strada
di Sandro Lazier
- 31/5/2011
Martedì 24 maggio, a Roma, si è tenuta l’Assemblea Generale
In/Arch. Ho ricevuto la sintesi della relazione programmatica del presidente nazionale
Adolfo Guzzini, che allego in calce a questo articolo.
Queste che seguono sono le mie considerazioni e riflessioni.
Devo dire di aver apprezzato e condiviso quasi tutto il documento, in specie nelle
premesse e nell’analisi della situazione devastante e devastata di una nazione
caoticamente dispotica, ostaggio di una burocrazia in totale paranoia legislativa
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La Fiera e la Moda
di Gianni Marcarino
- 24/4/2011
La Fiera del Mobile di Milano anche quest'anno ha suscitato un grande interesse ed i media si sono
buttati a capofitto nella cronaca e nel commento delle giornate dedicate al mondo dell'arredo e del design.
Mi ha colpito un lungo servizio del TG5. E' stata esaltata una variegata passerella di stilisti con le loro ultime creazioni legate al gusto della maison.
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Cielo Infinito. Il cimitero-grattacielo e la supercazzola prematurata
di Paolo G.L. Ferrara
- 10/3/2011
Chi non ricorda lo scherzo della scena di “Amici Miei -atto II” girata all’interno del Cimitero Monumentale di Firenze, in San Miniato al Monte? Uno scherzo nello stesso tempo geniale e tremendo, che celava la voglia di esorcizzare la morte anche da parte di chi viveva la vita alla leggera.
Per chi non l’avesse presente, la può guardare su YouTube.
Lasciamo “Amici Miei” (ma ci torneremo) e veniamo ad Epicuro.
Sono passati oltre 2.300 anni da quando il filosofo di Samo esorcizzava così la morte:... “il più terribile dunque dei mali, la morte, non è nulla per noi, perché quando ci siamo noi non c’è la morte, quando c’è la morte noi non siamo piú. Non è nulla dunque, né per i vivi né per i morti, perché per i vivi non c’è, e i morti non sono piú.”
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Università per ricchi
di Luca Guido
- 5/3/2011
Chi mi conosce, conosce bene anche la mia opinione sull’università e sulla riforma: penso che non serva alcuna riforma; le strutture universitarie, i loro apparati, i meccanismi di accesso all’insegnamento e alla ricerca andrebbero totalmente ripensati, rivoluzionati. Allo stesso modo gran parte del corpo docente dovrebbe essere rinnovato e sostituito: alludo ai professori privi di qualsiasi vocazione e incapaci di fornire reali stimoli di crescita civile e culturale.
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Ancora sulle Commissioni edilizie
di Alberto Scarzella Mazzocchi
- 1/3/2011
Mi permetto questo intervento per ricordare come da qualche anno, alla figura dell'Ingegnere Capo delle Pubbliche Amministrazioni sia stato affidato il ruolo istituzionale di professionista autonomo, responsabile quindi, in prima persona, di tutti gli atti amministrativi che gli competono. A seguito di questa epocale risoluzione, molti Comuni hanno cassato dal loro Statuto i comma inerenti la Commissione.
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A proposito di assenza
di Sandro Lazier
- 7/2/2011
Mi è stata segnalata una recensione - o presentazione, non si capisce bene
-di un libro a cura di Marco Biraghi, Gabriella Lo Ricco, Silvia Micheli, dal
titolo MMX Architettura zona critica (Zandonai, Rovereto 2010)
che dovrebbe abbondare in notizie relative al “primo decennio del XXI secolo
che volge ormai al termine”.
Il titolo della recensione è, invece, Ciò che manca,
a cui segue un elenco sostanzioso di tutto quello che nel testo non viene né
scritto né citato.
Poco male, verrebbe da dire, vista l’abbondanza di citazioni e riferimenti
a critici, autori, filosofi, storici, politici e chi più ne ha più
ne metta, che alimentano il bla bla quotidiano sull’architettura parlata.
Ma, probabilmente, preso dalla vertigine dell’assenza, chi ha scritto il
pezzo non s’è reso conto d’andare oltre il libro che stava
recensendo, allargando il fronte della lagnanza a tutto l’universo architettonico.
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