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Era il titolo di un film di David Mamet. Lo scrivo e mi risale dal profondo della memoria liceale un certo quae cum ita sint, latino, che dovrebbe recitarsi stando così le cose. Ma anche Lucrezio, scoperto in età adulta, che continua a trascendere le cose di cui dice nel De rerum natura, invitando il lettore ad una attenzione pervicace verso il loro cambiamento. Le cose sono sempre cambiate. Ho sentito dire al signor Vacchini, architetto svizzero, che il progetto è disegno, cantiere e caso; il caso ha un suo spessore, una sua importanza, e in virtù di uno statuto d’imponderabilità, che gli appartiene (e su questo non ho nulla da aggiungere), è impossibile essere preparati all'accadimento, pur sapendo di un suo probabile agguato.
...continua...
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