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36 articoli


L'orecchiabile esibizione di Botta alla Scala
di Paolo G.L. Ferrara - 15/12/2002
La caccia grossa è aperta ufficialmente. Dei contestatissimi lavori in corso alla Scala di Milano si conoscono i mandanti e gli esecutori; adesso si cerca un valido capo d'accusa per poterli fermare.
A posteriori. Sì, perché il danno -se davvero di danno si tratta- oramai è fatto. Demolita la torre scenica del teatro milanese, non si può tornare indietro di certo: sarebbe un altro vespaio di polemiche sul come ricostruire il demolito; nè si può pensare di rifare il progetto, magari incaricando un architetto agli antipodi rispetto i concetti di Botta: sarebbe una farsa.
Quel che deve fare davvero riflettere è il vizio tipicamente italiano di gridare allo scandalo a misfatto accaduto -nonostante se ne sia a conoscenza già prima che esso si materializzi.
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Teatro di Sciacca: secondo atto.
di la Redazione - 13/12/2002
E' definitivo: la Regione Sicilia lascia alla gestione del Comune di Sciacca il Teatro Popolare, progettato da Samonà e incompleto da venti anni.
Ne siamo soddisfatti, perchè l'azione di pressing attuata dal maggio scorso ha dato i suoi frutti. Inizia il secondo atto, ma non esultiamo ancora, perchè adesso si deve concretizzare l'obiettivo prefisso, ovvero l'apertura della struttura.
Finchè non avverrà, saremo sempre sospettosi che la politica usi (anche) l'architettura per cercare consensi. Se e quando sarà finalmente operativa la struttura, solo allora, ringrazieremo pubblicamente chi di dovere di avere raggiunto un traguardo notevole. E applaudiremo. Ma solo allora. ...continua...
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Tradizione e identità
di Sandro Lazier - 18/11/2002
Tutte le volte che incontro un tradizionalista mi incuriosiscono gli argomenti che mi propone. Ma ne resto sempre deluso perché sono sempre gli stessi: le periferie fanno schifo; che bello il centro storico dove ci abitano i professionisti di successo; il mercato, che è oggettivo, premia il centro antico e condanna il moderno; basta con gli esperimenti sulle spalle della brava gente che vuole cose serie e non stravaganze formali autogratificanti che, oltretutto, fanno perdere identità e guastano il contesto.
Di contesto, e del paradossale utilizzo che se ne fa, sono stufo di parlarne. Per quanto riguarda il concetto di identità ho invece parecchie obiezioni da porre. ...continua...
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Diritto d'Autori - il diritto a un ricordo... il dovere di un omaggio
di Davide Crippa - 12/11/2002
L'iniziativa di un gruppo di studenti del Politecnico di Milano ha prodotto un testo di cui, ritenendone interessanti gli scopi culturali, pubblichiamo la presentazione su richiesta degli autori.

Nel mese di Novembre dello scorso anno abbiamo organizzato al Politecnico di Milano una mostra quasi "in punta di piedi", che, appena sussurrando, sperava comunque di mandare un messaggio forte a chi aveva la voglia e la sensibilità per accoglierlo.
Ci siamo avvicinati a questa iniziativa con le tipiche speranze ed aspettative (ma anche i timori) che un gruppo di giovani studenti come noi poteva avere ad una delle sue prime esperienze concrete;a dir la verità senza troppi finanziamenti è nata così questa avventura, che è sfociata oggi in un piccolo libro, una sorta di "catalogo a posteriori": ancora una volta "Diritto d'Autori". ...continua...
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Giuseppe Terragni architetto europeo
di la Redazione - 6/11/2002
E' stato costituito il Comitato Nazionale per le celebrazioni dell'anno dedicato a Giuseppe Terragni.
Antithesi ha incontrato Attilio Terragni e Ciro Mariani, due dei promotori dell'iniziativa.
Da oggi, il nostro giornale ospiterà una finestra in home page dedicata all'evento celebrativo che si svolgerà nell'arco dell'intero 2004 ...continua...
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Candido ed (un altro) sogno fatto in Sicilia (?)
di Paolo G.L. Ferrara - 27/10/2002
Non è azzardato dire che la decisione della Regione Siciliana di concedere all'iniziativa privata, quale bene demaniale, il Teatro Popolare di Sciacca, sia stato un "colpo di scena". Ed in effetti, considerando che, per ben tre volte nell'arco degli ultimi cinque mesi, il Presidente Salvatore Cuffaro aveva ribadito la ferma intenzione di finanziare il completamento dell'opera, la sorpresa non è mancata.
Cosa ci sia dietro la repentina decisione è difficile sapere ( ma forse, essendoci di mezzo la politica, sarebbe più appropriato dire "è difficile capire").
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Fondazione Bruno Zevi; tre domande a Luca Zevi
di Luca Zevi - antiTHeSI - 2/10/2002
In occasione dell'apertura a Roma della "Fondazione Bruno Zevi", abbiamo chiesto all'arch. Luca Zevi (che, unitamente alla sorella Adachiara, è stato promotore dell'iniziativa) di rispondere a tre brevi domande. Per noi di antiTHeSi l'apertura della Fondazione Bruno Zevi è da considerarsi un passo fondamentale affinchè, del grande maestro, si possa continuare ad attingere gli insegnamenti, e se ne possa comprendere l'assoluta attualità. Tanto basta: architetti quali F.O.Gehry, Z.Hadid, D.Libeskind, Z.Hecker, R.Piano, figurano nel comitato scientifico.

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Ranaulo per il Teatro Popolare di Sciacca
di la redazione - 24/9/2002
Comunicato della Redazione
Sabato 28 settembre, alle 11.30, presso la Sala Blasco del Palazzo del Comune di Sciacca, l' arch.Gianni Ranaulo illustrerà l'idea di progetto per il completamento e la messa in funzione della struttura del Teatro progettato dai Samonà. L'architetto ha mantenuto fede alla promessa fatta durante il convegno dello scorso maggio: donare un progetto alla città di Sciacca, consegnandolo al Sindaco, Avv.Ignazio Cucchiara. Ne siamo felici, perchè il gesto di Ranaulo dà continuità al convegno, gli dà spessore, gli dà un senso: un'opera di alta architettura lasciata marcire per venti anni torna ad essere presa in seria considerazione. Ringraziamo Ranaulo, dunque, perchè ha dato anche a noi di antithesi la possibilità di concretizzare le parole dette a maggio. E ringraziamo anche il Prof. Antonino Saggio per l'appoggio all'iniziativa che ha continuato a dare in questi mesi.
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Next?
di Sandro Lazier - 9/9/2002
La prima impressione che viene dalla visita alla ottava biennale di architettura è quella di assistere al definitivo dissolvimento di ogni velleità accademica, dal rimasticamento storicista alla falsificazione postmoderna. Senza pre e post, piaccia o non piaccia, la modernità (quella delle tanto diffamate avanguardie) ha vinto e si propone con la forza del contrassegno espressivo. Il che, di per sé, non è una novità assoluta. ...continua...
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L'Italia e i soliti italiani. Anche Sudjic s'adegua.
di Paolo G.L. Ferrara - 9/9/2002
"Next?...no, forse... Now. Si, now sarebbe meglio per definire questa Biennale d'architettura".
Con Luigi P.Puglisi e Luca Guido prima, con Antonino Saggio poi, Sandro Lazier lo affermava e ne discuteva a Venezia. Ascoltavo e cercavo di capire il senso dell'importanza del discorso.
A dir la verità, a mente fredda, non credo che il problema terminologico, per quanto importantissimo poiché identificativo degli obiettivi, possa essere determinante nell'espressione dei pareri sulla 8^Biennale.
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Antisemitismo: oltraggio alla cultura
di Cesare De Sessa - 8/9/2002
Con notevole ritardo rispetto all'avvenimento e alla tempestività con cui De Sessa ha scritto per la pubblicazione su Antithesi, pubblichiamo l'articolo che segue. Del ritardo ci scusiamo con De Sessa e con i lettori

La profanazione al cimitero ebraico di Roma non è soltanto un atto vandalico (al di la di chi sia stato e delle motivazioni che lo hanno spinto) che offende la coscienza civile del paese. Non è solo un pericoloso rigurgito di assurdo antisemitismo, fenomeno pericolosissimo per ogni società libera, in quanto rimane la cartina di tornasole con cui misurare la capacità di tolleranza, dunque il livello di democrazia reale. La profanazione dell'altra notte è stata, anzitutto, un oltraggio alla cultura e, di conseguenza, un offesa al concetto di politica. Sì, perché senza voler stabilire facili equazioni, è semplice capire quanto politica e cultura siano intimamente legate. ...continua...
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Le cose cambiano
di Domenico Cogliandro - 4/9/2002
Era il titolo di un film di David Mamet. Lo scrivo e mi risale dal profondo della memoria liceale un certo quae cum ita sint, latino, che dovrebbe recitarsi stando così le cose. Ma anche Lucrezio, scoperto in età adulta, che continua a trascendere le cose di cui dice nel De rerum natura, invitando il lettore ad una attenzione pervicace verso il loro cambiamento. Le cose sono sempre cambiate. Ho sentito dire al signor Vacchini, architetto svizzero, che il progetto è disegno, cantiere e caso; il caso ha un suo spessore, una sua importanza, e in virtù di uno statuto d’imponderabilità, che gli appartiene (e su questo non ho nulla da aggiungere), è impossibile essere preparati all'accadimento, pur sapendo di un suo probabile agguato. ...continua...
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Lettera per il moderno
di Sandro Lazier - 25/7/2002
Gentile Antonio Buccolo,
ho letto con attenzione l'articolo "Langa: case di pietra e architetture innovative. Una contesa lunga di secoli."
L'attenzione è dovuta al fatto che lo scritto contiene domande le quali, per me e per chi come me si occupa di architettura in forma valutativa, rappresentano una sorta di verifica della capacità dell'arte di comunicare i propri messaggi.
Mi spiego meglio. L'architettura, come tutta l'arte figurativa in genere, sta coltivando un paradosso dal quale pare non essere in grado di uscire. ...continua...
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Comunicato ai lettori
di la redazione - 13/7/2002
Abbiamo spesso filtrato commenti che sfociavano nel battibecco, mentre altri, nonostante seguissero la stessa linea, sono stati pubblicati. Da ora in poi, non accadrà più. AntiTHeSi chiede che le opinioni espresse siano supportate da una contro-critica di contenuti e che vengano evitati commenti superficiali rivolti, cosa grave, ad altri siti o altri lettori. Abbiamo cercato di essere democratici pubblicando le opinioni di tutti ma, da qualcuno, questo atteggiamento è stato frainteso. Ribadiamo: non siamo depositari di alcuna verità e desideriamo un confronto che sia sì contraddittorio rispetto le nostre opinioni, ma che sia anche propositivo. ...continua...
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Antithesi e 'nuovi critici' di architettura
di Paolo G.L. Ferrara - 2/7/2002
Da Mara Dolce riceviamo questo messaggio:
"Premetto che non condivido nulla delle vostre posizioni critiche e che leggo Anthitesi perchè vi riconosco coraggio, libertà, passione autentica, assenza di secondi fini (cattedre appunto, notorieta' ecc.)
Ma perchè siete sempre più spesso seduti a tavole rotonde con persone che si autodefiniscono pomposamente "critici di architettura"? chi sono secondo voi oggi i critici? critico di architettura e' colui che...
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Il triangolo no...
di Paolo G.L. Ferrara - 7/6/2002
Ci siamo: dal 6 giugno 2002 è partita ufficialmente l' "Operazione Ponte sullo stretto". Alla fine del 2004 potremo iniziare il conto alla rovescia, sino al 2010, data stabilita per la fine dei lavori.
Diceva Wright che architetto, committente ed impresa sono la triade che permette la realizzazione dell'architettura. Se una sola delle tre componenti fallisce, l'architettura stessa fallisce.
Parole sante, talmente vere che sembrano addirittura banali.
Il genio americano -ovviamente e volutamente riferendosi alla vera architettura- non considerava le variabili che spesso condizionano questo triangolo, oltre al fatto che, certe volte, è proprio il legame inossidabile tra queste tre componenti a dare vita alle architetture della speculazione, ovvero edifici penosi a livello architettonico, precari a livello costruttivo, remunerativi a livello economico.
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Architettura a Sciacca: Conversazioni senza i progetti
di Franco Porto - 19/5/2002
La scommessa è vinta: l'organizzazione di un evento in una delle città più suggestive della Sicilia, ma anche tra le meno collegate, si è svolto con grande riscontro di pubblico proveniente da tutta l'isola e con l'approfondimento di tutte le tematiche previste. Non era facile invece convincere e coinvolgere la comunità del luogo, compresi gli addetti ai lavori, che ha preferito spiare dagli scuri socchiusi o dai servizi delle televisioni locali; eppure si parlava anche dei loro problemi, uno dei più irrisolti sicuramente il Teatro Popolare di Giuseppe e Alberto Samonà. ...continua...
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Sciacca per fare
di Sandro Lazier - 18/5/2002
Una cosa è certa: la volontà di “fare cultura” è emersa rispetto alla retorica del “sapere”. E non è cosa da poco.
I due giorni di Sciacca hanno coinvolto persone ed idee che hanno in comune il disagio dell’inquietudine. Nessuno, infatti, ci è parso propenso al rilassamento e all’autocelebrazione e nessuno è venuto con formule di pronto uso. Anche questa non è cosa da poco.
L’autocommiserazione alla quale spesso ricorre la frustrazione degli architetti non è stata necessaria perché il giochino delle responsabilità che sono sempre degli altri non ha funzionato e non è più di moda. A proposito, mi piace ridirlo, le responsabilità sono solo e sempre personali, come nel codice penale. Le architetture brutte sono fatte da cattivi architetti, non certamente dalla politica o da qualche categoria mentale facile e comoda da tirare in ballo. Nomi e cognomi, quindi, per favore. ...continua...
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Architettura negata: cosa faremo
di Paolo G.L. Ferrara - 17/5/2002
Il Presidente della Regione Sicilia On. Cuffaro, pochi giorni prima dell'apertura del Convegno "Conversazione di architettura in Sicilia", svoltosi a Sciacca, in merito al Teatro Popolare della città termale ha comunicato che saranno stanziati circa 9.000.000 di euro per il completamento dell'opera.
Non abbiamo avuto modo di leggere una relazione tecnica che attesti l'esigenza di tutti questi soldi per completare l'opera, ma ne prendiamo atto e poniamo le basi per la nostra azione di monitoraggio della situazione.
Antithesi seguirà da vicino l'iter stabilito dalla Regione Sicilia, oltre che l'operato della stessa e dell'Amministrazione Comunale di Sciacca. ...continua...
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Il coraggio a quattro mani
di Domenico Cogliandro - 14/5/2002
Io ripartirei dal silenzio. L'affastellamento delle parole, il mea culpa generalizzato, le colpe ataviche della disciplina, le avventurose gimkane tra i compiti dell'architetto e le altisonanti affermazioni di certi pedofili culturali, portano solo confusione e rendono impossibile al comune avventore, che va via più confuso che dissuaso, la comprensione di un problema. Il caso del Teatro popolare di Sciacca di Giuseppe Samonà, rimasto incompleto, è una nota a pie' di pagina rispetto all'enorme caos generato dal ruolo delle istituzioni rispetto al medesimo oggetto, e alla sua incompletezza. ...continua...
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