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2 commenti di Paola d'Arpino
17/4/2005

Commento 890 relativo all'articolo:
Il moralista: miracolo a Milano di Paolo G.L. Ferrara
 
Quando, da ragazzina, passavo nei pressi della Palestra di Paliano, nella mia ingenua testolina che certo non immaginava ancora neanche lontanamente che sarebbe diventata a sua volta una “testa da architetto”, non capivo quella struttura, quell’ edificio era per me un dilemma, non capivo perché fosse storto, cadente, mi metteva ansia e preoccupazione, mi chiedevo “ma quando chiameranno le gru per raddrizzarlo ?” Poi il modo di operare di Fuksas è cambiato, si è evoluto e le sue realizzazioni sono ora più comprensibili anche ai non addetti ai lavori. Non amo molto le polemiche ma trovo comunque che l’architettura e gli architetti non dovrebbero agire politicamente né fare dichiarazioni che vadano ad inserirsi in contesti che dovrebbero rimanere solo per i “politici di professione”. E parliamo dunque di architettura. Trovo che il nuovo centro fiere di Milano sia una grande opera con importanti aspetti positivi come ad es. la grande funzionalità, la celerità di realizzazione, la comprensibilità immediata dei tracciati, cosa di primaria importanza per un visitatore che in poco tempo ha la necessità di visitare tutto nel minor tempo possibile. Quello che però condivido pienamente con quanto espresso da Ferrara è la perplessità su quella caratteristica ormai ampiamente diffusa in molti architetti “in”, di progettare cose che “potrebbero stare ovunque”, opere astratte, introspettive, prive di rapporti con il contesto*. Potremmo vederle come una nuova architettura globalizzante, oppure una sorta di digital-re-newinternational-style, tanto per evidenziare che anche questa non è una novità, e neanche di grandi prospettive se dobbiamo considerare il breve successo del primo international style. E oggi, come allora, potremmo porre le stesse obiezioni su aspetti oggettivi e strettamente pratici, come la diversità di clima, perché ad esempio, personalmente sarei curiosa di sapere come sono stati risolti gli aspetti di bilancio termico estivo ed invernale e di FEN secondo normativa nella Nuvola di Roma. Poi ci sono gli aspetti più soggettivi e quindi opinabili come “l’apertura al territorio” e l’intervento per “mutare il luogo”, il rapporto con la città ed i suoi fruitori. Personalmente ritengo che anche questi aspetti “soggettivi” siano irrinunciabili: le architetture non sono né monumenti celebrativi fini a stessi e neanche semplici strumenti per l’esplicazione di una specifica funzione, sia essa espositiva, abitativa o produttiva. Le architetture sono prima di tutto per gli individui, gli uomini e le donne che devono vivere, attraversare, guardare le loro case, i loro uffici, le loro città e perdere il rapporto con l’intorno porta a perdere proprio quel rapporto con l’Uomo.
A proposito della querelle su chi scrive troppo e costruisce poco: scrivere significa ragionare, avere delle opinioni, comunicarle, discuterle e magari, anche metterle in dubbio ed essere pronti a perfezionarle. Progettare con la consapevolezza delle proprie idee non può far altro che aiutare a costruire mondi migliori.
Paola D’Arpino
*(aspetto già evidenziato nel mio commento “Nuvole?” su http://www.architettiroma.it/archweb/dettagli.asp?id=6550) e da Paolo Marzano in “L’Uomo altrove” su http://www.costruzioni.net/l'uomoaltrove.htm )

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7/9/2004

Commento 769 relativo all'articolo:
Terragni virtuale compagno di banco di Paolo G.L. Ferrara
 
Verso la “Terragni Futuro”
“Terragni virtuale compagno di banco”, il titolo da Lei scelto sintetizza in modo simpatico ed efficace i mesi di frenetici studi, ricerche, progettazioni, verifiche, pubblicazioni e conferenze che hanno portato al simposio di luglio – Terragni Futuro – mesi in cui io, studentessa, e i miei colleghi del corso Caad 2004 del prof. Antonino Saggio, abbiamo frequentato, studiato e lavorato insieme a Giuseppe Terragni (per continuare la sua parafrasi..) . Questo aspetto della presenza costante, quasi fisica dell’architetto comasco, è stato sicuramente caratterizzante tanto da trasparire, evidentemente, anche nelle presentazioni dei nostri lavori. Una presenza importante, forse scomoda, forse, si dirà, troppo distante visto che ci separa addirittura un secolo, ma comunque una presenza che volenti o nolenti ci ha incuriosito, solleticato, e risvegliato anche i più pigri. Proprio questa presenza ci ha “comunicato” molto più di qualsiasi altro stimolo o incentivo allo studio. Alla facoltà di architettura si sente parlare di Terragni già dalle prime lezioni del primo anno, ma si tratta di puro nozionismo come Lei ha fatto notare. Nozionismo e semplice celebrazione che troppo spesso riempiono le righe e i discorsi, che però, una volta conclusi, non hanno effetti, non hanno seguito, non danno vita a niente di nuovo. E invece le celebrazioni dovrebbero servire proprio a questo, ad evidenziare aspetti mai messi in luce, a trovare nuove prospettive e nuove vie, a indicare sviluppi alternativi anche se si sta celebrando un architetto nato nel 1904. E visto che in questi cento anni che ci separano da Terragni, tanti cambiamenti ci sono stati, visto che ha avuto luogo addirittura quella che gli storici e sociologi chiamano la Terza onda, visto che questi sono i decenni dell’Information Technology, allora l’analisi può essere ancora più stimolante e la riflessione ed elaborazione di proposte ancora più ricca di soluzioni inedite se tutto questo entra a far parte della ricerca e delle proposte progettuali. Questo risultato credo che sia stato già in parte raggiunto nella conferenza di luglio e ci auguriamo di ampliarlo ancora con la mostra che si terrà a dicembre.
Cosa ci ha spinto e guidato ? I punti fermi che ci hanno, e continuano, ad ispirarci sono proprio quelli che Lei definisce i “nessi reciproci, quelli che la distanza temporale non può annullare…”, la consapevolezza che “la comunicazione è di Terragni tanto quanto lo è dell’epoca contemporanea”. e l’esigenza di comprendere quella “…genialità architettonica che gli consentì di capire pregi e limiti della Neue Sachlichkeit…”. Questa genialità, in particolare, mi ha talmente colpito tanto che la mia ricerca individuale su Terragni è iniziata proprio da qui, dal voler dimostrare che quello che allora fu giudicato come limite era ed è, in realtà, un valore ( -…Terragni ha l'intelligenza necessaria a oltrepassare la fase radicale delle rivoluzioni e passare direttamente ad una elaborazione di cose nuove senza perdere l'orientamento.- da The Cat, Paola D’Arpino http://xoomer.virgilio.it/mediterraneita/the%20cat/il%20gatto.htm) ed è proseguita alla ricerca di quegli architetti contemporanei che, come il comasco, comunicano con esiti nuovi e brillanti, quei valori “mediterranei” che nel secolo scorso vennero giudicati appunto come limite. Questa analisi ha portato me ed il mio collega di gruppo EiKon, (http://art.supereva.it/eikon.freemail/) ad una proposta progettuale che ha alla base una grande tensione verso la comunicazione, individuando un tracciato inedito, forse insolito, ma che ci è stato suggerito come da Terragni stesso, dalle poche foto della sua breve vita, oltre che dalle sue opere, un tracciato su cui convergono molti intenti: l’allargamento dell’ambito prettamente architettonico verso settori diversi, la possibilità di diffondere la cultura architettonica attraverso mezzi inusuali, il coinvolgimento all’interesse alla cultura architettonica di fasce d’età anche giovanissime ed altri ancora. Ciò che sorprendeva, noi stessi per primi, durante l’elaborazione è che ogni tanto, quasi senza rendercene conto spuntavano improvvise confluenze d’intenti, inattesi “suggerimenti”, nuove affinità, tra il nostro lavoro e quello del grande architetto comasco. Ciononostante i risultati non sono né ibridazioni, né tantomeno imitazioni, ma autentiche, originali, nuove esplicazioni di idee di giovani architetti che Vi attendono alla mostra di dicembre.
Paola D’Arpino
Corso Caad 2004 del Prof Antonino Saggio – Facoltà di Architettura
L. Quaroni - Università La Sapienza - Roma
Sito http://xoomer.virgilio.it/mediterraneita/Index/
Gruppo di lavoro: EiKon
Sito http://art.supereva.it/eikon.freemail/


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