29/7/2011
Rileggo il mio commento 9312 su anthitesi e lo confermo ora con più forza...
la vai della morte è naturale e l'uomo dovrebbe avere l'intelligenza e la sensibilità di rispettarla ...
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29/7/2011
Bhè si! non si può che condividere... aggiungerei che è proprio uno schifo ma
non bisogna troppo martellarsi sulle ...
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11/4/2011
Qualcuno, non ricordo chi, affermò che : all'imbecillità non c'è limite...
credo sia ormai un classico ... e accade soprattutto quando si vuole innovare senza sapere che cosa voglia dire innovare... Capita, questo, solo agli amminustratori e con una certa frequenza direi...
Al ministero di qualche ministro c'è anche qualche ufficio addetto all'innovazione che naturalmente invecchia e uccide tutto ciò che fà e mi pare anche naturale del resto ...
Perciò che concerne un grattacielo dei morti che dire... sembra anche una poetica asserzione se non fosse davvero una autentica prova di incapacità a pensare ..
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17/1/2011
IL PONTE SULLO STRETTO… VA LARGO?
Adesso si arriva al problema vero del ponte sullo stretto di Messina.
Dopo aver perso tempo si arriva al problema.
Dopo aver perso tempo in opinioni retrò e punti di vista malinconici si comincia a scorgere l'obbiettivo.
QUALE PONTE DEVE CONGIUNGERE LO STRETTO?
Mentre il salotto si snervava tra Scilla e Cariddi, si progettava e si pensava di
chiamare qualche superstar da rotocalco per la furba e necessaria "tocca" di guscio da destinare alle pagine della Kultura... necessaria per far andare in brodo di giuggiole le satinate e lucenti pagine del vuoto rotocalco architettonico ed anche quelle satinate e non dell'informazione massiva.
Naturalmente, questo per progettare le delicatissime opere di raccordo tra i due estremi terreni punti e semmai da prevedere, con qualche pseudo-invenzione, come oggetto di una sorta di esangue risoluzione formale ai danni del territorio… che sarà tutta da assistere e da osservare per il divertimento di tutti coloro che gettavano il sudario : sul ponte si… sul ponte no! l'Italia due spaghi….
La logica è quella di sempre, chiara chiara, che fa anche un po’ schifo a dire il vero. La parte tecnica è tecnica e basta , la parte poi del raccordo territoriale si risolve con un’ imbellettatura secondo lo stile crudo e asettico di una “star” : “e c’ho pronto pure il pennello per madama la marchesa...” Per cui si chiama l'archistar più in agio sul territorio oggi in Italia o… similia. E via? Simulando e tratteggiando un bel “chi se ne frega” della realtà italiana… qui gli affari contano e su questi, si sa, si piegano penne e pennini... al vento che tira.
L'architetto non è più neanche la succulenta, affabile ballerina del can can, ANZI PEGGIO: L’INVENZIONE DELLE VELINE con quel balletto un po’ sullo stitico… costituisce la cosa più congeniale e geniale da rilevare per il tempo di oggi, per dare l'immagine, cio’è coprire legittimando il guscio ed alla parte sostanziale ci pensa qualche buona società di ingegneria… dimenticandosi tutto quello che c'è da dimenticarsi e alla faccia di quel fantomatico e incomprensibile “rompi”, che è il rapporto integrativo tra manufatto e ambiente… in fondo non vale nulla !
Su questo si potrebbe discutere : su ciò che non vale nulla e sull’ importanza
dell’ incapacità a capirlo
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18/12/2010
Commento
9209
relativo all'articolo:
Pompei
di
Leandro Janni
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Cosa entra il "buon" lo puoi spiegare tu ... Forse per stimolare un dibattito? Ma gli argomenti devono essere sostanziali caro amico...
dirti che continui a non comprendere mi sembrail minimo se ti riferisci alle parole del soprintendente. Bisognerebbe capire un po più a fondo... più a fondo, e non girare sù come fai...
Cioè andare a vedere dove inizia la politica di dotare i sistemi museali con attrezzature di confort e documentazione in italia... e quindi capire perchè e come... E capire anche quale è stato il lavoro dei ministri, almeno degli ultimi cinque, sulla conservazione in Italia. Setu lo avessi fatto forse avresti trattato il dramma dove si trova... per questo l'articolo non è sul tema caro Janni e fa solo polichetta scussa scussa. Sarebbe un buon contributo far capire che di Pompei tutti si son dimenticati, tutti!!!
E anche il perchè....
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15/12/2010
Commento
9204
relativo all'articolo:
Pompei
di
Leandro Janni
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Il pensiero con cui apri l'articolo è uno di quei pensieri cosidetti nobili, buoni per tutte le occasioni e non si sbaglia certo a citarlo oggi.
Il motivo per cui non mi sollecita dibattito è perchè si regge su una strumentalizzazione a sfondo politico che non mi attira per come è impostata. Posso dire però alcune cose:
_ Le Soprintendenze italiane hanno perso la loro attendibilità da molto tempo e non può essere attribuita ad ora la loro struttura inadeguata e fuori della realtà di oggi. Fosse solo fuori della realtà di oggi sarebbe un buona cosa, ma non sufficiente.
Il Ministro Bondi non ha capito questo ministero e non ci è entrato dentro, se non con scelte consuete, ordinarie, come ogni ministro ha fatto prima di lui e con la stessa leggera visone del mondo della cultura italiana. Per esempio la stessa approvazione del Codice Urbani, che io salutai come uno dei provvedimenti più illuminati dal 1939 ad oggi, venne notevolmente ridimensionata dagli apparati di ogni politica, compresa quella di cui tu fai parte caro Janni, e con ciò dicendola assai lunga sulla realtà della tutela di questo problema del paesaggio in italia... A tutto ciò si aggiunge il fatto che di Pompei non se ne è occupato nessuno con serietà... e questo da molto tempo.
Presentire altri crolli e altri misfatti anche in ambito territoriale è oggi un dovere da segnalare all' opinione pubblica. Dal punto di vista intellet
tuale, credo ci sia onestamente da responsabilizzare a raffica ed indistin
tamente sulla storia della gestione di questa nostra realtà storico-artistica e sul paesaggio,così come sulla cultura dei Centri Storici. Io per esempio, sono testimone dell' incapacità politica per alcuni Centri Storici importanti della Toscana retta da tuoi idem sentire. Questa volta non concordo con il tono che hai dato a questo tuo articolo, che ritengo assai leggero sui contenuti e specialmente in riguardo al discorso sulla indignazione e il riferimento agli intellettuali organici.
Il buon Seneca non può essere usato a discrezione di una sola parte!
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15/12/2010
Non è difficile non concordare con il nostro grande Zevi che i convegni in Italia hanno sempre un odore un po stantio nell'esser celebrazioni di questa o quella idea politica che in quel momento "comanda". Che vuò fà ?? Ricordo anche alcuni nobel in odore di propaganda ma che Vuò Fà... se la cultura italica viaggia nella sottocorsia della politica? C'è chi tiene alla carriera sempre e c'è sempre stato e la faccenda è vecchia ahimè... e in molti, troppi! si mettono anche oggi in calzoncini e corrono sulla corsia preferenziale del cadreghino e... che Vuò Fà ?
Ma Saggio perchè si stupisce ??
E' un mistero?
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15/9/2010
Manganello dice cose giuste a le dice anche in tono garbato.
Ma questa abitudine tipicamente italiana è dura e non c'è modo di cambiarla, appartiene ad una consuetudine vecchia e vecchia non può che essere la sua risultanza come del resto la cultura oggi in Italia.
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1/8/2010
Che vuoi che ti dica caro Janni... dopo che il barattolo della marmellata è schiantato giù a terra sporcando tutto... anche i bimbi hanno un moto di vergogna e attenzione, di pentimento sincero, almeno loro...
Ora si cercheranno vie diverse per consentire... attraverso pubblicità e silenzi... e giù chiacchere per irretire una sorta di ripresa e magari un pò più in la nel tempo... E speriamo ci diano tempo ...
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24/7/2010
Siamo di passaggio in questa avventura umana e non ci resta che accettarlo e farne, per quello che possiamo e per quello che riusciamo,
una esperienza per altri... per i propri familiari e per i propri amici e per i propri compagni di avventura... ma anche per gli altri... con quello in cui crediamo con passione, cioè amore e sincerità...
Così capita... e così capita che anche con la tua scomparsa riflettiamo di più e più a fondo anche la tua esperienza per il tempo che rimane e che Dio ci dà ...
Non immaginavo che fosse arrivato il tuo tempo così come non immaginavo che fosse arrivato il tempo della mia Rosa... ma arriva e quando arriva ti arriva dietro alle spalle e nulla e nessuno ci può fare niente...
E' un arrivederci Giannino... continueremo la buona costruttiva polemi
ca... e ora il mio umile e sincero cordoglio ai tuoi familiari ed amici.
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9/7/2010
IL MARE DI OBAMA
Leandro Janni benchè compiti di architettura e urbanistica... ma è questa una moda oggi molto diffusa in Italia, ha dato il meglio scrivendo un bellisimo articolo SU ANTITHESI sul disastro ambientale recentissimo che io chiamo il "mare di Obama"... (non certo per cattiveria ma per ironia della sorte semmai) e ricordo che gli è stato dato il premio Nobel anticipato forse facendogli un dispetto... presupponendo all'orizzonte disgrazie del genere, con una portata enorme sul globo e sulle tendenze di sviluppo odierne, vista la cultura in atto di dare carta bianca alle compagnie senza tutelarsi da questo genere di disgrazie che possono inginocchiare il mondo.
Dice bene Janni sullo strapotere delle compagnie... cioè dei gruppi economici che riunendosi hanno in mano la possibilità di distruggerci il pianeta e restituirci i cocci, creando le condizioni per la macelleria di cui a volte si parla con una certa puzzetta sotto il naso. Di questo passo altro che polemiche sull' energia eolica (i nuovi mulini al vento) che offende l'occhio di sofisticati dilettanti o salottieri estetisti o rotocalchisti professionali di provincia, per esempio circa l'impiego rozzo dei pannelli fotovoltaici... ma che con una certa attenzione e volontà di ricerca possono benissimo integrarsi al territorio... Si tratta di energia pulita tutto sommato e reversibile quando il peggio viene dal petrolio e dalla sua scelta indiscriminata di sfruttamento.
Si profila oggi e il bravo Janni lo dice... un gara allo sfruttamento arido e pervicace, indifferente e consentito... su questo fronte acritico e da cui è necessario guardarsi... da cui è necessario difendersi.
Un sincero grazie !
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4/6/2010
La poesia è poesia... ci sarà logica nella poesia ? C'è logica nell'arte?
Una e fondamentale è quella di aiutare a ristabilire dentro l'animo dell'uo
mo il suo filo interno con la società e il mondo... La logica è scaturente oppure è lavorata affinata costituita e pensata ed è un aiuto puro quando è un processo vero e sentito espresso per esternare come a spingere fuori il senso di una coscienza in lacrime o il sorriso, la gioia e la felicità oppure il dolore... è una instintiva volontà di compensare la vita, la città, di equilibrarla... di farcela sentire vicina e amica nonostante la cattiveria dell'uomo ... Meraviglioso risoluto tentativo di riconquistare la forza e la capacità di amare...
C'è logica nell'architettura oggi ?
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19/5/2010
L’oro del merlo
E soprattutto: e de che cosa ??
E' la prova della grande confusione generata da una certa ricerca giocata sull'equivoco di una rimessa sulle idee... o meglio sulla mancanza di idee... accade, accade e non ci può fare molto !
Parliamo della felicità dell'incoscienza? O della coscienza che gioca sui destini dell'uomo e della città ? Di chi cerca l'opera d'arte quando invece ci sarebbe da cercare l'opera di senso, cioè quello che è utile ad avere una città meno asfissiante e la speranza di un degrado risolvibile nelle forme della civiltà. Non la festa dell'egoismo fatto pseudocultura di Molinari e altri… E’ la speranza di un rifugio nella felicità di F.O.G. o dei suoi illusi o incerti fans... falsa felicità e semmai egocentrismo a tutta forma... incompatibile con una città che pensi al futuro. Ideuzze e tecnologia vanno avanti perchè colpiscono subito la fantasia di chi è distratto o annoiato, oppure ha bisogno…e producono che cosa? Un senso sbagliato senza dubbio... un’economia acida e corrosiva, inseguendo miti sbarellati che hanno la parvenza del nuovo ma fuggono la verifica... come appunto lo è la ricerca facilmente entusiasta del capolavoro in architettura! Non si cercano i capolavori in ciò che crea effetto! In ciò che luccica … nell’oro del merlo ! né si possono voler vedere per forza ! Ci si interroga sul tempo che durano e semmai della riuscita della finalità e sul valore che esercitano nel contesto in cui sembrano inserirsi, ma non fanno vera incetta dei problemi che affliggono la città, né ad essa si sposano… se ne distaccano quanto possono! Si isolano sdegnati inserendo un sogno senza risveglio ! Ci si muove con programmi che umiliano per la forza degli investimenti… senza curarsi della verifica e dell’impatto che creano e ricorrendo alla esposizione economica che intimidisce la memoria del presente... ma accampano il sicuro degrado del futuro. Nessuno si interroga del dopo per non bruciare innanzi tempo la festa … La festa ora sarà a Roma, ma che festa sarà ? De che? E soprattutto : de che cosa ?
Renzo Marrucci
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19/5/2010
Altro che senso nella felicità di F. O. G. e beato lui che ottiene incarichi di quel tipo... l'unica vera cosa da invidiargli... ma se poi così li sfrutta me ne astengo con facilità ma anche questo è interessante perchè fa crescere in qualche modo ... Osservare chi nuota nell'abbondanza e nella leggerezza... giocare con l'uomo e con i suoi mezzi tilascia li per lì stupefatto... poi dopo capisci...
L'arte ha senso sempre se non per il fatto che è arte quando è Arte... Quindi ha senso F.O.G. e altri, molti altri come lui ... e per fortuna in questo mondo che noi passiamo nella sua grande fessura aperta ...
Devo dire che sono ammirato e stimolato dallo scritto della Signora Torselli che ringrazio della sua umiltà davvero efficace e semplice.
Renzo Marrucci
Devo aggiungere che l'articolo di Lazier mi ha procurato dei dolorini acuti ma non semplice mal di pancia...
Grazie ...
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19/4/2010
Libro circolare e articolo circolare ? Per me va benissimo, non ci sono problemi ma… che vuol dire ? Che lo giro e lo leggo, se leggo? Oppure se lo rivolto e lo inclino mi appare un ellisse? Oppure una delle trasformate del cerchio? Perfino una iperbole? Sempre ammesso che sia possibile leggere un libro partendo dalla fine, come si fa per una rivista femminile odi architettura oppure... lo si fa a volte per pezzi a risalire per individuare i punti chiave ecc... Ma il cerchio non cerchia ... Lo dico con rispetto evidentemente e non vorrei che si offendesse nessuno qui.
Molto rispetto per i greci antichi, ci mancherebbe ! Io sono più Etrusco semmai...
Mi piace pensare che la vita o il discorso non abbia mai un punto di ritorno e continui oltre come un viaggio… pensando che il corpo abbia cibo e altro
Ma sono con Torselli per certe sue strette riflessioni sulla mano e sulla mente e sul programma e ripeto anche che la modernità non assomiglia che ad una idea di libertà molto parziale... e se ne parliamo osservando l'ombra proiettata dal cerchio, allora si ingarbugliano le idee e le parole tornano dove partono come un certo circolo... mi pare... chiuso! O come, se preferite, l’animaletto che si morde la coda…
addio libertà...
Tanzi però rientra sull'idea dello spazio virtuale ed è utile parlarne e comincia a interrogarsi... si vede che l'architettura non deve mai dimenticare l'uomo e le sue necessità di essere singolo e di essere sociale come nella città... e tutto viene da lì… e nel saper tenere il carro sulla strada oppure il timone sulla barca quando il mare … con molta umiltà ! In aderenza alle cose della città e dell'ambiente che ci ospita.
Giannino vola dalle sue radici radicate e radicali e trova che "catorcio" vuol dire chiave... ma che bello! Per essere una chiave la "cosa" di Bilbao ci inchiavarda il cervello o meglio il cittadino che entra e poi esce e rientra nella sua città... solo dopo una escursione? Non nascondo un certo fascino iniziale come tutte le cose superflue... ma dopo perdo anche la pazienza nel mio piccolo, camminando per la città, e mi pare… perchè sulla città non si dovrebbe più scherzare occorre cominciare a fare sul serio... Sì, caro Giannino, è proprio un "catorcio" ma questa volta usiamo il senso che passa nella vita corrente tra le mie vecchie vie di pietra... appunto di brutta serratura, che spesso non si apre e nemmeno si chiude ...
Renzo M.
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12/4/2010
Giannino io amo il dadaismo e tutto quello che segna un passo Avanti nella storia dell'uomo. Che lo stimola e lo contraddice per dare all'evento
umano e culturale tuttoquello che serve per far sentire viva e critica la condizione dell'uomo rispetto alla sua dimensione e aspettativa di qualità edi futuro. Ma mi piacerebbe capire perchè ti passi l'idea sul dadaismo in particolare... mentre apprezzo l'ironia del tuo commento .
Pensa un pò credevo di aver scritto "cartoccetto" invece di scartocetto e forse sarebbe piaciuto di più ? Mia nonna mi diceva sempre : "attento bimbo a come usi le parole che l'omini si raccapricciano... "
Avevo in mente le mie vecchie lezioni di disegno professionale a qual
che studente a cui davo un foglio accartocciato, proprio sotto i loro occhi,
da disegnare... Mi guardavano sorpresi ma poi cominciavano divertiti a disegnare... li vedevo divertiti e disegnavano senza inibizione e proprio loro che non erano ben dotati e il bello era vedere come si interessava
no... al cartoccio o cartoccetto che dir si voglia... Il loro professore li inibiva a scuola e io, modestamente..., li disinibivo... Ma che bello che bello che bello!
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12/4/2010
Caro Lazier, mi suggerisca Lei quale opinione devo o dovrei avere per poterne parlare liberamente fuori del bar sottocosa… Vede, io non faccio e non ho mai fatto vita da bar, ma se potessi parlare di architettura anche al bar non mi sentirei sottoutilizzato né in qualche modo emargi
nato. Rispetto le sue idee e quelle degli altri, ma desidero essere me stesso sapendo di essere libero di difendere le mie idee in fatto di ar
chitettura. E poi guardi, con tutto il rispetto mi creda Lazer… la solitudine non mi ha mai spaventato, specialmente oggi, semmai da lei mi sarei aspettato che mi avesse detto : caro Marrucci, ci pieghi per cortesia per quale motivo ritiene un "catorcetto" la cosa di F.G. ? Oppure anche altro semmai …
Caro Tanzi, mi hai sintetizzato credo abbastanza il contenuto del libro ma conoscendo l'autore per altre cose ho connesso il suo pensiero con le sue righe e… certo, quando posso ne farò lettura senza dubbio!
Da quello che scrivi, l'autore mi è sembrato fermo a certe visioni che già conosco, il quale certamente stimo pur essendo tra quelli che non la pensa come lui … Ma vivaddio mi sembra che sia anche utile al dibat
tito… e utilmente fuori di un coro, come dire… concertato, oppure anche lei mi invita al bar ? Oppure ad andare al bar ?
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12/4/2010
Non è sul piano di Morris il mio punto di vista, non può essere, dai!
Le implicazioni sono diverse e commisurate alle problematiche della realtà che viviamo. Sono motivi che derivano dal vivo della società, della spettacolarizzazione e dell'uso della tecnologia a prescindere dalle necessità umane. Uso spronato e incanzalte, oltre l'uomo, sopra l'uomo inesorabilmente. Mancanza di commisurazione allo spazio dell'uomo... Per esempio nel "catorcetto" metallico di Bilbao che fa di Frank Gehrj uno snob copiatore furbo dell' italico futurismo dell'architettura dei salotti pseudo critici, che non capiscono bene... per dirla in poche parole:
R.P. può stare per l'altro tecnologo della situazione italica benpensante ? Sarà un indovinello? E mettici poi tutte le sigle che vuoi... quelli che sono italiani e quelli che sono stranieri e che snobbano l'uomo come cittadino, ma ragionano in termini del "si può fare" , ritenendo che la sfida sia seguire l'ultimo risultato, anche se mai sperimentato nella sua logica umana e sociale. Ma dove è oggi l'architetto ? a Dubai ? O portano Dubai nelle nostre città ?
Dobbiamo svegliarci e non dormire tra le forme che vivono l'isolamento non degno dell'uomo...
Io credo sicuramente con te che un libro o un intervento possa essere positivo nel suo assunto, sia che sia condiviso o no! E chi lo nega Giannino? Sarebbe sciocco sicuramente! Utile è invece entrare nel merito sia partendo da un verso o da un'altro verso... e arrivare, se è possibile... al nocciolo della questione.
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12/4/2010 |
Sandro Lazier risponde
a renzo marrucci: |
..."catorcetto" metallico di Bilbao che fa di Frank Gehri uno snob copiatore furbo dell'italico futurismo dell'architettura dei salotti pseudo critici....
Questi dirscorsi li faccia al bar sottocasa, Marucci, non qui. Se no rischia una desolante solitutine alla ricerca di un improbabile nocciolo della questione.
- Sandro Lazier |
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11/4/2010
Non c'è altro ? A me pare che I’assunto così posto lasci molte perplessità al tempo che trova... caro Tanzi... Da quello che scrivi, sembra che si registri il fatto e lo si consegni ad altri... con dei timidissimi segnali di percorrenze tutte da affrontare …
Certo, è da considerare positivo in sé il tentativo di organizzare le esperienze... ma pensavo però che con l’occasione maturasse qualche cosa di più, oltre alla rassegnazione tutta da spiegare al digitale che… fino a prova contraria, segna la fine di una ricerca architettonica seria e soprattutto vera... per il passaggio conclamato ad un nuovo eclettismo reboante quanto banale e spettacolare, arido nella migliore delle ipotesi...
Quegli stessi autori che citi e di cui tratta A.S. ne sono una prova evidente e chiara. Vedi l'ultimo progetto di J.N. per esempio… sembra esplicitamente copiato o derivato sfacciatamente da un’ organizzazione cellulare materiale ripresa dalla composizione chimica dei materiali... ma se è così... allora si apre un campo infinito di schede enciclopediche da cui attingere a disposizione per R.P. e F.G. e la Hadid e via di seguito... Ed è aperto, dispiegato a tutti coloro i quali abbiano il potere di attingere incarichi e non l'anima, la poesia, la sensibilità umana per svolgerli? Pacifico ?
Consegneremo, secondo A. S., le nostre città al digitale e poi andremo in campagna per i nostri ultimi giorni???
La noia più o meno mortale… non sta certo solo nella campagna… caro Tanzi …
RM
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9/4/2010
Caro Tanzi come vedi non faccio altro che aumentare la gioia di Antonino.
Spero allora che mi faccia avere il suo libro anche sulla mia scrivania ...
Devo dire però che se ne ha fatto lettura... interessante sarebbe discuter
ne anticipando qualche contenuto saliente e non farebbe male neanche
alla divulgazione del libro e dei suoi contenuti... Credo ci sia tanta neces
sita di discutere più che di approvare ... Già questo fatto di leggere e di non parlarne, mi scusi tanto, mi sa tanto di lontananza ...
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9/4/2010
Perdita di sogni ? Non direi che l'atteggiamento suggerito nei tuoi com
menti propendano verso il sogno o la capacità di sognare ... mi pare che invece siano di un realismo molto "in" alla cultura del tempo ... io mi sento più avanti caro Zappalà, mi sento davvero un sognatore nella mia voglia di giustizia e di qualità e non mi offro alla fresca vecchiezza delle idee... perchè è meglio essere se stessi col tempo e andare con lui... lucidamente pero!
Parlo per me naturalmente !
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8/4/2010
Come nipote avrei molti dubbi a riconoscertene la provenienza ma come
biscugino una strana somiglianza la trovo soprattutto nel fiore del verbo non ispirato... ma tenacemente arenato in una filosofia semplice e anche alla moda... ma forse occorrono correnti d'aria salubre e concentra
zione... prima di attribuire parentele ... solo un pò azzardate... Puoi riconoscerlo ?
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4/4/2010
Caro Zappalà quello che dici è ovvio e scontato e anche senza nulla nulla di interessante per il futuro. Pensare al presente è una logica diffusa che non mi sento di condannare, ci sono tante condizioni nella vità che non è il caso di criticare ma da accettare e però finisce lì.
Io se fossi in te cercherei di non farne una religione ... è troppo stretta e
poi non indica altro che aumentare la zuffa ... Coraggio Zappalà si può mantenere il controllo anche nella confusione...
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2/4/2010
Non credo che il dispiego della filosofia del cinismo serva a molto se non al cinismo in quanto tale... e lei parla di salotto Zappalà e poi fa il solito discorso del falco pigliatutto e se piglia ha gli attributi, altrimenti è uno da mettere a lato... No! Mi dispiace non è così ! libero però di dire quello che vuole ma se applica quello che dice .... siam più poveri di prima ! Lei evita di pensare e così facendo si pone nella condizione di
accettare le scorciatoie del sistema e le legittima, mi pare.
Io faccio parte di quelli che credono che ci debba essere un limite alla indecenza in un contesto che voglia definirsi accettabile e passibile di essere propositore del futuro. Credo che ci debbano essere delle regole, non troppe, ma quelle importanti altrimenti è come dice lei... alla guerra come alla guerra e alla guerra quando si è in pace si finisce con il trovarsi nella merda tutti quanti (mi scusi non volevo usare questa parola...) come pare stia accadendo per il nostro mestiere e per certa qualità che non viene prodotta ormai più nelle nostre città.
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2/4/2010
Freddezza secchezza di idee freddezza secchezza di contenuti... acidi e
ossuti di qualità... Progetti per essere fotografati e messi a cartolina sulle pagine satinate di riviste secche e fredde, ma poveri i nostri bei paesaggi mediterranei sospinti e violentati leggermente dal fare, dalla filosofia del fare come se fosse filosofia del guadagnare... per chi e per chè cosa non è dato sapere... in fin dei conti il cittadino è pura entità astratta e sia nei pensieri che nei programi che nell'anima dell'architetto. Appunto freddezza e secchezza nell'anima. Gelo mediterraneo o del nord ? Ma il gelo è sempre gelo... Pagliardini dice speriamo che frani? Gli scricchiolii li sente? Io no ! speriamo abbia un udito più fino del mio...
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