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6 articoli di Gian Paolo Manfredini

Sulla 53^ Biennale Internazionale d'Arte di Venezia
[ Storia e Critica ]

27/10/2009
LA 53° EDIZIONE DELLA BIENNALE INTERNAZIONALE D’ARTE
oltrepassa se stessa e riapre agli architetti (che ad onor del vero avrebbero una biennale propria)
Fare Mondi” nella sua enunciazione heideggeriana, leggermene megalomane, ha in certi momenti mostrato fluidità tra le diverse discipline artistiche; quasi fossero collegate tra loro in una logica trasformativa che potrebbe far presupporre un’attività costruttiva che, con interventi di tipo architettonico-ambientale, positivamente, abbracci l’intero campo dell’esperienza, delle scienze e delle arti. E ciò a costo di sposare idee di nuovi rapporti con la città, di edificazione sovversive o mirabolanti, utopiche rielaborazioni di spazi collettivi nella ricerca di innovati inizi.

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Là fuori. Architettura oltre il costruire
[ Opinioni ]

25/9/2008
Meglio una mostra d’arte all’americana o una rassegna d’architettura, ancora all’italiana ? benché la biennale appaia una istituzione declinante, al pari della situazione politica e altresì della incerta o mancata eredità di un congresso mondiale.


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Abbasso gli architetti e le loro ''Tombe dell'architettura''
[ Opinioni ]

17/9/2008
“L’arte è ciò che è capace di fare di un’opera un enigma”
KARL KRAUS
“...è il momento disperato in cui si scopre che quest’impero che ci era sembrato la somma di tutte le meraviglie è uno sfacelo senza fine né forma, che la sua costruzione è troppo incancrenita perché il nostro scettro possa mettervi riparo...”
ITALO CALVINO
Sfidare, andare “oltre il costruire”, è lo slogan corredato dalla vaghezza e ambiguità di altri assunti teorici solenni enunciati dall’americano A. Betsky, di formazione olandese, che ha diretto e curato la 11° Biennale Architettura di Venezia, insieme ad altri suoi accoliti, quali Saskia, Zaha, Frank O., Emiliano, Massimiliano...


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WE should HAVE A DREAM . Il XXIII Congresso UIA
[ Opinioni ]

22/7/2008
Alla fermata di uno di quei treni che in Italia sostano una sola volta nella vita siamo accorsi in ottomila - invero da 116 Paesi - a Torino, aspettandoci che si creassero nuove situazioni, e che in incontri, scontri, discussioni si potessero dibattere, far interagire tematiche e problematiche, e scambiare e approfondire esperienze.
Come ad un grande Circo, anche in questa occasione siamo convenuti aspettando che gli elefanti apparissero in tutta la loro mole e sapienza.
Considerato il battage pubblicitario che ha preceduto il XXIII World Congress of Architecture - “Transmitting Architecture”, che per la prima volta si è realizzato in Italia, ci si attendeva di partecipare, se non ad una rivoluzione epocale, ad un avvenimento nelle cui quaranta e più sessioni di meeting si potesse verificare lo status della disciplina usufruendo di apporti e di comunicazioni di rilevanza da parte di protagonisti delle diverse culture di tutto il mondo.


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We would have a dream
[ Opinioni ]

17/6/2008
Della situazione e del difficile percorso dell’architettura in Calabria si è già parlato.
( cfr IL GIORNALE DELL’ARCHITETTURA, n 60 marzo ’08 - ANTITHESI, aprile ’08 )
Ora, non vogliamo parlare di “architettura impossibile da costruire” né del “silenzio” forzato e frustrante degli architetti, bensì delle responsabilità dell’architetto di essere socialmente utile, per come quanto e dove lavora.
La sfida che ci viene posta è più evidente qui : la nostra efficienza viene misurata sulla capacità di ridefinire (in termini non tecnocratici) che cosa può regolare oggi una professione millenaria, sul filo del fragile steccato che ne determina ancora la necessità di esistere o meno.
È allora che si devono giocare le nostre capacità di ascolto, di interpretazione e di sintesi, di dialogare con saperi, pratiche, specialisti, contesti, poteri, … e tutte le complessità da cui scaturisce un’opera, un intervento urbano.


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Zaha Hadid si aggiudica tutto. Anche a Reggio di Calabria
[ Opinioni ]

17/1/2008
Sbandierare su house-organ che "il waterfront è già futuro" e che il sindaco con il "suo" waterfront "farà impallidire la sinistra", o ancora, su un quotidiano compiacente (su cui scrivono magari consulenti a contratto del Comune) che Reggio Calabria è "la città della gioia", e consimili amenità, rappresenta a nostro modesto avviso iperboli quantomeno fantasmagoriche.
Ma cominciamo, da cittadini-architetti, ad analizzare il bando del concorso internazionale per il waterfront.


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