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5 articoli di Guidu Antonietti

I grandi Architetti sono quelli che sono morti
[ Opinioni ]

29/5/2004
Fare architettura è anche fare politica!
Il proposito che segue è solo semplice finzione; ogni riferimento a persone esistenti o esistite è puramente fortuito, tuttavia se si rivelasse qualche identificazione ciò non sarebbe dovuto solo al caso…
''Realizzare luoghi che non siano visibilmente belli, e restituire al pubblico la cura di inventare questa bellezza, siccome si inventa un tesoro. La bellezza non è l'opera di uno solo. Non appartiene a nessuno.''


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Quelques considerations sur l'enseignement et le métier d'architecte en France
[ Opinioni ]

2/4/2004
Chers amis italiens,

Je crois savoir que vous considérez la France comme une contrée où l’Architecture se porte bien. Vous admirez Jean Nouvel, Dominique Perrault, Odile Decq et quelques autres Stars. Vous avez raisons ils sont très talentueux … Mais ils sont des exceptions !

Sur le forum aROOTS , innombrables sont les questions récurrentes des étudiants ou futurs étudiants en Architecture sur leur avenir.


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Compriamo la Farnsworth House di Mies
[ Opinioni ]

14/11/2003
Guidu Antonietti ci segnala la vendita della Farnsworth House di Mies van der Rohe.
aROOTS: www.aroots.org Portail Internet des aRchitectes e NOTeBOOK: www.aroots.org/notebook/ Revue d'aRchitecture Internet vi invitano a comprarla.

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La città e la sua scrittura digitale
[ Opinioni ]

5/9/2003
Si può concepire la città con gli strumenti informatici?
In una società in mutazione veloce, dove le funzioni sociali evolvono più rapidamente delle forme urbane, il funzionalismo è ancora attuale? L'aspetto della città esula dalla crisi della cultura generata dalla "rivoluzione informatica?" È in essa causa o conseguenza? Seguono alcuni elementi di riflessione.


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Architettura o dell’antropologia?
[ Opinioni ]

28/1/2003
La “rivoluzione” numerica non cambia nulla dell’essenza dell’arte di costruire!
La scoperte della stampa, della prospettiva, della progettazione assistita dal calcolatore, ecc… non sono che innovazioni tecnologiche. La questione essenziale che pone l’ambiente umano, non in rapporto al modo di concepirlo, ma piuttosto a quello che manifesta la sua umanità, resta principale.
L’informatica non è niente più che un mezzo supplementare, certo affascinante, per definire un quadro di vita. Ma se governare l’utensile è più importante che sapere quale opera o per chi noi la elaboriamo, sbagliamo traiettoria.
Saremo gli Oppenheimer dello spazio urbano?


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