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12 articoli di Mariopaolo Fadda

Con il CO.DI.ARCH di Monza
[ Opinioni ]

22/1/2006
Dopo Milano, Monza. Il Co.Di.Arch., dopo il buon successo di Milano, va in provincia e presenta proprie liste per le elezioni del consiglio dell’ordine a Monza.
Anche qui il clima non è dei migliori: dilaga, tra i pretendenti al trono, quella concezione politico-affaristica dell’organizzazione professionale che tiene alla larga, da qualsiasi parvenza di partecipazione, la stragrande maggioranza degli iscritti.

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Greg Lynn interview
[ Storia e Critica ]

15/5/2004
Mariopalo Fadda ha intervistato per antiTHeSi Greg Lynn in relazione alla sua esperienza in seno a United Architects, in particolare per il concorso progetto di Ground Zero, vinto da Libeskind.

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Luce di stelle
[ Opinioni ]

13/2/2004
Luce di stelle di Robert A. Ivy, FAIA
(Traduzione di MariopaoloFadda)
Una delle più persistenti lamentele tra gli architetti riguarda l'attenzione che i media dedicano alle cosiddette stars. L’accusa, frutto di un disagio profondamente radicato per tanta attenzione concentrata su pochi, riguarda una piccola scheggia, forse l’un percento, di tutti gli architetti che dominano la scena architettonica. Perchè, continua il lamento, quelle facce familiari aspirano tutto l'ossigeno della stanza e monopolizzano l'attenzione? Perchè prendono i lavori migliori? Perchè, è implicito nelle osservazioni, non scelgono me?

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Spigolature d’oltreoceano (2). E non
[ Storia e Critica ]

6/2/2004
1. Boase – L’oasi in cui vivere
La casa del futuro: questa la competizione vinta, nel 2001, da un gruppo di giovani architetti danesi, Force4 e illustrata sul numero di gennaio di Metropolis (Figg. 1 e 2). Due i concetti guida: sostenibilità e accessibilità (in termini economici). Produzione di massa, a bassi costi, di abitazioni. E quindi anche di terreni a basso costo che non mancano; ne hanno individuato circa 14,000: tutti siti postindustriali inquinati. La città di Copenhagen ne ha fornito loro uno in un’area multietnica della città precedentemente occupata da un’industria per la distillazione di idrocarburi.

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Libera cultura e bastioni oscurantisti
[ Opinioni ]

29/1/2004
Escluso che gli architetti italiani siano mentalmente disabili al cospetto dei loro colleghi francesi, tedeschi, inglesi, olandesi, americani, bisogna cercare di capire perché le loro idee e capacità progettuali non emergano nel panorama internazionale.
Innanzitutto scontiamo, anche e livello architettonico, quel clima di repellente conformismo che avvolge la cultura italiana in generale: sprofondata nella melma, sopraffatta da una verbosità contorta e inconcludente, tutta intenta ad autoincensarsi, ridotta a megafono propagandistico di infimo livello. Fa impressione sentire gente che si presume intelligente (Eco, Colombo, Melandri, Sgarbi), dire sciocchezze a ripetizione per far piacere alla platea che li applaude.

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Villa Colli - Lettera a Pio Baldi
[ Opinioni ]

12/1/2004
In relazione all'invito rivolto a tutti i lettori per una iniziativa collettiva a favore di Villa Colli pubblichiamo la lettera di Mariopalo Fadda al Direttore Generale del Dipartimento per l'architettura e l'arte contemporanee Pio Baldi. Chiunque intenda sottoscrivere può farlo nei commenti all'articolo.


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Un'americanata a Venezia
[ Storia e Critica ]

19/12/2003
A Venezia sono in corso i festeggiamenti per l’inaugurazione della nuova finto-settecentesca Fenice. Giorno inebriante per gli storicisti da baraccone, per i saltimbanchi della tradizione e per i nemici della modernità. Giorno infausto per il futuro del nostro patrimonio storico-architettonico, messo a serio rischio da operazioni di mercificazione e falsificazione di stampo turistico-imprenditoriale.
“L’adagio nostalgico:’Com’era, dov’era’ è la negazione del principio stesso del restauro, è un’offesa alla storia e un oltraggio all’Estetica, ponendo il tempo reversibile, e riproducibile l’opera d’arte a volontà.” (Brandi)

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No al catechismo conservatore
[ Storia e Critica ]

1/12/2003
In campo architettonico sentiamo spesso discorsi sulla cosiddetta diversità italiana. C'è chi la enfatizza quale risultato del mitico arroccamento degli anni settanta intorno alla "autonomia dell'architettura", c'è chi ritiene che il destino dell'architettura italiana sia quello di vivere all'ombra di epoche passate, c'è chi è convinto che l'architettura sia morta e c'è infine chi pensa che la diversità italiana non sia altro che una profonda e preoccupante stagnazione architettonica figlia legittima di quel assunto ideologico chiamato conservazione, propagandato, in questi ultimi decenni, in lungo e largo per il Paese con un ossessivo tambureggiamento ritmato da partiti politici, ambientalisti para-statali, nonché da sfiatati esponenti del più variopinto associazionismo, da soprintendenti-prefetti, da sindaci-architetti, assessori-urbanisti, ingegneri-capo e loro annessi e connessi.

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Cin-Cin 'Maestro' Gehry!
[ Storia e Critica ]

29/10/2003
Si sono appena conclusi i festeggiamenti per l’inaugurazione ufficiale della Walt Disney Concert Hall, un evento atteso per 15, lunghi, tormentati anni e che, per un motivo o per un altro, ha rischiato di non vedere mai la luce.
Per quanto riguarda il giudizio critico e la ricostruzione storica della vicenda rimando ad altra sede, mentre qui mi preme sottolineare solo due aspetti: il ruolo svolto dalla stampa e l’impatto dell’opera nel contesto urbano.


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Spigolature d’oltre oceano
[ Storia e Critica ]

13/10/2003
Una parola ovviamente sul progetto veneziano. Ci sono anche per questo progetto varie versioni, ma in tutte traspare la sensibilità estetica di Gehry nel reinterpretare in chiave moderna l’ambiente lagunare nei materiali, nei colori e nelle soluzioni formali (i ponti in vetro, l’albergo sopraelevato per consentire il passaggio delle barche, i teloni metallici caccatastati del terminal delle barche), senza nulla concedere alle rancide teorie sull’ambientamento o alle elucubrazioni sul “genius loci”. Dopo aver rigettato Wright, Le Corbusier, saprà Venezia aprirsi ad un’opera contemporane di grande valore? O si è definitivamente rassegnata alle mediocrità ambientate, ai falsi in stile e alle carnevalate tradizionaliste?

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