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127 articoli di Paolo G.L. Ferrara

Kairos e modernità
[ Storia e Critica ]

15/4/2010
“Architettura e modernità”, di Antonino Saggio, non è un lavoro che vuole essere un excursus storico né, tantomeno, una storia dell’architettura.
Ed infatti, il libro non ha un inizio e, soprattutto, non ha una fine:“Gli anni della macchina 1919-1929”, prima parte del libro, e “La rivoluzione informatica dell’architettura. Dopo il 2001”, ottava parte del libro, sono appunto “parti” della modernità, ciascuna mai slegata dall’altra.
Va da sè che, per il loro contenuto, le ultime pagine del libro non sono altro che il rimando a quelle iniziali.
In sintesi, ma solo in prima battuta, potrei dire che il testo di Saggio è “circolare”, ovvero senza un inizio e senza una fine, bensì un cerchio che non ha però diametro fisso: ogni nuovo fatto vi si potrà inserire aumentandolo.


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Il 'particulare' di La Maddalena
[ Opinioni ]

23/3/2010
Nel febbraio 2009, senza ancora potere sapere cosa sarebbe successo dopo il terremoto di L’Aquila, Boeri scriveva del progetto di La Maddalena soffermandosi sui significati legati alla scelta di quel luogo specifico quale sede del G8.
Forse preveggente, citava Francesco Crispi ricordando la sua partecipazione ai funerali di Giuseppe Garibaldi. Preveggente poiché, come sappiamo, Crispi fu pienamente coinvolto nello scandalo del fallimento della Banca Romana -1893- e pienamente assolto con tutti gli altri coimputati.
Si sa: la politica italiana è come il mago Forrest, che fa sparire le cose e, nel contempo, fa anche ridere. Ma è uno spettacolo divertente solo per i pochi, per quelli che si spartiscono le ruberie. Fondamentale distinguo: il potere è sì necessario, ma non lo è il rubare. Secondo distinguo: gli architetti politicamente impegnati hanno sì relazioni vantaggiose, ma ciò non significa che siano ladri.


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Il coccodrillo come fa...? la politica lo sa
[ Storia e Critica ]

25/1/2010
Il crollo di un edificio a Favara (AG), avvenuto sabato scorso, può essere ricondotto a quanto affermava Leonardo Sciascia prendendo a prestito la descrizione che Flaubert fa del berretto di Charles Bovary: “molte cose sono complicate nel senso della stupidità. Ci si arrovella tanto sul pensiero di certi uomini politici. Ad un certo punto bisognerebbe fare la semplicistica operazione di dire che non pensano.”


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Zevi, Craxi, prestigio, potere
[ Opinioni ]

4/1/2010
Il gennaio 2000 fu mese di lutti eccellenti: il 9 morì Bruno Zevi, il 19 Bettino Craxi.
Due personaggi di statura internazionale, due personaggi certamente scomodi. O meglio, di comodo allorquando erano all’apice del loro prestigio o del loro potere.
Due uomini politicamente impegnati.
Da giorni si legge di vie, piazze o giardini da intitolare a Craxi a Milano, la “sua” Milano, iniziativa che non fa altro che reiterare polemiche e scontri tra fazioni politiche. Non m’interessa, non entro nel merito. Il nome di una via, piazza, giardino lascia il tempo che trova. Walter Tobagi è stato relegato alla periferia milanese mentre sarebbe stato molto più forte e giusto dedicargli la via in cui fu assassinato, a tutt’oggi sempre di proprietà di Andrea Salaino, allievo di Leonardo che ne coniò il soprannome “salai” -diavolo- per rimarcarne il carattere non tanto quieto, tanto che anch’egli fu ucciso -così come Tobagi- con un colpo alle spalle. Ma Tobagi non ha certo bisogno di una via per essere ricordato. E ciò vale per chiunque.


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Luca Molinari e una Biennale né elegante, né agnostica
[ Opinioni ]

19/11/2009
Sembra tutto perfetto.
La Biennale di architettura di Venezia 2010 vedrà Luca Molinari quale curatore del Padiglione Italia.
Perché sembra tutto perfetto? Per due motivi. Il primo è che Molinari nasce e cresce con la nuova generazione dell’architettura italiana e, dunque, tra altre poche, può essere la persona giusta per darci il polso della situazione di ciò che è avvenuto in questo primo decennio del secolo.


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Regalo di Natale 2008. A Marco Casamonti
[ Opinioni ]

17/12/2008
Anche quest'anno, come tradizione, antiTHeSi scrive un "Regalo di Natale". Vi è però una differenza: quest'anno il regalo vorrei riceverlo.
Lo sappiamo tutti, anche se nessuno -quantomeno sul web- ne parla: Marco Casamonti è stato arrestato ma, come giusto che sia, oggi come oggi, non è né colpevole e né innocente.
Agli arresti domiciliari, prima che la giustizia faccia il proprio corso, l'architetto fiorentino non deve essere condannato. Da nessuno.
Comunque sia, il dovuto rispetto alla persona inquisita sino a sua comprovata colpevolezza non impone che del suo arresto non si debba parlarne: lo si deve fare per capire ciò che sta dietro una carriera fulminea, sia professionale che universitaria, e un altrettanto fulmineo coinvolgimento giudiziario.
Lo si deve fare poiché, da alcuni anni, Casamonti rappresenta per molti il “nuovo che avanza”, sia dal punto di vista squisitamente architettonico che da quello della editoria. Vero: per molti ma non per tutti, ma quei “molti” sono davvero “molti” e, spesso, esclusivamente abbagliati dalle apparenze.


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Miserère!...Ligresti....
[ Storia e Critica ]

26/11/2008
NOTA INTRODUTTIVA: Per la prima volta antiTHeSi ripropone un articolo già pubblicato. La cosa potrebbe apparire strana per ciò che è una rivista digitale, ovvero un "luogo" ove gli articoli sono sempre rintracciabili. Ma oggi, leggendo un articolo di Alberto Statera apparso su "la Repubblica" e attinente ciò che si prospetta per l'Expò di Milano dal punto di vista degli appalti e delle compromissioni, mi è istintivamente venuto -amaramente- da ridere: nel mio piccolo, della situazione milanese ne avevo scritto già 4 anni fa, facendo proprio il nome di Ligresti. Dunque, visto che internet "è" l'attualità, perchè non riproporre un articolo su ciò che da anni (per non dire da sempre) è attuale...? Allego anche l'articolo di "la Repubblica". Paolo GL Ferrara

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Bruno Zevi e Franco Franchi? Per Amirante e Carreri...praticamente la stessa cosa...
[ Opinioni ]

28/11/2007
Tutto mi sarei aspettato ma non che Paolo Portoghesi si prendesse a cuore le critiche che qualcuno muove a Zevi. Invece è successo…e ciò è assolutamente emblematico rispetto le affermazioni di Roberta Amirante e Emanuele Carreri sul presunto “plagio” che Zevi avrebbe fatto del libro di Curt Behrendt “Modern Building its nature, problems and forms”. Dice Portoghesi: “i due curatori hanno preso una cantonata. Il pensiero di Zevi è talmente complesso che non si può assolutamente parlare di copiatura”.

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Il Libeskind di Antonello Marotta: architettura quale 'verità'.
[ Opinioni ]

23/7/2007
“Quando l’architettura neutralizza i problemi, quando si concentra sui numeri e sul buon gusto, cessa di trasmettere la verità”.
Questa frase di Daniel Libeskind -tratta da “Breaking Ground. Un' avventura tra architettura e vita”, ed. Sperling & Kupfer . 2004 – e riportata da Antonello Marotta nel suo libro sullo stesso architetto (Daniel Libeskind, EdilStampa, Roma -2007) è assolutamente attinente al messaggio del libro stesso. Difatti, anche un libro, quando neutralizza i problemi e si concentra sui numeri e sul buon gusto, cessa di trasmettere la verità e diventa feticcio, esaltando non i contenuti ma l’apparenza propria dell’idolatria.
Per mio conto, del libro di Marotta -che "feticcio" non è- va colto il viaggio trasversale che l'autore compie nella storia dell’architettura degli ultimi cento anni, fatto sia tramite la costante collocazione storico-temporale di Libeskind che dai rimandi agli studi dei suoi maestri.


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Architettura: la Sicilia torna ad essere 'bedda'
[ Opinioni ]

4/7/2007
Il 28 giugno abbiamo ricordato Danilo Dolci, che ha dedicato gran parte della sua vita ai problemi della Sicilia e dei siciliani.
Dolci arrivò a Trappeto nel 1952, epoca in cui la Sicilia era dominata da Calogero Vizzini, Giuseppe Genco Russo, Michele Navarra. Tutti e tre potenti “uomini d’onore”, e con la tessera politica in tasca. La Sicilia era davvero “Cosa loro” ed è per questo motivo che le battaglie di Dolci furono ancora più grandi. Nei successivi decenni, soprattutto negli anni ’60 e ’70, Dolci ebbe, suo malgrado, a che fare –seppur indirettamente- con altri “uomini d’onore”, quali Luciano Leggio, Salvatore Riina, Bernardo Provenzano e con politici quali Vito Ciancimino, Salvo Lima, oltre che con i cugini Salvo, ovvero la “bella compagnia”, attorno alla quale ruotavano tutti gli interessi economici dell’ Isola, il tutto a discapito dei suoi abitanti meno abbienti, quelli per cui Dolci lottava.
Nota: l'immagine ritrae la carta d'identità di Salvatore Riina.
In risposta all'articolo, scrive -il 19.luglioo.2007-Maurzio Zappalà

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