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8 articoli di Vilma Torselli

Bravo Eisenman. Anzi, no
[ Storia e Critica ]

9/7/2005
Il Memoriale dell’Olocausto di Berlino, progettato da Peter Eisenman, è l’ultimo in ordine di tempo, ma certo non sarà l’ultimo quanto a realizzazione (presto prendera' il via un nuovo Museo dell'Olocausto a Ferrara) eretto a celebrare l’olocausto per antonomasia, quello del popolo ebraico. Fra tutte le etnie europee oggetto di massacri e repressioni sanguinarie nella storia recente, dai ceceni sterminati o deportati da Stalin, ai rom eliminati da Hitler, ai serbo-croati vittime di un’insensata guerra fratricida, alle vittime del genocidio armeno di inizio secolo, o di quello curdo dei più recenti anni ’70, gli ebrei sono sicuramente quelli che di più o in vece o in nome degli altri si sono fatti carico di conservare viva la memoria dell’olocausto del loro popolo.


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Decostruttivismo: a chi deve parlare e a chi no
[ Storia e Critica ]

22/4/2005
“[…]E una volta che un discorso sia scritto, rotola da per tutto, nelle mani di coloro che se ne intendono e così pure nelle mani di coloro ai quali non importa nulla, e non sa a chi deve parlare e a chi no. E se gli recano offesa e a torto lo oltraggiano, ha sempre bisogno dell’aiuto del padre, perché non è capace di difendersi e di aiutarsi da solo.” (Platone, Fedro)

Jacques Derrida è comunemente noto come il filosofo della decostruzione, termine riduttivo e forse improprio che egli stesso rifiutava, almeno nei limiti semplicistici e categorici dell’accezione comune, specialmente applicata alla pratica architettonica.

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Public Art e Architettura
[ Storia e Critica ]

27/11/2004
“Separate alla nascita, arte visiva e architettura sono gemelle per molti versi identiche. Il loro seme comune è progettare un pensiero visualizzato, anche se la realizzazione si prevede in  calcestruzzo, in mosaico o attraverso un poster.” (Angela Vettese)
 Forse mai come oggi arte visiva ed architettura, due discipline che da sempre si confrontano, si respingono e si attraggono,  cercano di ricomporsi come le due metà di un discorso interrotto.

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Christo Javacheff e il fantasma dell'architettura
[ Storia e Critica ]

14/3/2004
“La memoria vivente è immemoriale,
non sorge dalla mente, non vi si sprofonda.
Si aggiunge all’esistente come un’aureola
di nebbia al capo. È già sfumata, è dubbio
che ritorni. Non ha sempre memoria
di sé”.
(Eugenio Montale)

La memoria è assenza, si genera nel confronto con il nulla, possiamo ricordare solo ciò che non c’è più ed autoingannarci costruendo il ricordo in funzione consolatoria per colmare l’assenza, la mancanza, il vuoto: ripristinare un evento passato e riconsegnarlo alla memoria , preservandolo dall’oblio, avvalora un’identità, una capacità di autoindividuazione che si prolunga nel tempo proprio grazie al “filo della memoria”.

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Tradimento e tradizione
[ Storia e Critica ]

13/2/2004
"[……..] Tradimento e tradizione hanno la stessa origine etimologica, vengono dallo stesso ceppo, esprimono varianti di uno stesso segno. Tradere, verbo latino che sta per "consegnare". Gesù fu tradito da Giuda, che lo consegnò ai suoi giudici. Ma l'intera verità del nostro mondo giudaico-cristiano ci è stata consegnata fra mille tradimenti, e riposa (si fa per dire) nel corpo della tradizione. La morale della fedeltà, quella che prescrive non già di cercare e capire ma di vivere in obbedienza e amore a quanto è stato rivelato, a quanto si crede da generazioni, ha un senso nell'ortodossia religiosa e si innalza su un fondamento biblico. Trasportata nella storia è puro nonsense, rassegnazione intellettuale, animalità meno che canina, diabolica perseveranza. Se scavate dentro la parola, se non vi accontentate della morale della fedeltà, vi accorgerete che il peggiore tradimento, e forse l'unico, è quello che si commette contro la propria libertà."(Giuliano Ferrara, "Ai comunisti. Lettere da un traditore", Laterza, 1991).

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Gehry, Oldenburg e l'archiscultura
[ Storia e Critica ]

27/1/2004
Pochi architetti hanno avuto come Gehry l’onore delle cronache, dell’attualità e finanche del gossip (per la storia c’è tempo), come si conviene ad un personaggio che si fa amare o odiare, con il potere di scatenare tra i suoi estimatori e detrattori un tifo da stadio che di quello stesso ha i toni vivaci, la passionalità e talvolta l’ineleganza.
Su Gehry è stato detto tutto, di più, di troppo e, paradossalmente, si potrebbe, di quel tutto, dire anche il contrario

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La modernità, tramite tra passato e futuro
[ Storia e Critica ]

19/1/2004
...che tra il tradizionale e il nuovo, o tra ordine e avventura, non esiste una reale opposizione, e che quello che chiamiamo tradizione oggi è una tessitura di secoli di avventura." (Jorge Luis Borges)

La posizione dell’architettura italiana e dell’Italia in generale nei confronti della modernità e di tutto ciò che essa comporta è nel complesso caratterizzata da indifferenza, disattenzione e talvolta ostile resistenza.

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La Carta del Restauro
[ Storia e Critica ]

4/1/2004
" Il concetto di restauro si è profondamente modificato […] al centro ora è il concetto di memoria, la forma a priori comune a ogni uomo che dà valore alle tracce del passato e permette di identificare ciò che un patrimonio culturale rappresenta. La memoria va oltre il rapporto tra estetica e documentazione e implica la scelta: l’operazione che ci permette di distinguere ciò che merita di essere conservato da ciò che invece può essere dimenticato".
Sono parole di Giuseppe Cristinelli, ordinario di Restauro Architettonico all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia e vicepresidente del Comitato Cracovia 2000, assemblea dalla quale è scaturita una Carta del Restauro sottoscritta da paesi europei ed extraeuropei, esperienza raccolta in un volume, "La Carta di Cracovia 2000 . Principi per la conservazione e il restauro del patrimonio costruito", ad opera dello stesso Cristinelli.

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